San Felice IV, papa

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Nativo del Sannio, successe sulla cattedra di Pietro a Giovanni I, morto il 18 maggio 526. La sua nomina avvenne il 12 luglio, ad opera di Teodorico, re dei Goti, che ostacolò una libera elezione da parte del popolo. Solo quando a Teodorico subentrò Atalarico, che restituì al clero i suoi diritti, fu accettata e ratificata questa imposizione.

Di Felice si conoscono due scritti: il primo è una raccolta di canoni sui doveri degli ecclesiastici; il secondo una silloge di passi dei Padri sulla grazia e sul libero arbitrio. Il papa si servì di queste testimonianze per condannare l’eresia del semipelagianesimo che turbava la Gallia. Cesario d’Arles inserì questi “capitoli” fra i canoni del Sinodo di Orange del 3 luglio 539. Temendo che alla sua morte si verificassero degli scismi per l’elezione del suo successore, egli stesso designò Bonifacio, d’accordo con tutti i dignitari ecclesiastici e civili, presente la regina dei Goti, Amalasunta. Morì nel settembre del 530.

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