{"id":1025,"date":"2025-09-16T15:17:01","date_gmt":"2025-09-16T13:17:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/vitaconsacrata\/?p=1025"},"modified":"2025-09-18T15:44:09","modified_gmt":"2025-09-18T13:44:09","slug":"la-differenza-che-fa-bella-la-chiesa-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/vitaconsacrata\/news\/la-differenza-che-fa-bella-la-chiesa-2-1025.html","title":{"rendered":"La differenza che fa bella la Chiesa"},"content":{"rendered":"<p>Sabato 13 settembre, presso l\u2019Istituto \u201cMaria Consolatrice\u201d, in via Melchiorre Gioia, \u00e8 stata presentata la proposta formativa 2025-2026 intitolata \u201c<em>La differenza che fa bella la Chiesa.<\/em>\u00a0Milano\/Chiesa dalle genti si confronta con i consacrati e le consacrate che provengono da Chiese lontane\u201d.<\/p>\n<p>&#8220;Il percorso formativo di questo anno porta un titolo provocatorio&#8221;, ha introdotto Mons. Magni, sottolineando quanto stia crescendo la consapevolezza che l\u2019alterit\u00e0 va accolta e approfondita. \u201cMilano trova nella vita consacrata intercontinentale un valore che la rende bella\u201d, ha precisato Mons. Magni spiegando che il percorso intende creare un reale confronto tra la Chiesa di Milano e i Consacrati\/e e presbiteri \u201cin convenzione\u201d che provengono da Chiese lontane.<\/p>\n<p>Durante il momento di presentazione sono intervenuti suor Donatella Zoia, Superiora generale delle \u201cSuore del Preziosissimo Sangue di Ges\u00f9\u201d e don Francesco Airoldi, Delegato Arcivescovile per il clero internazionale.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La differenza che fa bella la Chiesa: Il valore aggiunto della Chiesa dalle genti\" width=\"900\" height=\"506\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dhuHEM66czQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>A partire dall\u2019esperienza della sua Congregazione e dei 17 anni vissuti in Kenya, suor Donatella Zoia ha sottolineato fin da subito che spesso la differenza \u00e8 percepita come un ostacolo, ma \u00e8 sempre pi\u00f9 urgente percorrere cammini interculturali.<\/p>\n<p>\u201cLa Trinit\u00e0 \u00e8 paradigma di relazione e l\u2019Eucaristia \u00e8 chiave di rapporti interpersonali e interculturali\u201d, ha sottolineato suor Donatella spiegando che questo cammino presuppone un desiderio del cuore, una scelta, e una conoscenza approfondita della propria cultura.<\/p>\n<p>La differenza \u00e8 una grande opportunit\u00e0 perch\u00e9 rimanda ciascuno alla sua povert\u00e0, permette di cogliere il nostro essere imperfetti e ricorda a tutti che le cose possono essere diverse da come le abbiamo pensate.<\/p>\n<p>Suor Donatella ha inoltre sottolineato che l\u2019interculturalit\u00e0 \u00e8 un processo e una chiave per rileggere la missione e che tutto questo ha un forte impatto profetico.<\/p>\n<p>Secondo suor Donatella, \u00e8 necessario lasciarsi sfidare e cambiare dagli altri e, soprattutto, \u00e8 necessario credere all\u2019opera dello Spirito Santo che ci permette di superare le difficolt\u00e0 e diventare compagni di viaggio. Tutto questo passa attraverso la cura del linguaggio, l\u2019arte di tessere amicizie sincere e di imparare dagli altri, scoprendo anche la saggezza dell\u2019ignoranza.<\/p>\n<p>Suor Donatella ha concluso invitando a \u201cmanifestare l&#8217;armonia dello Spirito nella rete di relazioni che \u00e8 la Chiesa\u201d. Per questo \u00e8 necessario un cammino che tocchi la vita concreta e coinvolga le comunit\u00e0, le parrocchie, le congregazioni e la Diocesi. \u201cTutto questo\u201d, ha affermato suor Donatella, \u201cfar\u00e0 bella la Chiesa e dar\u00e0 generativit\u00e0 ai carismi\u201d.<\/p>\n<p>Nella sua relazione intitolata \u201c<em>Preti d\u2019altrove<\/em>\u201d, don Francesco ha presentato le speranze e i timori di fronte a questa proposta, e ha fornito dati precisi circa la presenza di presbiteri internazionali in Diocesi.<\/p>\n<p>Secondo don Francesco, la situazione attuale obbliga ad un discernimento attento rispetto alla disponibilit\u00e0 reale delle parrocchie che accolgono i preti in convenzione. Nel suo intervento ha inoltre precisato come i pochi presbiteri fidei donum non trovano ancora uno spazio adeguato nelle comunit\u00e0 che li accolgono.<\/p>\n<p>Nel concludere, don Francesco ha sottolineato la necessit\u00e0 di abitare seriamente una domanda: \u201cCosa posso imparare dall&#8217;altro? L\u2019ascolto di presbiteri provenienti da realt\u00e0 diverse dalla nostra dovrebbe interrogarci maggiormente e pu\u00f2 diventare una vera opportunit\u00e0 di integrazione\u201d, ha affermato don Francesco sottolineando come \u201ci presbiteri e le consacrate internazionali possono essere vettore per una maggiore integrazione degli stranieri nelle nostre comunit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>Gli interventi di suor Donatella e don Franco hanno introdotto i presenti in un vivace dibattito sulle opportunit\u00e0 e sfide attualmente presenti in questo ambito.<\/p>\n<p>Per concludere, Mons. Stercal, Direttore Centro Spiritualit\u00e0 FTIS, ha presentato le cinque tappe del cammino con un\u2019attenzione, in particolare, ai principi che lo animano.<\/p>\n<p>Prende cos\u00ec inizio un cammino formativo che vorrebbe favorire il passaggio\u00a0 da un\u2019ottica di \u201cinserimento\u201d a una di incontro e condivisione, allargando il respiro a un orizzonte di totalit\u00e0 che coinvolga anche i laici. La vita consacrata \u00e8 infatti un dono per tutti e qualunque passo si faccia, questo \u00e8 per tutti e riguarda tutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sabato 13 settembre, presso l\u2019Istituto \u201cMaria Consolatrice\u201d, in via Melchiorre Gioia, \u00e8 stata presentata la proposta formativa 2025-2026 intitolata \u201cLa differenza che fa bella la Chiesa.\u00a0Milano\/Chiesa dalle genti si confronta con i consacrati e le consacrate che provengono da Chiese lontane\u201d. &#8220;Il percorso formativo di questo anno porta un titolo provocatorio&#8221;, ha introdotto Mons. 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