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Le paure di Gesù, per essere vicino a te quando hai paura

Via Crucis per la Zona Pastorale VI (Stazioni 1.3.5.12), Rozzano - 13 marzo 2026

13 Marzo 2026

1. Ho paura: sono solo e tutti sono contro di me

Per questo ho paura: il sistema mi schiaccia, mi condanna, mi contrasta in ogni cosa. Ho paura: mi sento solo in un contesto ostile. Ho paura: possono licenziarmi e mi trovo in miseria. Chi mi aiuta? Ho paura: possono condannarmi e chi mi difende? Ho paura, perché sono solo.

Non dire: “Sono solo!”. Gesù ha avuto paura. Solo di fronte al potere del governatore, e nessuno lo ha difeso; solo di fronte ai falsi testimoni che lo accusano di bestemmia, e nessuno ha perso la faccia per dire che non era vero niente; solo, dopo aver fatto tanto bene, e nessuno si è fatto avanti per fargli del bene.

Gesù, solo di fronte al potere politico, al potere religioso, all’opinione pubblica ostile, proprio lì ha dato testimonianza della verità: ha rivelato di essere re di un regno che non usa la violenza per vincere la violenza, non manifesta la potenza di Dio come potenza che distrugge l’avversario. Nella sua solitudine ha dato testimonianza alla verità: così si rivela Dio, nella fragilità, nell’ostinazione ad amare.

 

2. Ho paura: il peso della vita è troppo insopportabile

Non credo di farcela. La vita è troppo pesante. Non credo di farcela: gli esami sono troppo difficili. Ho paura di non farcela: come posso mettere al mondo un bambino? Ho paura: è troppo difficile affrontare la dolorosa via crucis di essere malato. Ho paura: è troppo doloroso stare vicino al mio papà malato, al mio marito malato, alla mia moglie malata, al nostro bambino malato. Ho paura: non ce la farò mai a costruire un amore che duri tutta la vita.

Gesù è stato caricato di una croce troppo pesante e sulla via della croce è caduto una e due e tre volte. La vigilia della condanna ha sudato sangue e versato lacrime di angoscia immaginando il dolore insopportabile che l’aspettava.

Gesù di fronte alla paura non si è tirato indietro, non ha cercato astute sicurezze. Piuttosto, ha pregato, si è affidato al Padre, ha detto: “Io non posso farcela, ma tu vuoi che io ami e soffra e perdoni chi mi fa soffrire e mi dai la forza per amare fino alla fine”.

 

3. Ho paura: là in fondo si intravede lo spaventoso avvicinarsi della morte

Ho paura: i miei giorni passano rapidi, e dove sto andando? Una cosa è sicura: ogni giorno sono più vicino alla morte. Ho paura: non c’è rimedio alla morte. Ho paura: tutto quello che ho fatto, quello che sono, quelli che amo, tutto scivola verso l’abisso insondabile e spaventoso, il nulla dove tutto scompare: la morte, l’invincibile nemica.

Gesù in croce ha sentito avvicinarsi il nemico invincibile, ha gridato la sua protesta («Perché mi hai abbandonato?»), ha gridato il suo strazio («Ho sete»). Ma nel morire ha vinto la morte. La morte, l’invincibile nemica, si vanta di spezzare tutti i legami: Gesù morendo ha attratto tutti a sé, ha costruito impensati legami d’amore. La morte si vanta di umiliare la bellezza del volto e del corpo: Gesù è risorto, ha rivestito di luce il suo corpo crocifisso. La morte si vanta di sconfiggere la vita: Gesù è la vita e chi crede in lui vive in eterno.

 

Gesù percorre la dolorosa via della croce per visitare le nostre paure e offrire quella presenza amica. Non rende facili le cose difficili, non elimina le paure, ma rende possibile fare anche delle paure un’occasione per rivelare l’amore.

La paura della solitudine: Gesù è vicino. Gesù è l’amico che sa del dramma della solitudine.

La paura del peso insopportabile della vita: Gesù prega. Gesù è il Figlio che introduce tutti coloro che dimorano in lui nella relazione con il Padre

La paura della morte: Gesù ti rende partecipe della sua vittoria sulla morte e dona la vita eterna, la vita di Dio. Gesù è la vita.