L'Ue certifica l'attività di educazione stradale svolta nelle scuole della Lombardia e del Nord Italia. «Sono particolarmente felice che la nostra iniziativa abbia un riscontro e un riconoscimento da parte delle istituzioni regionali ed europee. Sono convinto che lavorare sul comportamento degli utenti della strada», commenta Alessio Tavecchio, «possa davvero far diminuire il numero di incidenti».

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Redazione Diocesi

L’Ue certifica l’attività di educazione stradale svolta nelle scuole della Lombardia e del Nord Italia. «Sono particolarmente felice che la nostra iniziativa abbia un riscontro e un riconoscimento da parte delle istituzioni regionali ed europee. Sono convinto che lavorare sul comportamento degli utenti della strada», commenta Alessio Tavecchio, «possa davvero far diminuire il numero di incidenti».

I dati numerici sugli incidenti stradali rilevati dalla Commissione europea Energia e trasporti nel 2005 sono decisamente allarmanti: circa 1,9 milioni feriti e 41.600 morti.

I danni economici causati dagli incidenti sono valutati attorno ai 200 miliardi di euro, che corrisponde a circa il 2% del Prodotto nazionale lordo europeo.

La Commissione, alla luce dei dati raccolti, ha potenziato le iniziative per aumentare la sicurezza nelle nostre strade, perseguendo l’obiettivo di far diminuire, entro il 2010, di 25 mila il numero di persone che ogni anno muoiono nelle strade europee.

Una delle iniziative attivate è la Carta europea della sicurezza stradale: un appello, rivolto a tutti i gruppi sociali, un invito a intraprendere azioni concrete, a valutare i risultati e a rendere sempre più consapevole la società in modo che ciascuno possa contribuire, dal proprio livello, all’aumento della sicurezza stradale in Europa.

La Fondazione Alessio Tavecchio onlus (www.alessio.org) ha presentato alla commissione il suo “Progetto vita” : progetto di educazione alla responsabilità e alla sicurezza nella guida che prevede la realizzazione di 300 incontri che coinvolgeranno circa 5 mila ragazzi delle scuole medie e superiori della Lombardia.

L’iniziativa è stata inserita tra le azioni per migliorare il comportamento dell’utente della strada e pubblicata sul suo sito ufficiale http://ec.europa.eu/transport/roadsafety/charter.htm.

Il lavoro sarà monitorato per i prossimi tre anni dalla Commissione, che ha riconosciuto alla Fondazione lo status di firmataria della Carta europea della sicurezza stradale.

In virtù di questo riconoscimento europeo la Fondazione Tavecchio fa parte dell’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale della Regione Lombardia.

«Sono particolarmente felice che la nostra iniziativa abbia un riscontro e un riconoscimento da parte delle istituzioni regionali ed europee. Sono convinto che lavorare sul comportamento degli utenti della strada», commenta Alessio Tavecchio, «possa davvero far diminuire il numero di incidenti. Il punto fermo del nostro progetto è la consapevolezza di come siamo fatti e di come funziona la nostra mente e conoscenza di come è fatta “la strada”, ambiente nel quale ci muoviamo con i nostri mezzi di trasporto. Attraverso questa riflessione si propone ai ragazzi il rispetto del Codice della strada non come una passiva osservanza delle regole, ma come un comportamento consapevole: non mettere a rischio la vita, propria e degli altri».

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