Vecchi e “nuovi” milanesi accomunati dalla devozione mariana nel rito celebrato in via Paolo Sarpi, nel territorio della parrocchia Ss Trinità

di Annamaria BRACCINI

I volti dei nostri vecchi e dei bambini che si mescolano a quelli dei fedeli di etnia cinese. Tutti insieme nel cortile interno di una casa popolare che non può nascondere la sua origine, nella struttura a ringhiera, ma che mostra tutta l’attenzione e la cura della nuova vita nel terzo millennio, tra i nomi degli inquilini scritti sui citofoni in cinese e in italiano, i fiori, le luci, le tipiche lanterne rosse, i semplici addobbi, le porte di casa aperte come tanti anni fa.

Nel cuore del mese mariano e in quel cuore particolare della città che ormai si chiama la Chinatown di Milano, è questa la cornice in cui si recita il Rosario. Si attende il cardinale Scola che però, per una indisposizione, non può presiedere il rito, celebrato allora da don Sergio Gianelli in rappresentanza dell’Arcivescovo, da don Mario Longo, parroco della Ss Trinità (nel cui territorio si trova il civico 36 di via Paolo Sarpi in cui i fedeli sono riuniti) e dal vicario parrocchiale don Giuseppe Zhang, cappellano della Comunità cattolica cinese. Tra i presenti anche alcuni neo-cristiani che hanno ricevuto il battesimo proprio dalle mani dell’Arcivescovo, in Duomo, durante la Veglia pasquale. Si pregano i Cinque misteri della Luce: per un curioso e suggestivo contrasto culturale – che ben rappresenta la città multietnica -, la piccola statua della Madonna, davanti alla quale gli abitanti del condominio si raccolgono in preghiera nelle sere di maggio da almeno 10 anni, è posta accanto allo strumento tipico dell’Estremo Oriente, lo yang qing suonato da tre piccoli di origine cinese.

La gente, che continua ad arrivare, fa corona in circolo – come si usava nell’antica tradizione della preghiera nei cortili – attorno ai celebranti e alle voci guida che si alternano recitando l’Ave Maria in italiano e cinese. Al canto della Salve Regina, sulla melodia tradizionale, petali di rosa piovono dalle ringhiere dei piani superiori, in segno di omaggio.

Insomma, un momento bello di fede, come accade a maggio nella parrocchia della Trinità, in cui ogni sera, dal lunedì al venerdì, si recita insieme il Rosario, ma anche ricco di suggestione come quando viene richiamata la preghiera a Nostra Signora di Sheshan, composta da Benedetto XVI nel 2007 per affidare a Maria le sorti della Chiesa in Cina. Nella festa di questa venerata “Madonna dell’Aiuto” – che è anche la patrona dei cattolici cinesi – il 24 maggio di ogni anno migliaia di fedeli accorrono nel Santuario a Lei dedicato presso Shanghai.

Infine nel cortile risuonano antiche melodie cinesi ed europee, queste ultime eseguite con uno strumento nato per accompagnare il Canto gregoriano e poi le Chansons medioevali. La conclusione, prima della festa conviviale? Inevitabilmente Oh mia bela Madunina, cantata da tutti, milanesi vecchi e nuovi.

 

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