Dedicazione del Duomo, chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani

 

Solennità del Signore

 

Il 20 ottobre 1577, terza domenica del mese, san Carlo Borromeo consacrò l’attuale Duomo di Milano. La data scelta rientra nella più antica tradizione liturgica della chiesa ambrosiana, al tempo in cui esistevano ancora due cattedrali di Milano, quella estiva di S. Tecla (edificata nel 453, dopo la distruzione della precedente cattedrale per l’invasione di Attila) e quella invernale di S. Maria Maggiore (edificata nell’836, e dedicata il 15 ottobre, terza domenica d’ottobre di quell’anno). La stagione “invernale” iniziava appunto in questa ricorrenza. Le fonti storiche attestano che l’evento non ebbe l’eco popolare che il santo vescovo auspicava, probabilmente a motivo della perdurante epidemia della peste.

La solennità della Dedicazione della chiesa cattedrale è l’occasione privilegiata in cui la diocesi esprime la sua coscienza di comunità di fede, radunata attorno al vescovo e costruita, in forza dei sacramenti, come corpo di Cristo e tradizione, attraverso i tempi, della sua Parola e del suo amore che raduna i molti in uno. Tale mistero la impegna ad essere chiesa missionaria: ed è il richiamo della Giornata missionaria mondiale che si celebra domenica prossima.

 

Oggi si ricorda il Beato Contardo Ferrini,  nato a Milano il 4 aprile 1859 da Rinaldo e Luigia Buccellati.

Crebbe nell’atmosfera tipica delle famiglie agiate appartenenti al cattolicesimo colto del secondo ottocento. Molto influente sulla vita del giovane Ferrini fu la guida del prevosto di san Fedele A. Catena e del prefetto dell’Ambrosiana A. M. Cerini. Studiò giurisprudenza a Pavia, impegnandosi con eccezionale tenacia nella storia del diritto romano. La tesi di laurea stupì la commissione giudicatrice per la rara maturità che dimostrava e le valse l’assegnazione di una borsa di studio all’università di Berlino. È qui che Contardo Ferrini si impegnò solennemente davanti a Dio con il voto di castità.

Nel 1893 di ritorno dalla Germania si affermò subito come studioso e docente di diritto romano insegnando nelle università di Pavia, Messina e Modena. In campo scientifico, importantissimi e ancora oggi molto conosciuti sono i suoi scritti sul diritto penale romano. Attento anche ai problemi socio-politici, svolse attività di consigliere comunale negli anni 1895-99, esercitando la funzione mediatrice ed equilibratrice propria di un cattolico autentico. Terziario francescano, pieno di giovialità e serenità, seppe testimoniare con ineffabile gioia spirituale l’apprezzamento per ogni realtà bella e buona. Si segnalò per numerose opere caritative a favore degli “ultimi”.

sua vita spirituale si alimentò nello studio della Bibbia, alla fonte della liturgia, nella frequente partecipazione all’eucaristia e nell’amore verso la Beata Vergine Maria. Morì a soli 43 anni a Suna, vicino a Pallanza, nella residenza estiva della sua famiglia, colpito dal tifo, il 17 ottobre 1902. Lo studioso e laico Contardo Ferrini fu subito venerato per le sue singolari virtù di vita cristiana, tipiche del perfetto apostolo moderno. Il 13 aprile 1947 Pio XII lo proclamò beato. I suoi resti riposano nella Cappella dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

 

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