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«Nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, risuscitato, costui vi sta dinanzi risanato»

Martedì dell’Ottava di Pasqua. Pellegrinaggio diocesano dei preadolescenti “Fatti avanti!”, Roma, Basilica di San Pietro - 7 aprile 2026

7 Aprile 2026

 1. Sono stato a visitare il paese sbagliato

Nel paese sbagliato abitano ragazzi e ragazze che si sentono sbagliate. Pensano: io sono sbagliato, io non sono adatto alla vita, io non sono abbastanza bella, bello; io non sono abbastanza intelligente; io non sono capace di fare contente le persone che mi stanno a cuore; io in casa sono un disastro, a scuola sono un disastro; io non sono abbastanza capace di evitare quello che è sbagliato, di cui mi vergogno, che mi fa male. Sono sbagliato.

Nel paese sbagliato ci sono ragazzi e ragazze che dicono: io sono nato in una famiglia sbagliata; mio papà non capisce quello di cui ho bisogno, mi tratta come un bambino, una bambina; mio papà non mi lascia fare quello che fanno gli altri miei amici e mie amiche. È un papà sbagliato. Mia mamma non mi capisce, mi tratta come un bamboccio; mi tratta con abbracci e baci che mi danno fastidio. È una mamma sbagliata. Mio papà e mia mamma non sono mai d’accordo su niente. Sono una coppia sbagliata.

Nel paese sbagliato ci sono ragazzi e ragazze che dicono: io sono nato in un mondo sbagliato. Sono invaso da notizie disastrose. Succedono delle cose che mi spaventano. Ci sono guerre dappertutto. È un mondo sbagliato. Si vantano di distruggere la terra: rovinano, sporcano dapertutto, avvelenano, inquinano l’aria, l’acqua, la terra. È un mondo sbagliato. I ricchi derubano i poveri. Finiremo per essere tutti poveri.

 

2. Nel paese sbagliato, uno stupore

Ma nel paese sbagliato Pietro ha fatto una cosa giusta, ha guarito uno storpio: «Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, li pregava per avere un’elemosina. Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: “Guarda verso di noi”. Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa. Pietro gli disse: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!”. […] Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: “Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?”. Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: “Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato”» (At 3,1-4; 4,7-10).

Nel nome di Gesù, Pietro ha cominciato una storia nuova, la storia che aggiusta il mondo. È quindi il momento per decidere: continueranno i ragazzi e le ragazze che ho incontrato io ad essere abitanti del paese sbagliato, oppure saranno affascinati a incominciare una storia nuova che aggiusta il mondo? Questo è il momento per farsi avanti. Farsi avanti. Suggerisco tre passi.

Prega, cioè incontra Gesù e accetta la sua proposta di essere tuo amico e tuo salvatore: tu infatti non sei sbagliato, ma sei chiamato.

Sorridi, cioè diffondi la gioia in casa tua e dappertutto: la tua famiglia, la tua compagnia non è sbagliata, ha bisogno di gioia.

Aiuta, cioè impegna il tuo tempo, impegna i tuoi talenti, metti a frutto la tua voglia di amicizia e la tua capacità di aprire la porta a nuovi incontri: il mondo è sbagliato, ma aspetta chi lo corregga.