Link: https://www.chiesadimilano.it/cms/documenti-del-vescovo/mario-delpini-documenti-del-vescovo/md-omelie/omelie-anno-2026/die-geschichte-gemeinsam-mit-den-heiligen-schreiben-scrivere-la-storia-insieme-con-i-santi-2870391.html
Share

Die Geschichte gemeinsam mit den Heiligen schreiben. Scrivere la storia insieme con i santi

Giovedì dell’Ottava di Pasqua. Incontro con i seminaristi delle Diocesi di Vienna, di Eisenstadt e di Sankt Pölten. Originale tedesco e nostra traduzione in italiano. Milano, Cappella arcivescovile - 9 aprile 2026

9 Aprile 2026

1. Die von den Heiligen geschriebene Geschichte

Es gibt eine Geschichte, die von Politikern geschrieben wird: von jenen, die Gesetze erlassen, wichtige Entscheidungen treffen und sich von den Erwartungen der Menschen oder vom Druck einflussreicher Kräfte leiten lassen. Diese Geschichte ist oft geprägt von Auseinandersetzungen und Gegensätzen, bisweilen auch von Kriegen und Katastrophen.

Es gibt eine Geschichte, die von der Wirtschaft geschrieben wird: von der Notwendigkeit, Ressourcen zu gewinnen, und von der Gier, immer mehr zu besitzen. Diese Geschichte ist häufig eine Geschichte der Ungleichheit: Die Reichen werden reicher, die Armen ärmer.

Es gibt aber auch eine Geschichte, die von den Heiligen geschrieben wird: von Menschen Gottes, die durch die Verkündigung der Hoffnung auf Jesus Christus, den Auferstandenen, und durch das Gebot der Liebe im Geist Gottes das Denken und Handeln der Gemeinschaft prägen. Diese Geschichte ist ein Ruf zur Geschwisterlichkeit und zum konkreten Dienst an allen.

So ist auch die Geschichte Mailands: Sie wurde von Politikern geschrieben, von der Wirtschaft – und von den Heiligen.

Die Gestalt und das Wirken des heiligen Ambrosius haben eine Spur hinterlassen, die durch die Jahrhunderte hindurch Bestand hat: Die wirtschaftlichen Verhältnisse haben sich gewandelt, die Politiker sind in Vergessenheit geraten, doch der heilige Ambrosius inspiriert und belebt bis heute die Kirche von Mailand, die auch ambrosianische Kirche genannt wird. Ambrosius hilft uns, das Wort Gottes in dieser österlichen Zeit zu verstehen.


2. Die Gnade des Osterfestes

 

2.1 Die erstaunliche Freude der Begegnung

Jesus offenbart sich als gegenwärtig, als der Auferstandene, als der Lebendige – Menschen, die ihn nicht erwartet haben. Er tritt in ihre Mitte mit seinem verwundeten und zugleich verherrlichten Leib. Es ist der Herr.

Er ist nicht nur eine Lehre, die es zu erlernen gilt, kein Gebot, das zu erfüllen ist, keine bloße Erinnerung. Er sagt: „Berührt mich und seht.“

Vor Freude konnten sie es zunächst nicht glauben. Der Glaube der Jünger erwächst aus der erstaunlichen Freude der Begegnung mit dem lebendigen Herrn.

Das Christentum verarmt und wird freudlos, wenn diese persönliche und lebendige Begegnung mit Jesus Christus fehlt. Darum feiern wir die heilige Messe: um in die Freude dieser Begegnung hineingenommen zu werden.

Der heilige Ambrosius hat unermüdlich gepredigt und die Wahrheit verkündet, dass Jesus wahrer Gott ist. Er wollte auch jene erreichen, die ihn nicht erwarten, und die Gläubigen zur Teilhabe am Leben Gottes führen.

 

2.2. Die bewegende Berufung zum Leben in Gott

In der Feier des Osterfestes geschieht nicht nur die Begegnung mit dem auferstandenen Herrn. Die Jünger lernen nicht lediglich etwas Neues – sie empfangen ein neues Leben: „Ihr seid mit Christus auferstanden.“ Ostern kann nur wahrhaft gefeiert werden, wenn wir mit Christus auferstanden sind.

Die Jünger bleiben in dieser Welt und leben weiterhin in der Geschichte, die von Politik und Wirtschaft geprägt ist. Doch sie suchen, was droben ist, wo Christus zur Rechten Gottes sitzt.

Dies ist keine Flucht aus der Welt und ihren Widersprüchen, sondern der Beginn einer Verwandlung des alltäglichen Lebens: Die Gläubigen leben aus der Gnade das Leben Gottes, das ewige Leben – ein Leben, das der Welt verborgen bleibt: „Euer Leben ist mit Christus in Gott verborgen.“

Die Welt erkennt dieses Geheimnis nicht, wenn sie nicht Anteil hat am Tod und an der Auferstehung Christi. Doch das neue Leben der Jünger offenbart auf erstaunliche Weise die Berufung jedes Menschen: dazu berufen zu sein, Kind Gottes zu werden.

Der heilige Ambrosius hat durch sein Zeugnis, seine Verkündigung und seinen pastoralen Dienst besonders die Menschen der heidnischen Welt begleitet, damit sie durch die Taufe zu neuem Leben auferstehen. Er hat gezeigt, wie das Leben in Christus das Leben in der Welt verwandelt.

Darum wurde auch bezeugt: „Beim Begräbnis war eine unermessliche Menge versammelt, aus allen Ständen, Altersgruppen und beiderlei Geschlechts: nicht nur Christen, sondern auch Juden und Heiden.“

 

 

1. La storia scritta dai santi

C’è una storia scritta dai politici, dal potere di coloro che fanno le leggi, che decidono le cose importanti, che sono orientati qua e là dalle attese della gente o dalle pressioni dei potenti. La storia scritta dai politici è spesso una storia di polemiche e di contrapposizioni, talora anche di guerre e di disastri.

C’è una storia scritta dall’economia, dalla necessità di procurarsi risorse, dall’avidità dei ricchi di diventare più ricchi. La storia scritta dall’economia è spesso una storia di diseguaglianze, di ricchi che arricchiscono e di poveri che si impoveriscono.

C’è una storia scritta dai santi, uomini di Dio che orientano i pensieri e le risorse della comunità con l’annuncio della speranza in Gesù risorto e il comandamento della carità, secondo lo Spirito di Dio. La storia scritta dai santi è la convocazione per una fraternità, è la pratica di un servizio a tutti.

Così la storia di Milano: è stata scritta dai politici, è stata scritta dall’economia, è stata scritta dai santi.

La figura e l’opera di sant’Ambrogio ha lasciato una traccia che dura nei secoli: l’economia è cambiata, i politici sono stati dimenticati, ma sant’Ambrogio continua a ispirare e ad animare la Chiesa di Milano che si chiama anche Ambrosiana. Ambrogio ci ispira a leggere la parola di Dio di questo tempo pasquale.

 

2. La grazia di Pasqua

2.1 La gioia sorprendente dell’incontro

Gesù si rivela presente, risorto, vivo a uomini e donne che non lo aspettavano, si presenta con il suo corpo ferito e glorioso. È il Signore! Non è un insegnamento da imparare, un comandamento da mettere in pratica, un ricordo da custodire: «Toccatemi, guardatemi».

«Per la gioia non credevano ancora»: la fede dei discepoli è frutto della gioia sorprendente dell’incontro con Gesù vivo. Il Cristianesimo diventa triste se non è l’incontro personale, vivo, con Gesù, con il suo corpo glorificato: perciò celebriamo la Messa, per essere lieti della gioia dell’incontro.

Ambrogio ha tanto predicato ed insistito per insegnare la verità di Gesù, vero Dio, che entra anche là dove non è atteso e rende i suoi discepoli partecipi della vita di Dio.

 

2.1 La vocazione commovente alla vita di Dio

Nella celebrazione della Pasqua non si compie soltanto l’incontro con Gesù risorto: i discepoli non imparano qualche cosa di nuovo, ma vivono di una vita nuova. «Siete risorti con Cristo»: si può veramente celebrare la Pasqua solo se siamo risorti insieme con Gesù.

I discepoli continuano ad abitare la terra, a vivere nella storia scritta dai politici e dall’economia, ma cercano le cose di lassù, «dove è Cristo, seduto alla destra di Dio». I discepoli cercano le cose di lassù, non come un’evasione dalla vita e dalle contraddizioni e tribolazioni della vita, ma come un principio di trasfigurazione della vita ordinaria: vivono per grazia la vita di Dio, la vita eterna, la vita che il mondo non può comprendere: «la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio».

Il mondo non conosce il segreto della nostra vita, se non condivide la morte e la risurrezione di Cristo, la morte e la risurrezione di coloro che sono in Cristo morti e risorti. Il mondo non sa, ma la vita nuova dei discepoli è la rivelazione sorprendente della vocazione di ogni figlio dell’uomo a diventare figlio di Dio.

Sant’Ambrogio con la sua testimonianza, la sua predicazione, la sua opera pastorale ha dedicato particolare impegno ad accompagnare il mondo pagano a risorgere a vita nuova attraverso il Battesimo e ha mostrato come la vita in Cristo può trasfigurare la vita nel mondo. Anche per questo è stato scritto: «C’era infatti al funerale di Ambrogio una folla sterminata, di ogni condizione, età e sesso: non solo cristiani, ma anche giudei e pagani».