Redazione

La bianca spuma ha suggerito il nome al torrente bizzoso, e questo l’ha poi concesso al paesello che si raggruppa poco oltre Varenna: «Fiumelatte», proprio così, da scriversi e da leggersi tutt’attaccato. Un curioso capriccio della natura, il corso d’acqua; un piccolo gioiello, l’abitato. Un motivo in più – anzi, due! – per spingersi in questa parte del Lario. Fiumelatte, il torrente, è famoso per essere il più corto d’Italia: duecentocinquanta metri appena, dal suo apparire tra le rocce al suo tuffarsi nel lago. Un’inezia, un niente. Eppure in questo breve tratto Fiumelatte trova il modo di farsi notare, scorrendo fragoroso e irruento, come se in quel ribollire d’acqua concentrasse tutta quella carica che non può diluire in un percorso più ampio. Non solo. Fiumelatte, di norma, concede la sua presenza in un ben determinato periodo dell’anno, dai primordi della primavera a fine settembre. Un torrente “periodico”, dunque, che la cultura popolare ha da tempo associato a due feste mariane – quella dell’Annunciazione, il 25 marzo, e quella del Rosario, il 7 ottobre – ribattezzandolo così come «Fiume delle due Madonne». E poi il mistero: quello delle origini. Ancor oggi, infatti, non si sa esattamente dove nasca questo corso d’acqua. In molti hanno cercato di individuare le sorgenti del Fiumelatte, spingendosi negli antri del Monte Grignone, ma senza successo.
Alcuni, addirittura, non sarebbero più tornati, come i tre frati armati di crocifissi e compassi, o i tre giovani impegnati in una prova d’amore… Storie e leggende. Ma è verità, e restano gli scritti a testimoniarlo, l’interesse che questo fiume singolare suscitò in alcuni appassionati osservatori delle cose naturali, da Plinio il Vecchio a Leonardo da Vinci, allo Spallanzani in età già moderna. Altra tangibile e gustosa realtà di Fiumelatte sono i turtej de la Madona, dolci deliziosi con cui è tradizione salutare il riapparire del torrente.
Una “Nonna Teresa”, già un secolo fa, suggeriva come prepararli, con uova, burro, latte, zucchero e un pizzico di sale, e poi… Ma sarà bene farsi trovare da queste parti il 25 marzo, magari tentati di immergere i dolci tortelli nel candore di quelle acque ritrovate.

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