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Le beatitudini dei nonni

Incontro Diocesano dei Nonni, Busto Arsizio, Basilica di S. Giovanni B. - 9 maggio 2026

9 Maggio 2026

Beati i nonni che mettono pace, pace in casa, pace tra i figli e i nipoti, pace tra i vicini di casa, pace tra gli eredi designati. Beati i nonni che ricostruiscono la pace, se incomprensioni, invidie, ostinazioni, antipatie hanno reso difficili i rapporti e il convivere. Beati i nonni che consigliano la pace, con parole sagge e sapiente pazienza. «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio».

Beati i nonni che vedono Dio. Beati i nonni che riconoscono la presenza di Dio nei giorni del vivere, della salute e della malattia, della serenità e della preoccupazione. Beati i nonni che sono puri di cuore e sanno pregare e imparano a pregare e insegnano a pregare. Beati i nonni che vedono Dio e sanno raccontare le opere di Dio e della sua provvidenza negli anni passati, presenti e futuri. «Beati i puri di cuore perché vedranno Dio».

Beati i nonni che sanno perdonare. Beati i nonni che praticano la misericordia invece che il risentimento, la misericordia invece che il lamento. Beati i nonni che sono generosi, anche se si sentono trascurati. Beati i nonni che accolgono con gratitudine le visite desiderate, anche se sono troppo rare. «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia».

Beati i nonni che hanno pazienza e continuano a fare il bene, anche se nessuno dice grazie.

Beati i nonni che sono attenti e sanno riconoscere le tristezze per consolarle, la rabbia per calmarla, la solitudine per offrire amicizia. Beati i nonni che non hanno paura. Beati i nonni che distinguono il bene dal male e continuano a impegnarsi per il bene comune, anche se c’è chi li compatisce e li disprezza. «Beati i miti, perché erediteranno la terra».

Beati i nonni che sorridono e sorridendo rasserenano la casa. Beati i nonni che, se piangono, piangono di nascosto per non rattristare quelli di casa. Beati quelli che sentono ancora le ferite delle umiliazioni subite e delle ferite della vita e sanno piangere e pregare, piangere e perdonare, piangere e sperare. «Beati gli afflitti, perché saranno consolati».

Beati i nonni che continuano a imparare. La grande esperienza della vita non li rende presuntuosi: si sentono inquieti e cercano risposte, si sentono poveri, non però come per subire un’umiliazione, ma per praticare l’umiltà. Beati i nonni che hanno qualche cosa di bello da dire e da spiegare, non come quelli che sanno tutto, ma come quelli che sono contenti di cercare insieme. Beati i nonni che non si sentono complessati perché non sono esperti della tecnologia sempre più potente e sempre più complicata. Beati i nonni che non inseguono i nipoti per dimostrare di essere giovani, ma raccontano storie di vita e proverbi di buon senso, pagine di Vangelo e pagine di stupore. E sempre sanno insegnare e imparare. «Beati i poveri in Spirito, perché di essi è il regno dei cieli».