1. La missione fallita dell’angelo
Perché l’angelo del Signore si presentò ai pastori che vegliavano nella notte facendo la guardia al proprio gregge? Io credo che l’angelo abbia girovagato un po’ nel paese e sia stato cacciato via da molte case prima di presentarsi ai pastori.
Si presentò, infatti, in primo luogo nei lussuosi palazzi dei ricchi: «Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia”». Ma i ricchi lo cacciarono via: “Non venire a disturbare i nostri figli viziati. Vattene via. Noi la gioia ce la compriamo quando vogliamo. Vattene via! Non disturbare i nostri affari con le tue prediche patetiche. Noi siamo gente concreta, gente di successo. Noi sappiamo che cosa conta nella vita reale”. L’angelo, che non era neppure riuscito a spiegarsi, se ne dovette andare via mortificato.
Si presentò, poi, nelle case del pensiero e dello studio, della scienza e della tecnologia: «Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia”». Ma gli scienziati e i pensatori lo cacciarono via: “Non raccontarci favole. Noi siamo gente di scienza. Non parlarci di una vergine che genera un figlio. Vattene via! Non c’è bisogno della tua gioia. Noi la fabbrichiamo in laboratorio: un po’ di chimica e qualche esperimento e i risultati sono strabilianti”. L’angelo che voleva appunto annunciare la nascita del Salvatore dalla vergine Maria, se ne andò via mortificato.
Si presentò poi là dove si radunavano i giovani per passare il tempo, parlando fino a tarda notte, o facendo rumore fino all’alba, o abitando la disperazione: «Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia”». Ma i giovani lo cacciarono via: “La gioia non esiste. Ci divertiamo. Ci ubriachiamo. Passiamo la notte tra incubi ed euforia. Ma la gioia non la troviamo da nessuna parte. Vattene via, non venderci illusioni! Di delusioni ne abbiamo già avute abbastanza. Ci hanno deluso i genitori, i docenti, gli amici, le promesse dei politici e dei sapienti. Vattene via, non venderci altre illusioni”. L’angelo del Signore, che voleva appunto indicare il segreto della grande gioia, se ne andò via mortificato.
Non so quante altre case abbia visitato l’angelo del Signore, ma certo la sua missione sembrava un fallimento.
2. Si presentò ai pastori
Quando ormai era notte si presentò ai pastori. Non erano tutti uguali i pastori. C’erano infatti ricchi e poveri, c’erano sapienti e scienziati, c’erano giovani e vecchi, santi e peccatori. Ce n’erano di tutti i paesi. Però tutti stavano là, vegliavano, vivevano vegliando come chi ha un tesoro da custodire, un pericolo da temere, un lavoro da fare, un’indecifrabile attesa. A loro si presentò l’angelo già un po’ scoraggiato: «Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia”».
E i pastori, gli uomini e le donne della veglia, furono avvolti di luce: «La gloria del Signore li avvolse di luce» e il cantico delle schiere celesti li incantò nella notte. L’angelo alla fine riuscì a convincere qualcuno a cercare il bambino «avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
3. Non mandate via gli angeli
Gli angeli del Signore sono mandati dappertutto e visitano tutte le situazioni e tutte le condizioni di vita della terra. Annunciano a tutti la grande gioia. Io vi consiglio: non mandate via gli angeli, piuttosto credete all’annuncio della grande gioia e mettetevi in cammino per cercare Gesù. Ora non sta più là come un bambino avvolto in fasce e deposto nella mangiatoia.
Piuttosto ascoltate la voce dell’angelo e credete nella promessa della gioia: la troverete là dove abita il Signore, nel silenzio, nella parola, nel mistero che celebriamo.
Ascoltate la voce dell’angelo e credete alla promessa della gioia: la troverete là dove il Signore vi manda per praticare il suo comandamento, per amare, servire, perdonare.
Non mandate via gli angeli.

