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Uomini e donne di Giovanni

Assemblea diocesana di AC, Milano, Università Cattolica - 11 febbraio 2024

11 Febbraio 2024

Uomini e donne come pagine di Vangelo: quelli che non hanno altro maestro, altra dottrina, altra vita che Gesù, la vita di Gesù.

Uomini e donne di Gv 15 sono quelli che sono radunati intorno a Gesù perché hanno accolto la sua parola, perché sono stati scelti da Gesù: non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi. L’hanno incontrato, l’hanno ascoltato, hanno accolto il suo invito, si sono emozionati, hanno provato un’intima gioia e hanno deciso di stare con lui. Uomini e donne che hanno risposto alla vocazione a seguire Gesù. Sono convocazione, cioè Chiesa, per una docilità, piuttosto che per un protagonismo, per un volontarismo, per una inerzia.
Uomini e donne di Gv 15 sono quelli che stanno insieme non per realizzare un progetto, non per dare forma a una organizzazione, non perché convocati da interessi comuni, non perché si trovano simpatici gli uni agli altri. Stanno insieme perché chiamati da Gesù.

Uomini e donne di Gv 15 sono quelli che vivono la preghiera come un rimanere in Gesù, vivono di una vita ricevuta, vivono come il tralcio vive perché è unito alla vite.
Uomini e donne di Gv 15 sono quelli che si commuovono nel pensare che Gesù desidera rimanere con loro.
Sono estasiati dalla grazia di essere introdotti nella comunione con il Padre, sperimentano un dimorare oltre ogni immaginazione: vivono in una intimità per la quale non bastano le parole, sperimentano una verità che nessun pensiero può adeguatamente definire.

Uomini e donne di Gv 15 sono quelli che ascoltano le confidenze di Gesù e vi trovano la luce per vedere sé stessi, la realtà, il presente, il futuro, il sapere e lo stupore, il ragionamento e la contemplazione. Uomini e donne di Gv 15 sono uomini e donne praticano il pensiero non come un percorso solitario, ma come un dialogo con Gesù, pongono domande e ascoltano le risposte. Uomini e donne di Gv 15 si confrontano con tutti i pensieri del mondo, non si sottraggono a nessun incontro, praticano tutti i saperi e utilizzano tutte le tecniche rese disponibili dalle scienze e dalla tecnologia, dalla sapienza dei popoli, ma per tutto riconoscono un criterio di giudizio, in tutto riconoscono un frammento di quella luce di cui conoscono l’origine.

Uomini e donne di Gv 15 sono quelli che non si stupiscono di incontrare contrasti, di essere considerati antipatici, di avvertire intorno a sé un disprezzo, una diffidenza. Quando incontrano inimicizie e ostilità, riconoscono di essere sulla stessa strada di Gesù: hanno odiato lui, odieranno i suoi discepoli. Ma anche quando sono odiati e perseguitati, cercando di obbedire a Gesù e di praticare il suo comandamento. Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. Vivono gli impegni nel mondo e nella Chiesa come la pratica del comandamento di Gesù.
Si associano, si organizzano, scrivono documenti, calendari, progetti, si danno da fare secondo le loro responsabilità, non si sottraggono ai ruoli e agli adempimenti che competono a loro, ma lo stile che li ispira, l’animo con cui operano ha il suo principio in quel rimanere in Gesù che li rende capaci di amare secondo il suo comandamento.

Uomini e donne di Gv 15 sperimentano il paradosso della gioia. Nelle fatiche del vivere, nelle complicazioni della società, nella costatazione dell’inadeguatezza e dei fallimenti, sono abitati dalla gioia. Danno testimonianza della verità della parola di Gesù: vi no ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. La loro testimonianza è l’irradiarsi della gioia accesa, custodita, alimentata dallo Spirito Santo. Conoscono le lacrime e le amarezze e custodiscono la gioia, sperimentano lo strazio e le delusioni e custodiscono la gioia.
Uomini e donne di Gv 15 vivono la loro missione, la loro testimonianza come irradiazione della gioia. Sono presenti negli ambienti di ogni giorno, hanno a cuore il bene comune, sono in famiglia, sono al lavoro, in ogni ambiente di lavoro e di vita e custodiscono e irradiano la gioia.
Il loro modo di fare apostolato è condividere la gioia. Hanno a cuore proporre ad altri di associarsi con loro in una esperienza di Chiesa che apprezzano, ma non per un’opera di proselitismo, ma per condividere la gioia.

Ecco come auguro che si caratterizzi l’Azione Cattolica, ecco come propongo agli uomini e alle donne di Azione Cattolica di animare le comunità, di essere presenti negli organismi di partecipazione e di pratica sinodale, di vivere la loro testimonianza negli ambienti di ogni giorno, di interpretare il pregare, il pensare, l’appassionarsi e i percorsi che saranno definiti e approvati in questa assemblea, come uomini e donne di Gv 15.