Sant'Ilario, vescovo e dottore della Chiesa

Nato all’inizio del IV secolo a Poitiers, fu educato alla scuola di grammatica e retorica. Probabilmente si convertì al cristianesimo in età adulta. Ebbe una profonda preparazione biblica e un’intensa vita cristiana che resero la sua persona particolarmente stimata, così che nel 350, già sposato e padre di una bimba, venne eletto vescovo di Poitiers.

Fu per tre anni esiliato dall’imperatore Costanzo in Frigia, ove approfondì la dottrina trinitaria, anche a confronto con il mondo orientale. Partecipò con ardore alla lotta contro l’eresia ariana, attraverso l’indizione di sinodi provinciali e lettere agli altri vescovi. Con Eusebio di Vercelli contrastò il vescovo ariano Aussenzio che si era impadronito della sede di Milano.

Morì nel 367. Teologo (soprattutto come tale si esprime nel trattato De Trinitate, scritto negli anni dell’esilio), storiografo ed esegeta delle Scritture (il commento a Matteo, e ai Salmi – opera della piena maturità – sono i suoi testi più importanti), è considerato il creatore del linguaggio teologico della Chiesa d’Occidente. Molte delle sue opere sono andate perdute. Nel 1851 fu proclamato da Pio IX dottore della Chiesa.

 

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