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Ecco il frutto: lasciarsi amare da Gesù

Giovedì della IV settimana di Avvento, Pastorale universitaria – Messa in preparazione al Natale, Milano, Basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore, 11 dicembre 2025

11 Dicembre 2025

1. L’assedio delle aspettative e delle pretese

Come un assedio sono le aspettative che hanno su di noi; come un’insistenza logorante di pretese che stanca e inquieta.

I genitori hanno aspettative: che l’esito degli esami sia brillante, che possano vantarsi con gli amici di avere un figlio, una figlia che consegue buoni risultati, che possano compiacersi di vedere realizzati i loro sogni. I genitori hanno aspettative e talora sono soffocanti.

Il tuo ragazzo, la tua ragazza ha delle aspettative e persino delle pretese: si aspetta che tu abbia sempre tempo per stare insieme, pretende che tu abbia tutte le doti, si aspetta forse di essere adorato, adorata, di essere presentato agli amici e alle amiche come il compimento di un sogno che sembrava irrealizzabile.

La tua comunità si aspetta che tu ci sia, l’associazione di cui fai parte, il movimento al quale aderisci si aspetta che tu partecipi sempre alle proposte, che tu assuma incarichi, che tu presti servizi.

La tua società sportiva pretende che tu non manchi agli allenamenti, che tu metta la squadra al di sopra di tutto, dello studio, della tua ragazza, del tuo ragazzo, della tua famiglia, addirittura al di sopra di Dio, della Messa domenicale.

Ecco, sembra di essere assediati da pretese e attese che costringono a una vita frenetica, a prestazioni che tolgono il respiro. E adesso arriva anche Gesù: si avvicina alla pianta di fico e si arrabbia perché non trova quello che si aspettava, dei fichi per calmare la sua fame.

 

2. La tentazione delle foglie

In questo contesto, che appare talora soffocante, si insinua la tentazione delle foglie, cioè delle apparenze. Tanti hanno aspettative su di me, pretendono tanto da me: e io mi vesto di foglie, coltivo le apparenze, faccio di tutto per dimostrare di essere all’altezza. Nascondo la mia esasperazione mascherandomi di prestazioni; faccio finta di corrispondere alle attese e intanto accumulo evasioni nel fantastico, trasgressioni consolatorie, un’interiorità abitata dalla desolazione.

 

3. Il frutto che Gesù cerca

Ma Gesù che si avvicina che cosa cerca? Qual è il frutto che può calmare la fame di colui che è Signore del cielo e della terra, che può moltiplicare il pane e trasformare l’acqua in vino, che non ha bisogno di niente? E nel momento estremo, quando è in croce, perché dice «Ho sete?» (Gv 19,28).

Gesù si avvicina a ciascuno di noi e cerca un luogo dove nascere, come in quella notte di Natale. Gesù si avvicina a ciascuno e bussa alla porta perché desidera entrare e fare amicizia e condividere la sua vita, la sua gioia. Gesù non ti chiede niente, vuole donarti tutto quello che ha, rivelarti tutto quello che ha ascoltato dal Padre. Gesù non vuole prenderti la vita, ma donarti la sua vita. Gesù compie la promessa dei profeti: «Io li seminerò di nuovo per me nel paese e amerò Non-amata, e a Non-popolo-mio dirò: “Popolo mio”, ed egli mi dirà “Dio mio”».

Gesù è nato a Betlemme in un passato remoto, ma oggi viene a casa tua non per suscitare una specie di ricordo nostalgico, ma per offrirti la grazia di sentirti amato, salvato: non per i risultati che ottieni, non per le foglie che esibisci, non per le prestazioni di cui puoi vantarti. Gesù viene in questa celebrazione, nella memoria del Natale che ci prepariamo a celebrare perché tu possa riconoscere di essere amato, cercato, prezioso per quello che sei, perché sei tu.

I tuoi limiti, i tuoi fallimenti, i tuoi peccati non sono una delusione per Gesù, ma sono la porta di ingresso perché entri la sua misericordia. E i tuoi successi, i risultati brillanti, tutto il bene che puoi fare non sono foglie, apparenze per farti apprezzare, ma sono le parole per la gratitudine. E il tuo presente non è un tempo di assedio delle pretese e attese degli altri, ma la condizione adatta per accogliere l’amore di Gesù e desiderare di amare così come sei stato amato, amata, desiderare di diventare adulto e adulta per portare a compimento la tua vocazione.

 

4. «Se avrete fede…»

Gesù rivela ai suoi discepoli quale sia la via per rispondere al suo amore: «Se avrete fede», cioè se la mente si apre ad accogliere la verità, se i giorni si aprono a praticare la fiducia, se le relazioni si approfondiscono per condividere la pace, se tutta la vita si lascia trasfigurare e avvolgere di gloria dalla luce che viene da Gesù.