Presso la parrocchia dei SS. Giacomo e Giovanni in Milano, il 28 giugno 2022, è stato presentato il pellegrinaggio a Santiago de Compostela. L'occasione è servita ai ragazzi/e che si sono iscritti/e all'iniziativa, sia per reperire informazioni utili, sia per conoscersi meglio in vista del viaggio che faranno insieme.

Katia Castellazzi
Servizio per i Giovani e l'Università

santiago

Il pellegrinaggio a Santiago de Compostela si avvicina: ancora poche settimane e poi sarà ora di mettersi in cammino.

Ecco perché la sera di martedì 28 giugno i giovani che vi prenderanno parte si sono ritrovati presso la parrocchia dei Santi Giacomo e Giovanni in Milano, per fare il punto della situazione, reperire informazioni utili ed una prima conoscenza reciproca in vista del viaggio che faranno insieme.

La serata è cominciata in chiesa con un brevissimo intervento di don Massimo Pavanello, responsabile del Servizio per la pastorale del turismo e dei pellegrinaggi, che ha ricordato ai giovani che il loro cammino non è un unicum, ma si inserisce in un contesto più ampio aperto anche agli adulti, che partiranno a settembre.

A seguire vi è stata la recita dei Vespri officiata da don Marco Fusi, responsabile del Servizio per i Giovani e l’Università, e don Mario Antonelli, Vicario episcopale per l’educazione e la celebrazione della fede, il quale è poi intervenuto per sottolineare tre aspetti importanti che caratterizzano questo cammino: in primis, ha ricordato che chi intraprende un percorso simile, lo fa solo se attirato da una grande Bellezza, quella di Gesù e quindi ha spronato i ragazzi/e non solo a seguire questa Bellezza, ma perfino a correrle incontro.
In secondo luogo, ha sottolineato che l’incontro con Dio non è qualcosa che noi possiamo imporre: è Gesù che viene da noi e ci trova, la sua è una “visita dolce”.
Infine, pur ribadendo l’imprescindibilità della preghiera, ha evidenziato che durante un pellegrinaggio è il corpo a fare la parte del leone. Spetta a quest’ultimo, infatti, con la sua fatica e il suo sforzo, educare la coscienza, ricordarle che “noi siamo cammino”, siamo in movimento verso qualcosa, mai fermi, mai statici, mai con la Verità in tasca, ma sempre tesi alla sua ricerca.

Successivamente è intervenuto don Enrico Galli, vicario della parrocchia dei SS. Giacomo e Giovanni in Milano, che ha illustrato l’evoluzione dell’edificio sacro: da fabbrica di vernici, viene acquistato nel 2000 dalla parrocchia dei Quattro Evangelisti. Da allora, e fino al 2015, se ne occupano i padri canossiani, che nel 2003 contattano l’artista Rupnik per realizzare il grande mosaico dell’area presbiteriale. La parrocchia, a breve, sarà anche luogo stabile d’incontro della comunità ucraina di San Josaphat, una realtà radicata a Milano da ormai 20 anni, che potrà recitare la Messa, secondo il rito bizantino, tre volte a settimana.

Don Enrico ha anche fornito alcune chiavi di lettura per il mosaico dell’artista sloveno: il momento rappresentato è quello della trasfigurazione: pertanto, al centro, si vede Cristo. Sopra di Lui, una mano aperta, simbolo di Dio Padre, dalla quale parte un fascio di luce rossa, simbolo dello Spirito Santo. Alla destra di Cristo sono rappresentati gli apostoli Pietro e Giovanni, mentre alla sua sinistra Giacomo; alle loro spalle, invece, sullo sfondo, si scorgono tre tende. Agli estremi del mosaico troviamo raffigurati anche Maria, a sinistra, vicino alla croce, e l’angelo, a destra, vicino al sepolcro vuoto: i due personaggi, quindi, presi da soli rimandano all’Annunciazione; mentre, inseriti nell’opera completa, richiamano la morte e la Resurrezione di Cristo.

In seguito, dopo aver condiviso la cena presso l’oratorio dei Quattro Evangelisti, sono state date le indicazioni tecniche per il pellegrinaggio organizzato dalla Diocesi: vi hanno aderito una settantina di giovani divisi tra cammino portoghese e francese. Ricordiamo che durante il suo svolgimento sono state organizzate anche due serate a tema: una dedicata alle vocazioni e un’altra in ascolto dei Guanelliani di Compostela.

Per conoscere meglio i giovani e le motivazioni che li hanno spinti a partecipare al cammino di Santiago, cliccate qui.

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