{"id":487,"date":"2024-02-16T00:00:00","date_gmt":"2024-02-16T07:27:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/vitaconsacrata\/?p=487"},"modified":"2024-02-16T08:33:26","modified_gmt":"2024-02-16T07:33:26","slug":"larcivescovo-incontra-i-superiori-e-maggiori-degli-istituti-di-vita-consacrata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/vitaconsacrata\/notizie\/larcivescovo-incontra-i-superiori-e-maggiori-degli-istituti-di-vita-consacrata-487.html","title":{"rendered":"L\u2019Arcivescovo incontra i Superiori\/e Maggiori degli Istituti di Vita consacrata"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso 5 febbraio 2024, prima della Celebrazione Eucaristica in Duomo in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Vita consacrata, l\u2019Arcivescovo Mario Delpini e il vicario episcopale di settore, monsignor Walter Magni, hanno incontrato nel Salone delle conferenze dell\u2019Arcivescovado una quarantina di responsabili di Istituti, tra cui generali e provinciali. La discussione si \u00e8 soffermata, in modo particolare, sul ruolo della Vita consacrata, sulla sua missione e il suo configurarsi nella Chiesa locale.<\/p>\n<p>L\u2019Arcivescovo ha aperto l\u2019incontro esprimendo gratitudine a monsignor Magni per l\u2019iniziativa e per l\u2019attivit\u00e0 che sta avviando a favore del suo Vicariato. In particolare, l\u2019Arcivescovo ha sottolineato come \u201cnon sia soltanto una cordialit\u00e0 il realizzare visite in case e incontri, ma sia una scelta per riflettere su questo tempo, per leggerlo in profondit\u00e0 ed avviare la Vita Consacrata su piste ispirate, nuove.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>La Visita ad Limina<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Successivamente, l\u2019Arcivescovo ha illustrato alcuni aspetti della Visita ad Limina dei Vescovi lombardi appena conclusa. In particolare, ha precisato che \u00e8 stato un tempo privilegiato per l\u2019ascolto reciproco.<\/p>\n<p>Durante la Visita \u00e8 stato sottolineato, <em>inter alia,<\/em> l\u2019immenso bene che la Vita Consacrata ha offerto nelle Chiese di Lombardia. Sono dunque intervenute altre problematiche come, per esempio, la riduzione del numero, l\u2019innalzamento dell\u2019et\u00e0, la nascita di nuove forme di Vita Consacrata diffuse anche in Lombardia, e la crescita del numero delle consacrate e dei consacrati provenienti da paesi extraeuropei.<\/p>\n<p>Si \u00e8 inoltre discusso della vita degli Istituti. Pi\u00f9 precisamente, ci si \u00e8 chiesti come mai alcuni sono fiorenti e accolgono un certo numero di giovani che desiderano consacrarsi, mentre altri vanno esaurendosi.<\/p>\n<p>A questo proposito, suor Simona Brambilla, religiosa dell\u2019Istituto della Consolata e Segretaria di questo Dicastero, ha messo in evidenza alcuni aspetti interessanti. Prima di tutto, ha sottolineato come la qualit\u00e0 della formazione \u00e8 un contributo alla vivacit\u00e0 della Vita Consacrata e ha ricordato l\u2019importanza dell\u2019apertura alla missione. Quando un istituto \u00e8 preoccupato per s\u00e9, infatti, rischia di esaurirsi, di spegnersi, rinchiudersi sui propri problemi. Al contrario, l\u2019apertura alla missione inserisce una vivacit\u00e0 e una possibile attrattiva per ragazzi e ragazze orientati a tale forma di vita.<\/p>\n<p>Il tema della formazione \u00e8 legato a quello del discernimento, molto caro anche a papa Francesco.<\/p>\n<p>Secondo suor Simona Brambilla, la diminuzione del numero potrebbe essere accolta come motivo di depressione, di risentimento o di tristezza, ma lo Spirito evangelico d\u00e0 importanza all\u2019essere piccoli, al seme che muore, alla piccolezza come categoria del Vangelo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>La Vita Consacrata come \u201cdono dello Spirito\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Per quanto riguarda il tema della Vita Consacrata come dono dello Spirito, l\u2019Arcivescovo ha sottolineato che questo \u00e8 al cuore della riflessione. Spesso i discorsi tornano su alcuni argomenti che logorano senza trovare motivi di gioia e di slancio. Si parla di numeri, delle et\u00e0, degli immobili degli Istituti e della necessit\u00e0 di un ripensamento nella loro gestione. \u201cTutto questo \u00e8 necessario, ma rischia di far perdere di inaridire i discorsi e farci perdere di vista il dono dello Spirito\u201d, ha dichiarato l\u2019Arcivescovo.<\/p>\n<p>La Vita Consacrata deve essere interpretata e vissuta in tanti o in pochi, da giovani o da vecchi, da sani o da malati, da italiani o da gente che proviene da altri paesi, ma soprattutto come dono che lo Spirito fa alla Chiesa, il dono dell\u2019essere un cuor solo e un\u2019anima sola. Gli uomini e le donne di Vita Consacrata sono presenti nella Chiesa come una profezia, come una parola da parte di Dio che annuncia il Regno e testimonia di aver scelto la parte migliore, secondo l\u2019espressione che Ges\u00f9 rivolge Maria di Betania. In altre parole, di aver scelto la cosa pi\u00f9 bella, cio\u00e8 il dedicarsi radicalmente e totalmente alla consacrazione, allo stare ai piedi di Ges\u00f9 per ascoltarlo.<\/p>\n<p>L\u2019Arcivescovo ha posto una domanda: \u201cCome questi princ\u00ecpi, assolutamente generali e che condividiamo sempre, possono essere vissuti e tradotti in una prassi riconoscibile? O meglio, i consacrati \u2013 che dovrebbero essere profezia del Regno, in particolare, coloro che vivono in comunit\u00e0 \u2013 sono segno mediante l\u2019essere un cuor solo e un\u2019anima sola nella condivisione della vita?\u201d.<\/p>\n<p>Ha continuato dicendo che gli \u00e8 capitato spesso di chiedersi come pregano i consacrati, per quali intenzioni, come da questa preghiera traggono gioia e forza per affrontare la giornata, e come insegnano a pregare. Questa consacrazione fa della totale appartenenza a Ges\u00f9 la sostanza della Vita Consacrata.<\/p>\n<p>Nella riflessione \u00e8 emerso un interrogativo: come fare in modo che tutto questa si riconosca?<\/p>\n<p>\u201cMi piacerebbe\u201d ha dichiarato l\u2019Arcivescovo, \u201cche la presenza della Vita Consacrata in una Chiesa locale diventasse un motivo per vivere una preghiera particolare. Un\u2019idea che mi \u00e8 venuta \u00e8 quella che nell\u2019apostolato della preghiera (anche definito come la \u201cRete mondiale di preghiera del Papa\u201d), si affidi una intenzione ogni mese e l\u2019intenzione dei Vescovi. Non so se voi usate questo modo di offerta della giornata, come usavamo in Seminario una volta alla settimana e in molte comunit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019Arcivescovo ha voluto raccomandare il tema di una comunione spirituale prima ancora che una comunione operativa apostolica. La Vita Consacrata \u00e8 anzitutto una comunione spirituale, la preghiera per la Parrocchia in cui siamo presenti o per la Comunit\u00e0 pastorale o il Decanato \u00e8 una testimonianza che dimostra l\u2019appartenenza alla realt\u00e0 locale in cui noi siamo attraverso l\u2019incarnazione quotidiana operativa.<\/p>\n<p>Durante l\u2019incontro si \u00e8 trattato anche il tema del Rito Ambrosiano. A questo proposito, l\u2019Arcivescovo ha sottolineato che sposare il Rito Ambrosiano \u00e8 un modo di essere dentro la Chiesa in cui si abita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Chiesa dalle genti <\/em><\/strong><\/p>\n<p>La riflessione si \u00e8 poi concentrata sul tema della Vita Consacrata come contributo per costruire la <strong>Chiesa dalle genti<\/strong>. Si constata infatti la provenienza di molte consacrate da altri paesi e altre Chiese, talvolta anche molto distanti.<\/p>\n<p>La Vita Consacrata in se stessa rappresenta questa immagine di una \u201cChiesa dalle genti\u201d, cio\u00e8 di una Chiesa che non \u00e8 uniforme, che non parla soltanto il dialetto milanese, ma porta qui persone abituate ad altre lingue, ad altri costumi, ad un altro modo di essere Chiesa, ad un altro modo di vivere la celebrazione e la preghiera. L\u2019Arcivescovo ha sottolineato come il fenomeno delle migrazioni sia uno dei principi pi\u00f9 importanti del cambiamento della nostra societ\u00e0 e come lo stesso titolo \u201c<em>Chiesa dalle genti<\/em>\u201d traduce il desiderio di costruire la Chiesa secondo il dono dello Spirito.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 il rischio che la presenza di Sorelle e Fratelli che vengono da altre parti del mondo sia funzionale all\u2019opera, cio\u00e8 che sia un aiuto per gli Istituti che hanno bisogno di giovani forze per l\u2019accompagnamento delle loro opere. Si rischia cos\u00ec di non mettere in evidenza il contributo che le persone che vengono da altri paesi possono dare all\u2019edificazione della Chiesa dalle genti.<\/p>\n<p>\u00c8 bene domandarsi in che modo costruiamo la Chiesa dalle genti e quale \u00e8 la Chiesa in cui tutte le genti sentono di essere un\u2019unica Chiesa? Si \u00e8 detto che, se \u00e8 vero come \u00e8 vero che sono stati fatti passi avanti in questa direzione; \u00e8 anche vero che si potrebbe fare meglio con il contributo specifico delle donne e degli uomini che provengono da altri paesi e che ora sono presenti nel nostro territorio.<\/p>\n<p>A questo proposito, l\u2019Arcivescovo ha sottolineato l\u2019importanza della costituzione e cura delle cappellanie etniche. Queste, infatti, pur avendo una struttura organizzativa e una modalit\u00e0 celebrativa proprie, non si pensano come un\u2019isola di un altro paese, ma si trovano a pregare, a celebrare, fare festa e, allo stesso tempo, si inseriscono nelle Parrocchie e nel territorio dove vivono.<\/p>\n<p>Il lavoro del Gruppo Barnaba e poi dell\u2019Assemblea sinodale delle genti ha recensito la ricchezza delle presenze di Decanato per capire come essere missionari in questo territorio. Diventa sempre pi\u00f9 necessario domandarsi come valorizzare il contributo di Sorelle e Fratelli consacrati che vengono da altre parti del mondo. Ciascuno dovrebbe chiedersi: quale \u00e8 il contributo originale che la nostra comunit\u00e0 proveniente dall\u2019Africa o dall\u2019America o dall\u2019Asia pu\u00f2 offrire a questa terra, nello specifico al Decanato, alla Comunit\u00e0 pastorale, alla Parrocchia in cui viviamo?<\/p>\n<p>In guisa di conclusione, l\u2019Arcivescovo ha ripercorso i punti che sono stati al centro dell\u2019incontro e, in particolare, la chiamata a costruire la \u201cChiesa dalle genti\u201d, sottolineando ancora una volta l\u2019importanza del contributo della Vita Consacrata. La presenza di Sorelle e Fratelli provenienti da paesi diversi che si vogliono bene, pregano, litigano, cercano di incontrarsi \u00e8 infatti segno che il Signore ci convoca e ci rende un cuor solo e un\u2019anima sola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lo scorso 5 febbraio 2024, prima della Celebrazione Eucaristica in Duomo in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Vita consacrata, l\u2019Arcivescovo Mario Delpini e il vicario episcopale di settore, monsignor Walter Magni, hanno incontrato nel Salone delle conferenze dell\u2019Arcivescovado una quarantina di responsabili di Istituti, tra cui generali e provinciali. 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