Domenica 27 settembre 2026 le comunità ambrosiane celebrano la Festa di apertura degli oratori e danno inizio all’anno oratoriano “SEI NELLA FESTA!”. Ecco alcuni suggerimenti per prepararla coinvolgendo tutti coloro che si metteranno al servizio per il bene dei ragazzi. La giornata potrà essere costruita a partire dalla liturgia, mettendo come sempre la Messa al centro dell’animazione. In questa pagina sono disponibili il Messaggio dell’Arcivescovo Mario Delpini e un estratto del fascicolo “SEI NELLA FESTA!”, con criteri e indicazioni concrete per invitare, coinvolgere e aprire un cammino che continui durante tutto l’anno. Pubblichiamo anche il testo del Mandato educativo 2026-2027.


Domenica 27 settembre 2026 tutti gli oratori ambrosiani danno inizio insieme al nuovo anno oratoriano. Il Messaggio per la Festa di apertura degli oratori dell’Arcivescovo e la proposta “SEI NELLA FESTA!” ci aiutano a preparare una giornata capace di invitare, coinvolgere e annunciare la gioia del Vangelo.

Guarda il video dell’Arcivescovo per la Festa dell’oratorio

 

 

Una festa che apre un cammino

L’oratorio è una festa. È come un suono di campane che risuona lontano e invita tutti a entrare per celebrare insieme il dono dell’amore che abbiamo ricevuto e che si manifesta nell’amicizia, nella fraternità e nella gioia che il Vangelo ci ha fatto conoscere.

Domenica 27 settembre 2026 sarà la V domenica dopo il Martirio e la Parola ci consegnerà il comandamento dell’amore, nel quale la libertà diventa servizio.

Mostriamo fin dal primo giorno il volto dell’oratorio che vogliamo costruire durante l’anno: segno di una comunità accogliente e che si prende cura dei più giovani, capace di rendere tutti partecipi, di annunciare il Signore Gesù e di spiegare, con gesti e parole, da dove nasce la gioia del Vangelo.

L’organizzazione di questa festa – come di tutte le altre feste che penseremo – parte da una semplice domanda: chi vogliamo raggiungere? Chi vogliamo invitare? Non soltanto chi frequenta sempre, ma anche chi, per esempio, ha frequentato soltanto l’Oratorio estivo e potrebbe non frequentarlo durante l’anno, chi entra in oratorio solo per gli allenamenti o l’ora del gruppo di catechismo, chi sta iniziando un nuovo percorso e chi, senza un invito personale, probabilmente resterebbe a casa.

 

Invito. Incontro. Messaggio.

Sono le tre parole che l’Arcivescovo Mario Delpini ci consegna nel suo Messaggio per la Festa di apertura degli oratori (che possiamo scaricare qui e diffondere).

Invito: ascoltiamo e chiamiamo tutti, senza chiedere a nessuno di essere già perfetto per poter entrare.

Incontro: prepariamo le nostre proposte perché chi partecipa si senta coinvolto insieme agli altri, riconosca che la sua presenza conta e che può mettere in gioco il suo talento, riceva una responsabilità per fare qualcosa con e per gli altri.

Messaggio: l’oratorio è una festa che fa comprendere che la nostra gioia nasce dall’amicizia con Gesù. L’incontro con Lui ci rende “luce del mondo”, portatori di luce nei nostri ambienti di vita, attraverso quello stile di servizio e amicizia che impariamo proprio in oratorio.

 

La Parola accende la Festa

Le letture della Messa della V domenica dopo il Martirio ci consegnano un invito che è per tutto l’oratorio: «Ascolta, Israele» interpella tutti quelli che educano nella comunità e richiama una fede ricevuta e trasmessa di generazione in generazione. San Paolo, nell’Epistola ai Galati, annuncia che Cristo ci ha liberati perché la nostra libertà diventi servizio nell’amore, uno stile che in oratorio responsabilizza, non getta pesi sulle spalle dei più piccoli e prende vita in tutto quello che facciamo, perché possiamo crescere nella fede in relazione con gli altri, nella carità. Gesù nel Vangelo riassume tutto nel comandamento di amare Dio con tutto ciò che siamo e il prossimo come noi stessi. È una consegna che ci fa partecipare a qualcosa di grande: siamo dentro una storia di amore nella quale ciascuno mette tutto sé stesso in relazione con Dio e con gli altri.

Dire a ogni ragazzo SEI NELLA FESTA! significa allora annunciargli che è invitato dentro questa storia d’amore: un amore ricevuto da Dio, vissuto nella comunità e portato agli altri.

 

Cinque scelte per preparare la Festa dell’oratorio

Scegliamo gli invitati. Desideriamo che tutti vengano in oratorio? Facciamoglielo sapere e organizziamo il più possibile degli inviti che raggiungano ciascuno personalmente. Coinvolgiamo innanzitutto chi si farà portavoce di questo invito da organizzare e fare prima della festa.

Prepariamo l’accoglienza. Ci vorranno tante persone che si occupino dei particolari a partire dall’accoglienza, dal modo di salutare i ragazzi, dal coinvolgimento delle famiglie, che non sia formale ma carico di confidenza e simpatia. Facciamo che in oratorio ci sia chi accoglie, chi saluta, chi indirizza alle attività della giornata, chi coinvolge le persone che arrivano in modo informale e, perché no, divertente. 

Costruiamo un programma partecipato. Tutto il meglio che l’oratorio può offrire mettiamolo in movimento in occasione della Festa. Proponiamo i giochi che entusiasmano i ragazzi ma anche gli animatori, un’animazione curata in cui ciascuno riesce a esprimere il proprio talento, alcuni momenti che possano far partecipare tutte le fasce d’età e i genitori, attività in cui ciascuno è chiamato a fare la sua parte.

Mettiamo la Messa al centro. La cura che ci mettiamo per la celebrazione della Messa faccia trasparire già dalla Festa dell’oratorio l’impegno di servizio che le comunità educanti si assumono quest’anno, perché la loro presenza sia un segno non solo di testimonianza ma anche di accompagnamento e familiarità con i ragazzi loro affidati. Animatori ed educatori saranno quindi invitati alla Messa domenicale mettendosi in mezzo ai ragazzi o come segno visibile di fedeltà non solo nei confronti dell’Eucaristia ma anche nei confronti dei ragazzi loro affidati. Approfondisci nell’estratto del fascicolo, pp. 49-50: vedi allegato.

Annunciamo ciò che viene dopo. La Festa dell’oratorio sarà l’occasione per presentare le proposte dell’anno oratoriano perché ciascuno capisca che può esserci e partecipare. Faremo in modo di invitare i ragazzi e le loro famiglie al prossimo appuntamento che abbiamo già fissato per loro, indicando a ciascuno con chiarezza quando e per che cosa ritrovarsi. La Festa può essere anche l’occasione per incontrare i genitori, presentare appunto anche a loro le proposte dell’anno e chiedere il loro coinvolgimento per la partecipazione dei loro figli.

Durante la Festa dell’oratorio potremo celebrare il Mandato educativo, come segno di una comunità che affida a educatori ed educatrici la responsabilità condivisa di accompagnare personalmente i ragazzi. Ecco il testo del Mandato educativo 2026.

 

La Festa continua

La Festa raggiunge il suo obiettivo quando qualcuno si sente atteso, trova il proprio posto e riceve un nuovo invito.

Prepariamo quindi una giornata che lasci intuire subito che in oratorio si può tornare, che c’è una comunità disposta a camminare insieme per tutto l’anno e che la gioia del Vangelo sarà lo stile di un ambiente che per i ragazzi e le loro famiglie può diventare davvero una “seconda casa”, in cui entrare e fare festa! Prima della conclusione, consegniamo a ciascuno un invito preciso al prossimo appuntamento.

Dall’inizio del nuovo anno pastorale aggiorneremo questa pagina della Festa dell’oratorio con nuovi contenuti. 

Intanto, invitiamo a leggere l’estratto del fascicolo SEI NELLA FESTA: clicca qui.

 

CANTI DELLA PROPOSTA

Playlist su Youtube

 

“Che festa c’è – Sei nella festa”
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“Noi siamo nella festa”
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“Già lo sai! – Sei nella festa”
Video con i gesti
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