Redazione

NOTIZIE UTILI Il santuario della Madonna della Cornabusa si trova nel comune di Sant’OmobonoImagna, in provincia di Bergamo. A causa della strada, impraticabile in caso di nevicate, le celebrazioni nel santuario avvengono solo dalla festa del Lunedì dell’Angelo fino alla Solennità dei Santi. Chi arriva allaCornabusa, via via che si avvicina, nota il campanile, ma una volta giunto non trova traccia del santuario: deve percorrere una strada tagliata nella roccia e solo al termine si apre lo spettacolo di un grande antro trasformato in una chiesa. Per informazioni, tel. 035.851087.

Oltre alla caverna dellaCornabusa, la Valle Imagna ne offre altre due «assai singolari e interessanti anche dal lato scientifico», come scriveva AntonioStoppani, che visitò queste terre nel 1870, rimanendone meravigliato. «Quando il cielo è azzurro», annotava ancora l’abate naturalista, «la valle somiglia a un vaso di smeraldostoriato, con un coperchio di zaffiro trasparente». Le due grotte a cui lo Stoppani dedicò diverse pagine del suo «Bel Paese» sono quelle del Daina e quella della Tomba dei Polacchi, entrambe nel territorio di Rota Fuori. La caverna del Daina deve il suo nome al primo scopritore, AngeloDaina, che era oste e pizzicagnolo: la sua particolarità è quella di avere stalattiti e stalagmiti assolutamente cilindriche. «Immaginatevi un bosco di ceri», spiegava loStoppani, «quali pendenti dalla volta, quali nascenti dal suolo a cento a cento, di tutte le lunghezze, di tutte le sgrossezze». Misteriosa resta l’origine della denominazione dell’altra caverna, quella detta «Tomba dei Polacchi». Poco distante da quella delDaina, anche questa caverna presenta una sua singolarità. Nel discendere verso di essa, notava AntonioStoppani, si incontra una serie di imbuti dal diametro da 5 a 20 metri e dalla profondità da 3 a 10, «dentro i quali la pioggia si raduna, improvvisando laghetti che ben presto scompaiono». Sotto la crepa lineare formata dagli imbuti si apre la caverna, che raccoglie l’acqua, la incanala in un torrentello «che sbuca già grosso da un pertugio inaccessibile, percorre la caverna per un certo tratto, poi sparisce per un altro pertugio del pari inaccessibile». Sempre in tema di curiosità naturali, la Valle Imagna possiede due sorgenti intermittenti, una aValsecca, l’altra a Cepino. La prima, chiamata Terzigliana, ma più comunementeSbadol, è una sorta di fiumicello. In tempi normali si sveglia due volte al giorno, alle 6 del mattino e alle 6 del pomeriggio. La seconda, dettaValdadda, ripete invece lo stesso fenomeno quattro volte al giorno. (notizie tratte da «La Madonna della Cornabusa», Ferrari Editrice)  

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