1. La Visita Pastorale
È l’occasione per dirvi che voi mi siete cari, che voi mi state a cuore. Attenzione che si esprime attraverso le persone che ricevono un mandato, che stabiliscono un rapporto di collaborazione con la pastorale diocesana: preti, catechisti, catechiste. Oggi sono venuto per dirvelo di persona
È l’occasione per sottolineare l’appartenenza alla Chiesa Ambrosiana ed alla Chiesa Cattolica diffusa su tutta la terra. La presenza del Vescovo, che è unico per tutta la Diocesi, è l’occasione per invitare a vivere l’appartenenza alla Chiesa Ambrosiana. Questa visita è quindi l’occasione per incoraggiare il cammino di comunione, dentro la Parrocchia ed il Comune, dentro il Decanato, nella Chiesa Diocesana. Come scrive il Consiglio Pastorale: «La partecipazione è costante e vivace, grazie al lavoro di dieci educatori, di don Paolo Invernizzi. Sono previsti pellegrinaggi, incontri UPG con la comunità di Arluno […]. La comunità accompagna con attenzione anche se la sfida della partecipazione adulta rimane aperta» (Relazione del Consiglio Pastorale, p. 2)
Sono ad incoraggiarvi: siate consapevoli, siate fieri, di vivere una pastorale di insieme che guarda al futuro. È una povertà la Parrocchia che si interpreta come una comunità chiusa: rischia di invecchiare e di spopolarsi. Siate grati di far parte della Chiesa Ambrosiana; sostenete con la presenza e con la partecipazione attiva le iniziative dell’Unità Pastorale del Decanato. Accogliete gli inviti, partecipate agli eventi, valorizzate le proposte della Diocesi.
La Visita Pastorale è occasione per ascoltare quello che il Signore vuole dire a ciascuno di noi ed alla nostra comunità.
2. La famiglia, una vocazione all’ “oltre”
2.1 Lo stupore: «Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui»
Le parole di Simeone sono motivo di stupore per Maria e Giuseppe: presentano il loro bambino e ascoltano la profezia che parla di una missione impensata, di orizzonti così ampi da incutere timore e meraviglia: «Luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». La parola ispirata apre ad un “oltre”, invita a vedere oltre, più lontano, più in profondità. La parola ispirata non si limita a glorificare Dio per il bambino Gesù. Insegna a guardare oltre e a restare incantati per lo stupore. Siamo fatti per l’oltre, per l’altro.
Lo stupore è il principio dell’amore, la meraviglia di riconoscere l’altro come invito, come promessa. Ecco, un uomo; ecco, una donna; ed ecco la meraviglia: l’amore. L’innamoramento è l’aprirsi di un oltre per cui non si tratta più di un uomo, di una donna qualsiasi, ma proprio di lui, proprio di lei: è un invito senza calcolo, senza ragionamenti. Oltre sé stessi, oltre, fuori dalla solitudine.
La decisione di sposarsi è l’aprirsi di un oltre: non si tratta più di un sentimento inspiegabile e incontrollabile. Oltre per una decisione, per una scelta voluta e pensata. Oltre, verso una vita dedicata: la scoperta di sé. «Sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro». Oltre: c’è una parola ancora non detta, c’è una poesia ancora non scritta, c’è una pena ancora non confidata, una ferita non ancora guarita in mio marito, in mia moglie.
La grazia di un figlio, di una figlia è la chiamata all’oltre: l’amore fecondo di un uomo e di una donna genera una vita nuova, un mistero tutto da esplorare, una presenza che chiama l’amore del papà e della mamma all’oltre del futuro, del fascino, dell’inedito da scoprire.
2.2 La vita cristiana, vocazione cristiana all’oltre
Ogni vita cristiana è vocazione all’oltre: oltre sé stessi, oltre le proprie abitudini, oltre i confini della propria cerchia di amici, oltre, oltre. Oltre la banalità della ripetizione, oltre lo sguardo miope dei propri interessi. Verso la carità, verso la pace, verso la santità: «Qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore». Quello che fai è abitato dal mistero del nome, è santo, è rivelazione: nell’amore di coppia, nella responsabilità per i figli, nelle relazioni quotidiane con i familiari, con gli altri della vita quotidiana: «on evitare coloro che piangono […] non esitare a visitare un malato».
2.3 L’oltre della speranza
In ogni giorno, in ogni situazione è iscritta una vocazione all’ “oltre”: guarda meglio, oltre le apparenze c’è l’occasione per il bene possibile, per la risposta stupita alla vocazione. In ogni pensiero sul futuro lo Spirito Santo semina la speranza dell’oltre, oltre il presente, oltre il calcolabile e il prevedibile, oltre la morte. La speranza!

