1. Bisogna attraversare le tenebre
Sì, bisogna entrare nella casa del tiranno. Non si può immaginare di percorrere la terra senza essere costretti ad attraversare la casa del malvagio, del potere pervertito in oppressione, della forza strumentalizzata per diventare ingiusta scandalosa violenza.
Sì, bisogna attraversare le tenebre. Non si possono trascorrere i giorni sulla terra senza incontrare il tenebroso, quell’uomo, quella donna che compiono le opere delle tenebre. Il tenebroso, quello che compie il male e sfugge alla giustizia, quello che opprime il debole e se ne vanta, quello che tradisce l’amico, quello che si approfitta dell’ingenuo.
Sì, bisogna attraversare l’enigma incomprensibile e sconcertante. Irrompe nei giorni sereni, nelle notti di festa la tragedia che rovina la vita e ferisce famiglie intere. Oggi in particolare ci sentiamo coinvolti nella tragedia di Crans Montana e partecipiamo al loro strazio. Ecco: la tragedia incomprensibile, ingiustificabile, irrimediabile.
Sì, bisogna riconoscere la tenebra che è dentro di noi, quella zona d’ombra, quel lato oscuro dove abitano i pensieri cattivi, le passioni inconfessabili, le cattiverie che sembrano desiderabili per sfogare risentimento, desiderio di vendetta, insensata ostilità.
Sì, è invitabile: bisogna attraversare le tenebre. Non siamo ingenui: non viviamo di illusioni. Non pensiamo di essere più astuti dei Magi, i sapienti d’oriente, per evitare l’odioso tiranno. Non ci ritagliamo un angolo tranquillo dove tutti sono buoni, onesti, affidabili. Non siamo al sicuro dal tragico imprevisto. E riconosciamo che persino dentro di noi ha messo radici un seme di malvagità.
Bisogna attraversare le tenebre.
2. Nelle tenebre, gli indizi
Nella casa del tiranno, nel cuore delle tenebre, i sapienti inquieti venuti da oriente raccolgono indizi, sentono risuonare la parola ispirata che indica Betlemme. Chi attraversa le tenebre può anche cedere alla tentazione di disperare, di pensare che la stella è smarrita per sempre, che non c’è luce amica per dare risposta alle domande decisive dell’animo umano.
Ma i Magi raccolgono indizi anche nel cuore delle tenebre. La grazia è offerta a tutti coloro che vivono nelle tenebre e nell’ombra di morte: papa Leone conclude oggi il Giubileo della speranza che non delude. Abbiamo vissuto un anno come pellegrini di speranza, gente in cammino verso la promessa. Molti forse non se ne sono accorti e continuano a credere che siamo definitivamente condannati alle tenebre. I discepoli di Gesù hanno invece riascoltato la promessa e hanno raccolto indizi, forse una parola, forse un’emozione, forse un’esperienza di pellegrinaggio, forse un’incomprensibile gioia. Hanno raccolto indizi e si rimettono in cammino.
3. «Ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te»
Così camminano quelli che hanno visto la stella, quelli che hanno ascoltato la voce che chiama alla luce e alla gioia. Camminano come uomini e donne abitati dall’invincibile speranza: tutte le obiezioni della sapienza e della stupidità umana non bastano a convincerli a fermarsi, a ritornare nella disperazione. Hanno visto la stella, hanno ascoltato la voce.
Camminano come uomini e donne che hanno fiducia in sé stessi perché hanno sperimentato la meraviglia di essere chiamati: tutte gli errori e tutte le loro miserie non bastano a scoraggiarli. Sono stati chiamati, hanno qualche cosa da offrire.
Camminano come uomini e donne che sperimentano la grandissima gioia dell’incontro con il Bambino adorabile: la piccolezza e fragilità con cui si rivela il Salvatore non riescono ad essere motivo di delusione. Hanno ascoltato la voce, hanno visto la stella, proprio lui è il Salvatore, proprio lui porta a compimento il desiderio che ha ispirato il cammino.
Camminano come uomini e donne che hanno la responsabilità di essere un segno di speranza anche per gli altri, una parola per convocare tutti i popoli all’incontro con la grandissima gioia: l’asprezza delle contrapposizioni tra i popoli, l’ottusità dei pregiudizi, la complessità delle differenze non bastano a convincere a costruire muri e a difendere confini. Hanno visto la stella, hanno ascoltato la voce: sentono la responsabilità di scrivere un’altra storia, di percorrere un’altra strada.
Todos tenemos experiencias de un camino en las tinieblas: la maldad de los poderosos y tiranos como Herodes, la malicia de los hombres, la desilusión provocada por quienes queremos y nuestros propios pecados. ¡Cuántas tinieblas! Pero dentro de estas mismas tinieblas podemos encontrar nuestra estrella y la palabra que nos permite seguir caminando, como pueblo de la esperanza. Sigan caminando en la alegría de la luz de la estrella.
We all must pass through darkness: the darkness of our own sins, the darkness of broken relationships with people we trust, the darkness of the perverse power of the powerful, and the darkness of human history. But within the darkness we can see a sign of the Lord, a star that gives us hope. So let us go forward in trust and hope. We are a people of hope, sent to share our hope and faith with all nations.

