Il rapporto della Camera di commercio sul bilancio dell'economia di Milano e provincia nel 2005: si è avuto un aumento dell'1,6% nel numero di imprese attive (superiore al +1,1% a livello nazionale). Crescita che tra il secondo trimestre 2005 e 2006 arriva a +1,9%.

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Redazione Diocesi

Giunto alla 16° edizione, il bilancio dell’economia di Milano e provincia nel 2005: si è avuto un aumento dell’1,6% nel numero di imprese attive (superiore al +1,1% a livello nazionale). Crescita che tra il secondo trimestre 2005 e 2006 arriva a +1,9%. In particolare si rafforza la presenza delle imprese femminili (+3,5%; dato superiore a quello lombardo: +2,8% e nazionale: +2%) e di quelle extracomunitarie (+12,4%). Riprendono a correre le esportazioni: +7,7%, soprattutto ad elevato contenuto tecnologico (+21% rispetto a una media italiana del +7%), mentre le importazioni crescono del 3% (e a fare la voce grossa ci pensa l’area asiatica, Cina in testa).

di Cristina Conti

Tra il 2005 e il 2006 la tanto sospirata ripresa sembra finalmente essere arrivata. Secondo il rapporto annuale “Milano Produttiva”, a cura del servizio studi della Camera di commercio, giunto alla 16° edizione, il bilancio dell’economia di Milano e provincia nel 2005, si è avuto un aumento dell’1,6% nel numero di imprese attive (superiore al +1,1% a livello nazionale).

Crescita che tra il secondo trimestre 2005 e 2006 arriva a +1,9%. In particolare si rafforza la presenza delle imprese femminili (+3,5%; dato superiore a quello lombardo: +2,8% e nazionale: +2%) e di quelle extracomunitarie (+12,4%). Riprendono a correre le esportazioni: +7,7%, soprattutto ad elevato contenuto tecnologico (+21% rispetto a una media italiana del +7%), mentre le importazioni crescono del 3% (e a fare la voce grossa ci pensa l’area asiatica, Cina in testa).

«Il rapporto di quest’anno», ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano, «ci consegna una Milano che gode di sana e robusta costituzione. I segnali di ottimismo infatti non mancano, dalla conferma della voglia di fare impresa dei milanesi, che pongono Milano come hub direzionale dell’economia nazionale, all’andamento della produzione, alla crescita dell’occupazione, fino al netto recupero delle esportazioni messo a segno dal sistema produttivo milanese. Un boom, quest’ultimo, che ha interessato la gran parte dei settori di attività e in particolare quelli a maggiore contenuto tecnologico».

Tra le forme di contratti di lavoro grande balzo in avanti delle assunzioni a tempo determinato (+47,7%). Positiva anche la dinamica congiunturale per la produzione industriale (+0,4%) che sale al +1,6% nel primo trimestre 2006, e per le vendite delle imprese commerciali (+0,6%).

Milano si conferma centro direzionale dell’economia italiana: le imprese a diffusione nazionale aventi sede nell’area milanese concentrano infatti quasi il 29% del totale degli addetti di tutte le imprese nazionali operanti in Italia. Così come centro dell’innovazione: il numero di domande per brevetto europeo provenienti dall’area milanese cresce del 27%, passando da 791 a 1.004 unità (pari al 26% del totale nazionale). E questo anche grazie a un sistema universitario la cui offerta formativa dal 1991 a oggi è triplicata, inducendo l’aumento del tasso di partecipazione delle giovani generazioni (il 50% dei quali prosegue ormai negli studi universitari, un’incidenza pari soltanto dieci anni fa al 34%).

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