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Il popolo dell’alleluia, opera di Dio

Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore. Veglia Pasquale nella Notte Santa, Milano, Duomo - 4 aprile 2026

4 Aprile 2026

1. L’opera di Dio

È Dio che è all’opera. È Dio che crea. È Dio che chiama Abramo. È Dio che libera i figli di Israele dalla schiavitù del male violento e spietato. È Dio che con la sua parola consola, raduna, dà vita, purifica dai peccati. È Dio che è all’opera. È Dio che ha risuscitato Gesù di Nazaret liberandolo dai dolori della morte. È Dio che opera e porta a compimento la sua volontà di salvare tutti. La città è ignara e distratta, ma Dio sta operando e chiama tutti a partecipare della sua vita.

I potenti della terra non lo sanno, non lo vogliono sapere; perciò, si danno la morte a vicenda e seminano morte tra la povera gente: operano per la morte, ma Dio dona la vita.

Gli scienziati non lo sanno, non hanno bisogno di saperlo, cercano e cercano perché cresca e cresca la loro conoscenza, per giungere infine a riconoscere di non sapere niente. Ma Dio opera e rivela nel Figlio la sua sapienza, e dona la grazia di essere apostoli «per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti».

I devoti non lo sanno e praticano devozioni ed eseguono riti per convincere Dio a fare qualche cosa. Ma Dio opera per convincere i devoti a vivere l’obbedienza della fede, che riconosce l’opera di Dio.

Uomini e donne smarriti e angosciati percorrono i giorni e si domandano se sia possibile che su questo mondo frantumato e in queste vite tribolate ci sia un Dio potente e misericordioso. Ma Dio opera non come forse s’immagina la fantasia umana, ma come ha rivelato nel suo Figlio Gesù, che elevato da terra attira tutti a sé.

 

2. La Chiesa che Dio sta costruendo

Dio opera nei cieli, sulla terra e sottoterra per vie che gli uomini non sanno. Ma in questa veglia a noi è dato di contemplare un segno dell’opera di Dio.

Che cosa compie Dio in questa notte di veglia? Possiamo dire che Dio fa la Chiesa: i catecumeni che per opera di Spirito Santo sono resi partecipi della vita del Cristo, resi figli nel Figlio dicono dell’opera del Padre che fa la Chiesa, la Chiesa di oggi e di domani.

Come sarà la Chiesa che Dio sta facendo in questa veglia e in questo nostro tempo e in questa nostra terra?

 

2.1 La Chiesa che canta l’alleluia

Ecco com’è la Chiesa: è un popolo che canta l’alleluia, è una comunità in festa. I catecumeni si sono preparati a questo momento abitati dalla gioia, attratti dalla promessa, animati da un desiderio che Dio ha suscitato in loro. E mentre ci sono battezzati che ignorano la gioia di essere cristiani, mentre ci sono battezzati che chiedono di essere sbattezzati, ci sono cristiani imbarazzati di essere cristiani, ecco l’opera di Dio: ha suscitato in questi fratelli e sorelle il desiderio di essere cristiani, nella Chiesa Cattolica, ed essi desiderano condividere la loro gioia e cantare con tutti noi l’alleluia. La Chiesa canta l’alleluia, perché Gesù è risorto, è vivo, è dono di vita eterna.

 

2.2 La Chiesa dalle genti

Ecco com’è la Chiesa che Dio sta costruendo: è una Chiesa dalle genti. I catecumeni che ricevono il Battesimo questa notte vengono da diversi Paesi della terra, hanno percorso lunghi viaggi e hanno spesso storie complicate, ma sono per grazia di Spirito Santo resi un cuor solo ed un’anima sola con tutti i credenti, membra vive del Corpo di Cristo. E mentre in tanti Paesi della terra i popoli si scontrano, le tribù si odiano, la libertà di praticare la propria fede e la libertà della conversione sono minacciate, i migranti sono respinti come un pericolo, qui in questa nostra chiesa le genti si incontrano e si scambiano il dono della pace, sono chiamati a gareggiare nello stimarsi a vicenda, sono chiamati ad essere servi gli uni degli altri sull’esempio di Gesù, che non è venuto per essere servito, ma per servire.

 

2.3 La Chiesa, un piccolo resto, un popolo in cammino

Ecco com’è la Chiesa: è un popolo in cammino. Hanno ricevuto dalle donne il comando dell’angelo della risurrezione: «Ecco, vi precede in Galilea».

Sono un piccolo gruppo di uomini, un numero incompleto, intimoriti di fronte a un ambiente ostile, con buone ragioni per essere pentiti per la loro infedeltà e per aver abbandonato il Maestro nella tragedia della passione. E ricevono l’ordine di andare. Vanno con le incertezze e i dubbi per un annuncio troppo oltre i loro pensieri, ma devono andare; vanno con la consapevolezza di non essere degni dell’amicizia di Gesù e di non essere all’altezza della missione di custodire ed annunciare la verità di Gesù, ma devono andare.

Ecco com’è la Chiesa che Dio costruisce: una Chiesa umile, pellegrina, determinata ad obbedire alla voce dell’angelo della risurrezione.

 

Questo è il segno dell’opera di Dio: la Chiesa che canta l’alleluia, che è edificata da tutte le genti, che obbedisce con umiltà e determinazione all’angelo della Risurrezione.