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«Anche quelle io devo guidare»

Solennità dell’Ordinazione di sant’Ambrogio, Vescovo e Dottore della Chiesa, Patrono della Santa Chiesa Ambrosiana, Patrono della Città di Milano. Milano, Basilica di Sant’Ambrogio - 7 dicembre 2025

7 Dicembre 2025

1. Le «altre pecore che non provengono da questo recinto»

Ci sono, quindi, quelli che provengono da altrove, che sono fuori dal gruppo dei discepoli devoti, quelli che si trovano in una condizione spirituale diversa da quella delle «mie pecore»: «le mie pecore conoscono me così come io conosco il Padre».

Tra quelli che provengono da altri recinti ci sono, io credo, persone ostili. Ostili sono quelli che fanno guerra al Buon Pastore, quelli che contestano la pretesa di Gesù di essere l’unico pastore. Ostili sono quelli che accusano Gesù e i suoi discepoli di essere stranieri che vogliono eliminare la tradizione dei padri. Ostili sono quelli che in nome di Dio mettono a morte il figlio di Dio. Ostili sono quelli arrabbiati perché hanno subìto danni e violenze dal gregge radunato da Gesù. Ostili sono quelli che trovano insopportabile essere amati, essere chiamati a formare un solo gregge con un solo pastore; quelli che trovano insopportabile dover riconoscere che vivono di una vita ricevuta. Ecco: altre pecore, da altri recinti.

Tra quelli che provengono da altri recinti ci sono, io credo, gli estranei. Estranei sono quelli che non hanno niente a che fare con Gesù, che vivono tranquilli senza di lui. Estranei sono quelli che sono indifferenti, che vivono con i loro pensieri, i loro affari, le loro feste e le loro tragedie. Estranei sono quelli che non hanno bisogno di niente, che non hanno niente da chiedere al Buon Pastore, che non si aspettano niente di interessante o utile per la loro vita. Estranei sono quelli che trovano bizzarro l’insegnamento di Gesù e improbabile la sua storia, incomprensibile la sua risurrezione.

Tra quelli che provengono da altri recinti ci sono, io credo, gli smarriti. Smarriti sono quelli che non sanno dove andare e si sentono perduti, hanno perso la strada e la vita è un enigma. Smarriti sono quelli che sono confusi tra le molte parole, le molte notizie, le molte proposte e non sanno più che cosa sia vero e che cosa sia falso. Smarriti sono quelli che hanno nostalgia di tempi migliori, quando si sentivano al sicuro dentro il gregge e si fidavano, semplicemente si fidavano. Erano ingenui, forse, ma sereni. Adesso, che sono tanto sapienti e avveduti, sono persi e infelici.

 

2. «Anche quelle io devo guidare»

 Che cosa pensa Gesù di coloro che sono ostili, estranei, smarriti? Che cosa propone di fare a noi che conosciamo Gesù e partecipiamo della conoscenza del Padre? Che cosa faremo noi? Resteremo nel recinto? Ci lasceremo vincere da quella specie di rassegnazione che dà per scontato che ci siano pochi rimasti dentro il recinto e la gran parte altrove? Saremo arrabbiati verso coloro che sono ostili senza motivo, che sono estranei senza disponibilità, che sono smarriti e chiedono quello che noi non siamo capaci di dare?

Gesù chiama a tutti a formare un solo gregge. Gesù conosce la parola che tutti ascoltano, perché corrisponde all’intima necessità di essere felici. Paolo scrive agli Efesini: «Leggendo ciò che ho scritto, potete rendervi conto della comprensione che io ho del mistero di Cristo. Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo».

Le parole ed il ministero di Ambrogio suggeriscono ai cristiani la via da percorrere: non possiamo rispondere all’ostilità con l’ostilità e la violenza, non possiamo rassegnarci a vivere da estranei, “noi dentro gli altri fuori, peggio per loro”, non siamo abbastanza persuasivi da indicare la strada agli smarriti. Un’immagine suggestiva della missione cristiana, nei testi di Ambrogio, è quella del profumo; come un profumo discreto e attraente, così è l’anima che accoglie Gesù e se ne lascia tutta trasformare: «Questa mirra [cfr. Ct 5,5] è il perfetto profumo della fede; perché questo è il profumo che l’anima emana quando incomincia ad aprire a Cristo […] questo profumo si è sparso sui giudei ed è stato raccolto dai pagani; si è sparso in Giudea e si è diffuso su tutta la terra. Da questo profumo fu cosparsa Maria e da vergine concepì e da vergine partorì il buon odore, il Figlio di Dio. […] Anche tu, se desideri la grazia, accresci l’amore; versa sul corpo di Gesù la fede nella risurrezione, il profumo della Chiesa, l’unguento della comune carità. E progredendo donerai al povero» (cfr. La verginità II, 61-62; 65-66, cit. in C. Pasini, Ambrogio di Milano, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 1996, p. 214).

Così l’attrattiva per coloro che non sono da questo recinto è come quella di un buon profumo che può attirare l’attenzione degli indifferenti, convincere gli smarriti al cammino, rasserenare gli animi ostili.