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Eppure, una vita nuova è possibile

Penultima Domenica dopo l’Epifania, Visita Pastorale (Decanato di Cesano Boscone). Comunità Pastorale “Cenacolo delle genti”: Corsico – Parrocchia SS. Pietro e Paolo e Parrocchia Spirito Santo, Buccinasco, Parrocchia S. Adele - 8 febbraio 2026

8 Febbraio 2026

1. La Visita Pastorale

La Visita Pastorale è l’occasione per dirvi che voi mi siete cari. È l’occasione per incoraggiarvi a vivere con gratitudine, fierezza e disponibilità l’appartenenza alla Diocesi di Milano. La Comunità Pastorale “Cenacolo delle genti” è una scelta diocesana che ha avviato una pastorale d’insieme che coinvolge le Parrocchie per una condivisione di riflessioni, di passione per l’evangelizzazione, di seminagione di speranza. Molte proposte condivise coinvolgono il Decanato. La Diocesi offre molte proposte di formazione, molte convocazioni per le diverse fasce di età e situazioni di vita, sussidi utili per le attività pastorali.

Sono venuto a dirvi: siate consapevoli, siate fieri, siate disponibili nell’essere appartenenti alla Diocesi di Milano. Non si può pensare che la Parrocchia sia un’istituzione che vive per sé stessa, autosufficiente ed autoreferenziale. La Diocesi è la forma della Chiesa locale per vivere la missione affidata da Gesù ai suoi discepoli.

La Visita Pastorale è l’occasione per ascoltare quello che il Signore vuole dire a questa comunità in questa penultima domenica dopo l’epifania.

 

2. «Va’!»: una vita nuova!

2.1 Il pregiudizio condanna senza appello

La donna sorpresa in adulterio è condannata in modo inappellabile. Anche senza la crudeltà estrema della lapidazione, chi commette un delitto è condannato. Chi sbaglia è segnato per tutta la vita. La legge antica e la mentalità contemporanea convergono per la condanna irrevocabile. Un’etichetta di discredito è appiccicata alla persona che si è resa colpevole. L’inerzia del pensiero e l’inclinazione alla cattiveria ed al risentimento oggi tanto diffuse non lasciano scampo. Quello che hai fatto ti segna per tutta la vita.

Non solo il giudizio degli altri, ma anche la stima di sé diventa un’autocondanna: se ho fatto un errore, significa che sono sbagliato; se non sono riuscito, significa che sono un fallimento.

Non solo il giudizio degli altri, non solo il giudizio di sé, ma anche la valutazione del mondo è talora negativa senza appello. Il male compiuto condanna l’umanità alla malvagità, le relazioni tra i popoli all’ostilità ed all’insanabile inimicizia.

 

2.2 Gesù pone tempo in mezzo

Di fronte alla donna, che evidentemente ha commesso un grave peccato e un delitto irreparabile, Gesù non pronuncia sentenze, non sbriga il caso con una frettolosa conclusione. Si ferma e aspetta. Pone tempo in mezzo. Il tempo per pensare, il tempo che costringe gli altri a pensare, a riflettere sulla situazione ed anche su sé stessi, il tempo perché la donna possa considerare la sua situazione, il pericolo che corre, il peso del male compiuto.

Porre tempo in mezzo è la condizione per dare alle cose le giuste proporzioni, per giungere a una considerazione saggia della situazione della persona. Porre tempo in mezzo, per evitare giudizi sbrigativi, decisioni affrettate, conclusioni perentorie, inappellabili. Porre tempo in mezzo: ci sono rapporti da rivisitare, ci sono percorsi coraggiosi e illuminati che devono inoltrarsi nella vita e nelle scelte delle persone coinvolte.

 

3. Una vita nuova è possibile

«Va’ e d’ora in poi non peccare più». La benevola misericordia di Gesù non è per accondiscendere ad approvare qualsiasi cosa, ma per incoraggiare ad una vita nuova. Quello che Gesù propone alla donna adultera è la via nuova: hai fatto del male, ma il tuo male non ti grava addosso come un peso che ti schiaccia per tutta la vita; puoi scrivere una storia nuova, puoi ricostruire rapporti che si sono spezzati o complicati, puoi vivere una vita santa. Quale vita nuova sei chiamato o chiamata a scrivere in famiglia?

Anche il popolo di Dio riconoscendo i suoi errori può scrivere una vita nuova: «Noi abbiamo peccato, siamo stati empi, siamo stati ingiusti, Signore, nostro Dio, verso tutti i tuoi comandamenti. […]  Ascolta, Signore, la nostra preghiera, la nostra supplica, liberaci per il tuo amore». Quale vita nuova sei chiamato o chiamata a scrivere per la città in cui vivi?

I discepoli di Gesù si riconoscono rigenerati dalla Pasqua di Gesù per una vita nuova: «Alla stessa maniera, fratelli miei, anche voi, mediante il corpo di Cristo, siete stati messi a morte quanto alla Legge per appartenere a un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio». Quale vita nuova sei chiamato o chiamata a scrivere per la tua comunità cristiana, per la Chiesa?

 

Concludo con la Preghiera della Comunità Pastorale.

            Vieni, Spirito Santo,

            illumina il cammino che il Signore ci indica

            e per intercessione della Beata Vergine Maria

            sostieni i passi delle nostre parrocchie

            nella Comunità Pastorale “Cenacolo delle genti”.

            Aiutaci a vivere questo nuovo inizio

            come occasione di ripartenza per la nostra missione

            di discepoli del Signore e di testimoni del Vangelo.

            Amen.