Redazione

Ma ben poco è rimasto di tutto ciò. Fedele fino in fondo alla sua storia travagliata, la reggia milanese assistette impotente prima alle spoliazioni dei francesi in fuga, poi alle demolizioni del Ventennio fascista.
Quanto ai Savoia, il loro contributo fu essenzialmente quello di dare al Palazzo la qualifica di “Reale”, ma in fondo non dimostrarono mai di apprezzarlo davvero. Infine la tragedia. Durante l’ultima guerra, la tempesta di fuoco che miracolosamente risparmiò il Duomo, si abbattè invece sulla vicina reggia, sventrandola. Buona parte dei preziosi arredi andarono distrutti, e così i dipinti, le statue, gli ornati. E delle grandi sale ricche di specchi e di stucchi non rimasero che rovine fumanti.
Oggi, come dicevamo, Palazzo Reale finalmente rinasce. Una rinascita faticosa, fatta di grandi slanci e di lunghe pause, ma che finalmente restituirà ai milanesi, e certamente non solo a loro, un monumento di assoluta importanza, tutto da scoprire.
La Virtù, l’Onore e la Pace, con i frutti che ne derivano (il Benessere economico, le Lettere e le Arti, secondo la visione del Parini), dall’alto dei soffitti dove sono stati dipinti torneranno a osservare i visitatori e gli ospiti, che saranno senza dubbio graditi, anche se non hanno il sangue blu o la testa coronata.

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