Link: https://www.chiesadimilano.it/cms/documenti-del-vescovo/mario-delpini-documenti-del-vescovo/md-omelie/omelie-anno-2026/la-rivelazione-della-verita-di-dio-nellassurdita-della-storia-umana-2869580.html
Share

La rivelazione della verità di Dio nell’assurdità della storia umana

Venerdì Santo – Celebrazione della Passione del Signore

3 Aprile 2026

1. L’assurdità della storia umana

Bisogna riconoscere che la storia umana è assurda. Alcuni, gli ottimisti, hanno insegnato come indiscutibile evidenza che la storia è come una linea retta che progredisce all’infinito: sempre meglio, sempre più padroni del mondo, sempre più educati, gentili, ricchi.

Alcuni, i fatalisti, hanno insegnato come indiscutibile evidenza che la storia e la vicenda umana non sono altro che un girare e girare: sarà quello che è sempre stato, gira e gira si torna sempre da capo. Tutto si ripete e ogni novità è, in realtà, un’illusione: siamo imprigionati in un destino.

Chissà quanti altri sapienti del mondo hanno insegnato come indiscutibile evidenza altre dottrine sulla storia.

Quando però leggiamo la testimonianza evangelica, come le pagine proclamate del Vangelo di Matteo, noi, credo, siamo costretti a dichiarare che la storia è un’assurdità. Niente ha senso. Niente è come dovrebbe essere. Gli uomini sono impazziti e commettono pazzie. Non solo pazzie catastrofiche che lasciano tracce nei libri di storia. Nella vita, la vita di famiglia, la vita a scuola, al lavoro, intorno ai luoghi del gioco, dello sport, si manifestano pazzie ordinarie e assurdità quotidiane.

Nel racconto evangelico si parla di un processo e di un tribunale. E uno pensa: ecco una procedura per rendere giustizia, per accertare la verità, ecco la pratica del famoso diritto romano. E poi si dice di una sentenza ingiusta, di un processo farsa, di una condanna già scritta. Si parla di un potere da esercitare, applicando la legge, dunque liberando un prigioniero in occasione della Pasqua. Ecco: il potere. Il potere risulta impotente, la pressione della piazza impedisce ogni ragionevolezza, il potere si arrende e il giusto è ingiustamente condannato. Si parla dei soldati, ignoranti, violenti, sprezzanti. Fanno di Gesù un giocattolo per sfogare le passioni più torbide, per schernire l’innocente inerme. E, per assurdo, dicono parole di scherno, che a ben guardare sarebbero professioni di fede.

 

2. Nell’assurdità della storia umana la gloria di Dio

Nella storia assurda, contraddittoria, imprevedibile, il senso delle cose si smarrisce e l’accumularsi delle tragedie, delle frustrazioni, del soffrire induce alla disperazione. Ecco l’evento che offre speranza e salvezza, proprio nella vicenda contraddittoria della storia umana. C’è un morire che chiama alla vita anche i morti. Il grido estremo di Gesù, il suo morire gridando scuote la terra, e il cielo rende visibile il Santo dei Santi, scoperchia le tombe «e molti corpi dei santi, che erano morti, risuscitarono».

Così, dunque, si manifesta quella gloria di Dio che apre uno spiraglio verso la fede anche nei pagani: il centurione e quelli che facevano la guardia con lui proclamano: «Davvero costui era Figlio di Dio!». Non è dato sapere che senso potessero avere queste parole di pagani, ma sembra evidente che rappresentano l’invito a pensare: “Se esite un Dio, deve essere così: una contestazione dell’assurdità della storia umana”.

 

3. Incaricati della mite e audace contestazione dell’assurdità

Coloro i quali riconoscono che Gesù, questo Crocifisso, è la rivelazione di Dio possono decidersi ad essere testimoni della gloria di Dio. Contestano l’assurdità per far risplendere la gloria. La gloria di Dio che glorifica il Crocifisso non sarà una spettacolare rivincita del condannato che annienta coloro che lo hanno condannato. Sarà, piuttosto, una tenace coerenza con la manifestazione della gloria del Crocifisso.

La contestazione dell’assurdo della storia è rispondere al male con il bene, è perdonare, perdonare ogni giorno, perdonare settanta sette volte al giorno. Non abbiamo armi per far tacere le armi. Abbiamo solo il perdono per testimoniare che c’è una vocazione alla riconciliazione.

La contestazione dell’assurdo della storia è la speranza che viene dal Crocifisso: questa morte non è la conferma dalla vittoria indiscutibile della morte sulla vita, ma la rivelazione che è morendo che si risorge a vita nuova.

La contestazione dell’assurdo della storia è la libertà dall’ossessione del possesso: la scelta di essere sobri, invece che gaudenti, poveri, invece che ricchi, capaci di condividere piuttosto che ostinati nel rapinare i poveri. La libertà è lo stile di vita di chi ha il buon senso di fidarsi di Dio invece che di sé stesso. E perciò la libertà cristiana contesta l’assurdità di affannarsi per procurarsi ricchezze e infelicità.

Ecco forse una traccia per non restare ad osservare da lontano lo spettacolo della croce, ma accogliere la rivelazione della gloria di Dio in Cristo crocifisso: il perdono, la speranza, la libertà.