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Un uomo di Dio

Esequie di don Massimo Donghi, Limbiate, Parrocchia di San Giorgio - 25 marzo 2026

25 Marzo 2026

Che cosa fanno gli uomini di Dio quando il Maestro dice: “Andate a preparare l’ultima Pasqua, il giorno del sacrificio e della salvezza”? Che cosa fanno quando Gesù dice: “Andate a preparare l’ultima Pasqua, i giorni della festa e dello strazio, i giorni dell’imprevedibile via che Gesù percorre per versare il sangue della nuova alleanza”? Gli uomini di Dio si fanno avanti e dicono: “Eccomi!”.

Che cosa fanno gli uomini di Dio, quando Gesù comanda ai suoi discepoli di essere memoria di lui, quando rivela: “Questo è il mio corpo che è dato per voi: anche voi fate così!”? Quando dice: “Questo è il mio sangue versato per voi: anche voi fate così!”? Che cosa fanno allora gli uomini di Dio? Si fanno avanti e dicono: “Eccomi!”

Che cosa fanno gli uomini di Dio quando Gesù chiama a vivere nella comunità dei discepoli, con il suo stile? Infatti, Gesù sta in mezzo ai suoi come colui che serve. Gesù dichiara che così deve essere la presenza cristiana nella comunità e nella società, come un servizio. Allora, che cosa fanno gli uomini di Dio? Si fanno avanti e dicono: “Eccomi!”.

Che cosa fanno gli uomini di Dio quando Gesù risorto irrompe nella paura e nello smarrimento per dire: «Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi» (Gv 20,21)? “Vi mando a sciogliere la libertà dal peccato che potrete perdonare, vi mando ad annunciare la speranza che accoglie la mia promessa di pace, di presenza amica e fedele, di inedita fraternità”. Che cosa fanno, allora, gli uomini di Dio? Si fanno avanti e dicono: “Eccomi!”.

Che cosa fanno gli uomini di Dio quando Gesù piange le ultime lacrime e grida l’ultima preghiera, spossato dal troppo soffrire e invoca che qualcuno preghi con lui, nel momento estremo? Che cosa fanno gli uomini di Dio quando Gesù dichiara: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mt 16,24)? Gli uomini di Dio si fanno avanti e dicono: “Eccomi!”.

Che cosa fanno gli uomini di Dio quando l’ultimo grido scuote la terra, squarcia il velo del tempio, spezza le pietre dei sepolcri e chiama i morti a risorgere? Gli uomini di Dio si fanno avanti e dicono: “Eccomi!”.

 

Ciascuno ha qualche cosa da dire ricordando don Massimo, la sua testimonianza di fede, la sua disponibilità sorridente al servizio della comunità, la sua cura per la fraternità tra i preti, la sua delicatezza nell’accompagnare il soffrire di molti, la sua commovente testimonianza nei giorni della malattia. Ciascuno di noi ha molti motivi di riconoscenza e di ammirazione. Ma in sostanza che cosa si può dire di don Massimo? Questo si può dire: è stato un uomo di Dio.

Mi hanno detto che don Massimo ha insistito per andare a Lourdes con i suoi fratelli, che gli sono stati tanto vicini. È andato a Lourdes, come mi hanno detto, non per chiedere di guarire, ma per essere aiutato dalla Madonna di Lourdes a dire: “Eccomi!”. Ecco don Massimo, un uomo di Dio!

Questi giorni sono i giorni della commozione, delle lacrime, dell’ammirazione, ma credo che poi vengano giorni in cui per essere veramente affezionati a don Massimo dovremmo imparare anche noi a dire: “Eccomi!”. La chiamata che Gesù ci rivolge non è mai a soffrire e a morire. Gesù chiama ciascuno a stare con lui, sempre, anche nel soffrire e nel morire, per entrare nella sua gloria. L’offerta di grazia di Gesù, che ha riempito di gioia la vita di don Massimo, è per essere uomini e donne amici di Dio, per essere tra quelli che si fanno avanti e dicono: “Eccomi!”.