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«Le membra […] sono un corpo solo, così anche il Cristo»

Accoglienza della Croce degli Sportivi “ForEachOther” (L’uno per l’altro), Milano, Basilica di San Babila - 29 gennaio 2026

29 Gennaio 2026

1. Ascolta!

Ascolta: parla il corpo, parla – come si immagina san Paolo – il piede, l’orecchio, parla l’occhio, parla la testa. Ascolta: il corpo ti parla, il tuo corpo parla a chi ti incontra.

Non ridurre il corpo a una macchina da sfruttare, non ridurre il corpo ad un meccanismo complicato che ogni tanto deve essere aggiustato, non ridurre il corpo tuo ed altrui ad un oggetto da desiderare, non ridurre il corpo ad una prigione di cui liberarsi, ad un’apparenza di cui vergognarsi.

Il corpo ti parla, il corpo parla: dice della gioia del benessere, dice dell’ardore appassionato dell’atleta che affronta la gara, dice della ferita per cui tutto soffre, non solo il piede, ma anche la mente, anche l’umore: «Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme».

Il corpo parla, ma il vocabolario delle parole è custodito nell’anima, nella memoria, negli affetti, e parlando contesta chi non l’ascolta e lo usa, chi non lo ascolta e ne fa una cosa, un manichino da vestire, una vetrina in cui curiosare. Il corpo parla e dice dell’anima come l’anima sente e pensa e ama e dice del corpo.

 

2. Le gare olimpiche e la pratica sportiva: una scuola

 In queste settimane i Giochi Olimpici e Paralimpici saranno una specie di festival del corpo. Gli atleti affronteranno le gare per cui si sono preparati da tanto tempo. E il corpo racconterà le sue avventure e potrà istruire la città e tutti coloro che sanno ascoltare: il racconto, infatti, è come una lezione di vita, è come una predica severa, è come una confidenza commovente.

Il corpo degli atleti delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi dirà di quanta volontà sia necessaria per affrontare gli sforzi, le fatiche dell’allenamento. Una scuola di ascesi.

Dirà di quanta virtù sia necessaria per custodire le passioni, i capricci, le seduzioni della prestazione artefatta, la pigrizia che cede alla stanchezza, l’incostanza che si concede alle trasgressioni. Una scuola di morale.

Dirà di quanta amabilità sia necessaria per coltivare lo spirito di squadra, coordinare i movimenti con gli altri e le altre della squadra; dirà quale umiltà richieda lasciarsi condurre dall’allenatore per correggersi e per migliorarsi. Una scuola di umanità

Dirà di quale fortezza sia necessaria per accettare la sconfitta senza deprimersi, per vivere la vittoria senza esaltarsi, per vivere le reazioni scomposte degli altri, le rabbie impreviste, i puntigli irritanti, gli scoraggiamenti paralizzanti. Una scuola di vita.

Dirà di quanta libertà sia necessaria per riconoscere di non essere perfetti e confrontarsi con le prestazioni degli atleti bellissimi e giovani e riconoscere la condizione della disabilità senza farne un tormento e viverla invece come la propria condizione per esprimere i talenti e sfidare il limite. Una scuola di audacia e di fantasia.

 

3. Il corpo crocifisso

Possono essere troppo rumorose le gare: chi può ascoltare i racconti del corpo? Possono essere troppo ossessionati per le minuzie del fisico e l’incombere della prestazione: come possono mettersi a scuola del corpo? Possono essere troppo superficiali e stupidi gli spettatori: che cosa ne capiscono dell’ascesi, della morale, della libertà, della vita insomma?

In questa chiesa accogliamo il segno del corpo crocifisso. La croce degli sportivi è più uno spiraglio che una figura: il corpo di Cristo, crocifisso per amore, è l’apertura per andare oltre ed accogliere il mistero. Il corpo assente incoraggia le domande, lo sguardo, l’attenzione.

La croce degli sportivi rimarrà in questa chiesa per i giorni delle Olimpiadi e Paralimpiadi e per chi saprà ascoltare parlerà come parla un corpo glorioso, il corpo assente che attira lo sguardo, provoca la memoria, alimenta lo stupore e convince a cantare l’alleluia di Pasqua.

Se volete sapere che cos’è l’amore, se volete sapere se ci sia una speranza, se volete sapere come possano i molti diventare uno e quale potenza di Dio rende possibile che tutte le membra del corpo, pur essendo molte, siano un corpo solo, se chiedete che cosa significhi il comandamento di Gesù di amarci gli uni gli altri, ecco che cosa vogliamo dire: “Guardate a Gesù, adorate il corpo crocifisso e risorto, ascoltate le sue parole e seguitelo, perché lui è la via, la verità, la vita!”.