{"id":765,"date":"2024-10-24T14:13:06","date_gmt":"2024-10-24T12:13:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/vitaconsacrata\/?p=765"},"modified":"2024-11-19T09:54:08","modified_gmt":"2024-11-19T08:54:08","slug":"la-relazione-damore-nella-cultura-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/vitaconsacrata\/news\/la-relazione-damore-nella-cultura-contemporanea-765.html","title":{"rendered":"La relazione d\u2019amore nella cultura contemporanea"},"content":{"rendered":"<p>Prosegue il cammino formativo proposto per questo anno e sabato scorso, 19 ottobre, Don Aristide Fumagalli ha aperto il primo incontro del percorso teologico. Prima di addentrarsi nell\u2019argomento, egli ha chiarito il significato della parola \u201camore\u201d. Trattandosi, infatti, di un termine oggi cos\u00ec \u201cabusato\u201d ed equivocato il Relatore ha scelto di partire dalla quadruplice distinzione di C. S. Lewis nel suo saggio \u201cI quattro amori\u201d: affetto, amicizia, eros, carit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci si \u00e8 soffermati, in particolare, sulla terza forma di relazione, amore come eros, espresso come desiderio dell\u2019altro, \u201carchetipo di amore per eccellenza\u201d come lo definisce papa Benedetto XVI. \u00c8 proprio questo tipo di relazione che oggi conosce continue trasformazioni, passando dallo stato \u201csolido\u201d dell\u2019amore a quello di \u201camore liquido\u201d e, infine all\u2019\u201cevaporazione dell\u2019amore\u201d, nell\u2019aridit\u00e0.<\/p>\n<p>I vari passaggi, articolati sullo sfondo complesso della rivoluzione sessuale a partire dagli anni \u201960, registrano il progressivo sganciarsi della relazione amorosa da strutture ritenute rigide e ristrette (dettate da vincoli naturali civili o religiosi), a favore di processi di fusione liberi dai legami vincolanti diventati paralleli o puramente accidentali. Dallo svincolamento dell\u2019amore si passa alla pura relazione amorosa che non investe sulla continuit\u00e0 e sull\u2019esclusivit\u00e0 del rapporto, ma sul beneficio riscontrato, in una \u201cparit\u00e0 dei conti nel dare e ricevere\u201d. Si arriva ad una sorte di \u201camore democratizzato\u201d che influisce nel modo di concepire il genere e tende a fondare la relazione sul principio del piacere.<\/p>\n<p>A questo proposito, il Relatore ha richiamato un\u2019espressione eloquente del noto sociologo Zygmunt Bauman: pi\u00f9 che di relazioni si pu\u00f2 parlare di connessioni in un\u2019assenza di legami saldi e durevoli. L\u2019immagine suggestiva che viene utilizzata per questa situazione delle attuali relazioni amorose \u00e8 quella delle \u201cstringhe slacciate\u201d.<\/p>\n<p>Tutto questo causa un affievolirsi del desiderio dell\u2019altro, mentre \u201cl\u2019arte di amare\u201d viene assorbita nella \u201ctecnica edonistica\u201d individuale. La domanda sul senso di una determinata azione viene, di conseguenza, relativizzata. La prevalenza di indagini scientifiche di carattere bio\/psicofisico induce all\u2019ulteriore superamento dell\u2019eros inibito verso la sua radicale \u201cliberazione\u201d da utilitarismo come nell\u2019aspetto ludico, o come nella \u201ccelebrazione del sensibile\u201d di cui \u00e8 esempio il Cantico dei Cantici.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto \u2013 ha osservato il Relatore &#8211; se la \u201crivoluzione sessuale\u201d ha liberato l\u2019eros da condizioni repressive, ha portato anche alla perdita di significato, ridotto semplicemente a oggetto di consumo. Si parla oggi infatti sia di \u201cmarketizzazione dell\u2019eros\u201d che di \u201cerotizzazione dell\u2019economia\u201d, laddove si ha una caricatura del desiderio sfruttata dall\u2019economia per la promozione de prodotti.<\/p>\n<p>Emblematica \u00e8 la comunicazione digitale che facilita l\u2019immediatezza e l\u2019accessibilit\u00e0 di una prossimit\u00e0 virtuale che prevale su quella reale ma che, allo stesso tempo, la umilia. Questo scarto tra reale e virtuale ha sulla persona conseguenze sul piano affettivo, psicofisico e patologico. Inoltre, la moltiplicazione di incontri interpersonali possibili, occasionali e illimitati mediante connessioni on line, possono trasformare la ricerca affettiva in una pura ricerca della soddisfazione per s\u00e9 che prevale sulla relazione con l\u2019altro.<\/p>\n<p>Ne risulta che il desiderio dell\u2019eros diventa introverso, centralizzato non sul \u201ctu\u201d ma sull\u2019io e, come ha sottolineato il Relatore, \u201cEros si trasforma in Narciso\u201d. Il risultato di questo processo \u00e8 <em>il dissolvimento dell\u2019eros<\/em> stesso, il ritrarsi cio\u00e8, del desiderio inizialmente attratto dall\u2019altro. Si assiste dunque ad una \u201castenia amorosa\u201d dovuta alla mancanza del desiderio dell\u2019altro, paradossalmente conseguente all\u2019 ossessivo desiderio di un appagamento a prescindere dall\u2019altro. La moltiplicazione degli stimoli che la cultura sessuale fomenta in questo campo, denota l\u2019impossibilit\u00e0, pi\u00f9 o meno consapevole, di un appagamento psicofisico mai sufficiente per l\u2019essere umano. Esso appartiene infatti ad un piano pi\u00f9 profondo, che va oltre queste espressioni incapaci di colmare l\u2019assenza della gioia spirituale. In maniera simile, il desiderio erotico implode su s\u00e9 stesso se non \u00e8 integrato con l\u2019amore per gli altri.<\/p>\n<p>Utilizzando l\u2019analogia della vite e dei tralci, il Relatore ha interpretato le varie dinamiche di fusione come fattori di devitalizzazione delle relazioni di amore come tralci rinsecchiti perch\u00e9 privi di linfa vitale. Come riscoprirle? &#8211; ci si interroga. Nello scenario evangelico, \u00e8 proprio di questa analogia che Cristo si serve per offrire ai discepoli il suo insegnamento su come dare vita nella relazione d\u2019amore: \u00abCome il tralcio non pu\u00f2 far frutto da s\u00e9 stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla\u00bb. (<em>Gv<\/em>, 15, 5) Questo versetto cruciale del Vangelo secondo Giovanni potrebbe essere letto anche \u201csenza di me non potete amare\u201d.<\/p>\n<p>Questa Notizia cristiana, ha affermato ancora il Relatore, \u00e8 la terapia rispetto alle varie patologie amorose. L\u2019amore come eros &#8211; che di per s\u00e9 \u00e8 proiettato alla tensione verso l\u2019altro &#8211; ha bisogno della forma agapica dell\u2019amore per raggiungere l\u2019altro nel dono di s\u00e9, non per preservare la sua vita, ma perch\u00e9 l\u2019altro lo riceva (cfr <em>Gv<\/em> 10,10). Pur nella sua tendenziale bramosia, nella prossimit\u00e0 dell\u2019altro, l\u2019eros cercher\u00e0 sempre di pi\u00f9 ad esserci per lui, e nel suo donarsi, a renderlo felice, consentendo cos\u00ec all\u2019agape di inserirsi e integrare la relazione di reciprocit\u00e0 tra l\u2019amore ricevuto e donato.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che qualifica l\u2019amore cristiano \u2013 ha sottolineato il Relatore &#8211; \u00e8 l\u2019intreccio tra eros e agape, cio\u00e8 tra il desiderio dell\u2019altro e il dono di s\u00e9. Non si tratta dunque dell\u2019amore veicolato tra i cristiani, ma dell\u2019amore che in Cristo ha la sua fonte. Solo rimanendo unito alla vite, l\u2019amore, anche quello del desiderio innamorato, porta frutto. \u00c8 cos\u00ec che il frutto diventa annuncio salvifico.<\/p>\n<p>Le parole del profeta Amos alludono ad una fame che verr\u00e0, quella della Parola di Dio, e del Suo amore che salva (cfr Amos 8,11). L\u2019amore di Cristo, infatti, \u00e8 insieme eros (desiderio di avere l\u2019altro per s\u00e9, <em>Lc<\/em> 22, 15) e agape o dono di s\u00e9 (<em>Gv<\/em> 15,13). Ed \u00e8 giustamente questo amore che ogni cristiano (celibe o no) \u00e8 chiamato ad annunciare in un\u2019unica vocazione: vivere amando &#8211; per grazia &#8211; come Cristo ha amato (<em>Gv<\/em> 15,9). Questo \u00e8 ci\u00f2 che rende credibile la testimonianza cristiana nella duplice modalit\u00e0 di amare: quella del celibato e quello della vita matrimoniale. In entrambe, infatti, l\u2019amore di Cristo si rende possibile e attraente mediante il dono dello Spirito Santo (<em>Gv<\/em> 12,20). Tale attrazione, ha concluso don Aristide, \u00e8 presente e gi\u00e0 in atto oggi, deve essere coltivata come il buon grano in mezzo alla zizzania. Non si tratta tanto di concentrarsi solo su essa, quanto piuttosto di rimanere orientati e orientarsi al Signore per conformarsi a Lui. Come viene auspicato nell\u2019Esortazione apostolica <em>Amoris Laetitia<\/em>:<\/p>\n<p><em>\u00abC\u2019\u00e8 una chiamata costante che proviene dalla comunione piena della Trinit\u00e0, dall\u2019unione stupenda tra Cristo e la sua Chiesa. (..) Contemplare la pienezza (di questa comunione) che non abbiamo ancora raggiunto ci permette anche di relativizzare il cammino storico che stiamo facendo (..) per smettere di pretendere dalle relazioni interpersonali una perfezione, una purezza di intenzioni e una coerenza che potremo trovare solo nel Regno definitivo. Inoltre ci impedisce di giudicare con durezza coloro che vivono in condizioni di grande fragilit\u00e0. Tutti siamo chiamati a tenere viva la tensione verso qualcosa che va oltre noi stessi e i nostri limiti. (..) Continuiamo a camminare! Quello che ci viene promesso \u00e8 sempre di pi\u00f9. Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci \u00e8 stata promessa.\u00bb (AL 325)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Prosegue il cammino formativo proposto per questo anno e sabato scorso, 19 ottobre, Don Aristide Fumagalli ha aperto il primo incontro del percorso teologico. Prima di addentrarsi nell\u2019argomento, egli ha chiarito il significato della parola \u201camore\u201d. 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