1. La Visita Pastorale
È l’occasione per dirvi che voi mi siete cari, che voi mi state a cuore. Attenzione che si esprime attraverso le persone che ricevono un mandato, che stabiliscono un rapporto di collaborazione con la pastorale diocesana: preti, catechisti, catechiste. Oggi sono venuto per dirvelo di persona.
È l’occasione per sottolineare l’appartenenza alla Chiesa Ambrosiana ed alla Chiesa Cattolica diffusa su tutta la terra. La presenza del Vescovo, che è unico per tutta la Diocesi, è l’occasione per invitare a vivere l’appartenenza alla Chiesa Ambrosiana. Questa visita è quindi l’occasione per incoraggiare il cammino di comunione, dentro la città, dentro il Decanato, nella Chiesa Diocesana.
Come scrive il Consiglio Pastorale, «il cammino intrapreso ormai da qualche anno come Comunità Pastorale sperimenta l’impegno perché si realizzi lo stile evangelico della comunione nella condivisione delle risorse e delle proposte conservando l’identità e mettendo in evidenza i benefici delle singole parrocchie. Il percorso sinodale […] è come un fenomeno carsico che a volte affiora e a volte scompare. […] il percorso è nato come Gruppo Barnaba […] e poi come Assemblea Sinodale Decanale».
Sono a incoraggiarvi: siate consapevoli, siate fieri, di vivere una pastorale di insieme che guarda al futuro. È una povertà la Parrocchia che si interpreta come una comunità chiusa: rischia di invecchiare e di spopolarsi. Siate grati di far parte della Chiesa Ambrosiana; sostenete con la presenza e con la partecipazione attiva le iniziative del Decanato e della Diocesi. Accogliete gli inviti, partecipate agli eventi, valorizzate le proposte della Diocesi.
La Visita Pastorale è occasione per ascoltare quello che il Signore vuole dire a ciascuno di noi ed alla nostra comunità.
2. «Abbattendo il muro di separazione…»
Ci sono infatti muri che separano, ci sono persone di buona volontà scoraggiate, si sono parole buone e richiami autorevoli che cadono inascoltati. I muri separano i popoli e alimentano pregiudizi, risentimenti, rivendicazioni e talora motivano ostilità aperte e guerre sanguinose. Il racconto di questi anni è drammatico e non si vede chi si dedichi a curare le ferite e ad abbattere il muro di separazione e a sradicare l’inimicizia.
Ma quanto soffrire causano i muri che separano le persone: l’immenso cumolo di dolore per le divisioni delle famiglie, per le cattiverie tra persone che abitano nella stessa casa, lavorano nello stesso ufficio, partecipano della vita della stessa comunità!
Anche le persone miti, innocenti, sinceramente desiderose di costruire buoni rapporti si trovano vittime di incomprensibili ostilità. Si litiga troppo, si litiga sempre, in casa, con gli inquilini, con i colleghi, con le istituzioni. Che cosa sta succedendo? Che cosa stiamo diventando? Sarà possibile correggere lo stile? Vogliamo e siamo capaci di riconciliazione, di perdono, di una serena condivisione di vita?
3. Gesù si fa avanti tra i peccatori
In quello che si può descrivere come il fallimento della buona volontà delle persone per bene e degli operatori di pace, Gesù si presenta e si rivela l’amato dal Padre e Paolo descrive il frutto dell’opera di Gesù: «Voi che un tempo eravate lontani siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. Egli è la nostra pace […] per creare dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace». Paolo è testimone nella sua stessa vita che la fede in Gesù lo ha trasformato da nemico dei discepoli di Gesù in discepolo appassionato: nell’esperienza di Paolo si rivela la possibilità che il popolo della Legge incontri il popolo senza Legge e ne venga la pace.
Per le nostre vite, per la vita delle nostre famiglie, delle nostre comunità, della nostra società è quindi proposta una via percorribile, la via di Gesù. Chi vuole percorrere la via di Gesù? I discepoli non stanno fermi, non sono ripetitivi, non hanno paura di mettersi in cammino: chi vuol percorrere la via di Gesù? C’è una via da percorrere: basta con una Chiesa ferma, scoraggiata, rassegnata alla propria mediocrità!
La via di Gesù è la via della solidarietà con i peccatori. La via di Gesù è la via della relazione con il Padre per essere anche noi figli nel figlio. La via di Gesù è la via della pace, che Gesù ha pagato a caro prezzo: con il suo sangue ha riconciliato tutte le cose e chiama persone a essere così decise a seguire Gesù da essere disponibili anche al sacrificio. Chi vuol percorrere la via di Gesù?

