L’ingresso nella festività dell’Ascensione. Originaria dello Iowa, è in città dal 1980 col marito, cattolico e battezzato nel 2010: «Parteciperemo alla vita ecumenica delle Chiese cristiane milanesi»

di Rosangela VEGETTI

Vickie Sims

Per alcuni anni la Comunità anglicana milanese – che si riunisce nella chiesa di via Solferino 17 – ha sofferto l’avvicendamento di diversi cappellani dovuto a vari motivi, legati alle condizioni di salute o agli impegni delle persone incaricate. Da oggi, però, si prospetta una situazione nuova di stabilità e di piena apertura alla realtà cristiana cittadina: nella festività dell’Ascensione, infatti, la reverenda Vickie Lela Sims fa il suo ingresso come cappellano della Comunità, in prospettiva di piena attività e integrazione anche sul territorio.

Abbiamo incontrato Vickie Sims – così preferisce essere chiamata, con molta cordialità e spirito di accoglienza -, che ci ha raccontato il suo percorso di vita: «Sono arrivata a Milano nel 1980 con mio marito dallo Iowa (Stati Uniti), dove facevo l’insegnante. Pensavo di restare per un breve periodo, invece la permanenza si è prolungata e così ho potuto imparare la lingua e conoscere la vita in città. Nel 2000 sono andata in Inghilterra per gli studi teologici che poi mi hanno portata al sacerdozio. Dopo i passaggi di verifica della mia vocazione, sono stata accolta dalla Chiesa anglicana nel mio percorso di formazione e ho completato gli studi teologici a Oxford. Vocazioni adulte come la mia sono molto comuni nella Chiesa anglicana».

«Come donna sacerdote non ho avuto un percorso particolarmente arduo perché, dopo le difficoltà degli anni Ottanta, oggi l’inserimento delle donne nella pastorale è cosa accettata ormai quasi ovunque – spiega -. Sono così entrata nel diaconato nel 2002 e nel sacerdozio nel 2003. Ho ricevuto una calorosa accoglienza ovunque, senza particolari problemi. Parallelamente al mio cammino nella fede, anche mio marito ha percorso un’esperienza che l’ha portato a ricevere il battesimo nel 2010 nella Chiesa cattolica a Cernusco sul Naviglio. Siamo così una famiglia ecumenica fin nel profondo, anche in questo rispettando la realtà di molte famiglie inglesi. Penso che nella nostra differenza ci sia data una ricchezza in più…».

«Per quanto riguarda le prospettive pastorali verso la Comunità anglicana milanese – precisa -, il punto centrale è la stabilità, proprio a seguito delle precedenti situazioni. Il mio impegno parte da un primo quinquennio, fissato per avviare ogni percorso, con la piena intenzione che si vada ben oltre. Questo ci permetterà di preparare piani pastorali per vedere dove impiegare le nostre energie al servizio della vita della Comunità, che è piccola e non può assumersi troppi programmi che diventerebbero dispersivi. Il primo impegno sarà di approfondire la fede e consolidare il nostro cammino cristiano. Con la partecipazione alla vita ecumenica delle Chiese cristiane cittadine».

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