Redazione

Il documento sinodale nella sua terza parte presenta le figure della vita cristiana, cioè le persone che formano la comunità ecclesiale (capitoli 20 – 23: costt. 366-520).
Anche gli Atti e le Lettere degli apostoli ci tramandano che gli aderenti alla fede in Cristo erano tra loro diversificati dai servizi e dai carismi ricevuti dallo Spirito per il bene comune: c’erano apostoli, profeti, dottori, vescovi, evangelisti, collaboratori, inviati, sposati, diaconi, presbiteri. Ma di tutti questi primi cristiani lo scrittore sacro mette continuamente in evidenza la loro identità più che le differenze, le caratteristiche che li uniscono più di quelle che li diversificano: tutti sono discepoli di Gesù e suoi testimoni.

1. Discepoli di Gesù (cfr. costt. 38; 475, §1).

Essere discepolo di Cristo era la scelta fondamentale di ogni vero credente che si impegnava personalmente a trasformare progressivamente la propria vita a imitazione sempre più fedele di Cristo Gesù. Il loro sguardo quindi era costantemente puntato sul volto di Gesù, con un sentimento di ammirazione e di amicizia. E l’amicizia autentica conduce necessariamente a desiderare ciò che l’amico desidera, a volere o a rifiutare le medesime cose.
La loro fede era la risposta quotidiana e vitale alla vocazione, vissuta dal di dentro, di imitare Cristo, le sue qualità, i suoi amori, le sue resistenze, i suoi gesti, la sua passione, la sua intera vita. Era quindi indispensabile conoscerlo.
I vangeli sono nati anche per il bisogno religioso e vivo dei primi cristiani di sapere sempre di più sulla persona di Gesù, di conoscerne il mistero e quei particolari che meglio potevano rivelarlo. Per diventare discepoli bisogna vivere in intimità con il Maestro, ricevere le sue confidenze, acquistare il suo modo di pensare e di amare, condividere le sue fatiche e gioie, vivere come lui.
Attraverso Gesù si può sapere che cosa Dio esige dai sudditi del suo regno: povertà di spirito, mansuetudine, sopportazione delle afflizioni, fame e sete di giustizia, misericordia, purezza del cuore, concordia, martirio. I primi cristiani avevano impresso nella memoria della mente e del cuore l’insegnamento di Gesù, e lo ripetevano, lo comunicavano, lo sperimentavano insieme.

2. Testimoni di Cristo (cfr. costt. 43; 277s).

Il vero discepolo di Gesù diventa naturalmente l’eco delle parole del suo Maestro, il ricordo dei suoi gesti, l’imitatore del suo stile, il riflesso della sua vita: "è testimone di Cristo", con la vita più che con le parole. continua…

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