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Per rendere ogni uomo perfetto in Cristo

Beata Vergine Maria Addolorata, Maccagno in Maccagno con Pino e Veddasca, Parrocchia Santi Stefano e Materno - 15 settembre 2023

15 Settembre 2023

1. … stavano …

L’immaginario popolare ha messo in evidenza lo strazio di Maria sotto la croce, ha proiettato i sentimenti spontanei: che cosa avresti provato tu, se ti fosse capitato di assistere alla morte così dolorosa e ingiusta di tuo figlio? Maria dunque è impietrita dal dolore, il suo cuore è come trafitto da una spada, da sette spade. Maria piange senza parole. Maria geme con le parole del Libro antico: voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore (Lam 1,12). Maria si accascia schiacciata dal dramma. Maria continua a piangere e con le sue lacrime accompagna la storia drammatica dei suoi figli.
Questo aspetto del mistero della morte di Gesù non deve far dimenticare altri aspetti.
Il Vangelo di Giovanni descrive con molta sobrietà la scena del calvario e non mette in evidenza il dolore e le lacrime, ma l’interpretazione della morte come compimento, come  la realizzazione della profezia di Gesù che si interpreta come il seme: per portare frutto deve morire.
Perciò di coloro che assistono da vicino alla sua morte il vangelo dice: stavano, cioè stavano in piedi, stavano diritti come discepoli al cospetto del loro Signore, stavano pronti per ascoltare le sue parole, stavano come convocati per ricevere una rivelazione, una missione. Stavano in piedi: una fortezza e una prontezza che accoglie le parole del compimento e fa nascere il nuovo, la nuova comunità, la nuova presenza di Gesù e della sua missione nella storia umana, come missione promettente, piena di speranza.

 

2. L’incompiuto domanda il compimento.

Le lacrime, il sangue, lo strazio abitano la storia umana e, a quanto sembra, sono inestirpabili.
Eppure non sono l’ultima parola, non sono la verità ultima della vicenda umana.
Stavano in piedi sotto la croce, non per vedere come andava a finire, ma per entrare nel compimento.
Infatti l’umanità abita nell’incompiuto: il desiderio non trova mai adeguata soddisfazione, il piacere non sazia mai, i risultati ottenuti non sono mai soddisfacenti. L’incompiuto delle persone che sognavano un matrimonio e non hanno mai trovato la persona giusta; l’incompiuto delle coppie che aspettavano figli che non sono mai venuti; l’incompiuto di persone che hanno tanto faticato per conseguire un titolo di studio e poi non hanno mai trovato un lavoro degno di loro; l’incompiuto di genitori che hanno desiderato tanto trasmettere ai figli i valori importanti e vedono i figli andare per tutt’altre strade, l’incompiuto di giovani vite promettenti, necessarie per la loro famiglia che sono state troppo presto troncate dalla malattia, dall’incidente, dalla disgrazia. L’incompiuto è dunque un limite al quale è saggio rassegnarsi?
Stavano là in piedi e domandavano a Gesù: anche tu finisci dunque e lasci incompiuta la tua missione?
Gesù risponde affidando la missione al discepolo amato e alla Madre che stava in piedi sotto la croce e poi commenta: dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: “Ho sete”. Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: “E’ compiuto!”(Gv 19,28-30).

 

3. “la missione … di portare a compimento la parola di Dio” (Col 1,25)

Paolo interpreta le sue tribolazioni e le sue sofferenze nel ministero come la missione di portare a compimento in sé quello che Gesù ha compiuto in croce (sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne a favore del suo corpo che è la Chiesa (Col 1,24).
La missione di Paolo e della Chiesa intera è “rendere ogni uomo perfetto in Cristo” (Col 1,28).
Ecco la rivelazione della via da percorrere: l’incompiuto trova compimento in Cristo; il modo di essere “perfetti” non è la realizzazione dei propri desideri, ma conformarsi a Gesù, compiere l’opera di Dio.
È la parola di Maria a Cana, nel contesto della festa fallita e della gioia incompiuta; dice ai servi: “qualsiasi cosa vi dica, fatela”. È la missione di Paolo. È la missione della Chiesa.
Che significa l’umanità perfetta in Cristo?

Significa “stare” sotto la croce non con l’animo di chi è rassegnato a constatare un altro incompiuto, un altro fallimento, ma con la fede di chi attende la parola che indica la via del compimento.

Significa “prendere con sé Maria” perché si formi la nuova comunità dei discepoli amati. Significa edificare la Chiesa, essere a servizio della comunità.

Significa farsi carico della gioia degli altri annunciano a tutti Gesù: Cristo in voi speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo.

La fede
La Chiesa
La missione