{"id":9915,"date":"2024-03-15T12:44:23","date_gmt":"2024-03-15T11:43:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/?p=9915"},"modified":"2024-03-15T12:44:23","modified_gmt":"2024-03-15T11:44:23","slug":"giornata-nazionale-dei-disturbi-del-comportamento-alimentare-larcivescovo-preoccupato-per-la-sofferenza-silenziosa-di-tanti-giovani-desideriamo-dire-ai-ragazzi-che-ciascuno-e-amabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/comunicati-stampa\/giornata-nazionale-dei-disturbi-del-comportamento-alimentare-larcivescovo-preoccupato-per-la-sofferenza-silenziosa-di-tanti-giovani-desideriamo-dire-ai-ragazzi-che-ciascuno-e-amabile-9915.html","title":{"rendered":"Giornata nazionale dei Disturbi del Comportamento Alimentare, l\u2019Arcivescovo: \u00abPreoccupato per la sofferenza silenziosa di tanti giovani. Desideriamo dire ai ragazzi che ciascuno \u00e8 amabile cos\u00ec com\u2019\u00e8\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Milano, 15 marzo\u00a02024<\/em> \u2013 Si \u00e8 da poco concluso l\u2019incontro dell\u2019Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, con gli studenti del Collegio San Carlo di Milano nella Giornata nazionale dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA). Un\u2019iniziativa promossa dalla Diocesi attraverso la Fondazione Oratori Milanesi (FOM) in collaborazione con Auxologico e con lo stesso Collegio San Carlo, per lavorare sulla prevenzione di patologie sempre pi\u00f9 diffuse tra adolescenti e preadolescenti (maschi e femmine) con la presentazione di un percorso formativo online a disposizione di educatori, societ\u00e0 sportive e associazioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">All\u2019evento sono intervenuti anche l\u2019assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso, il presidente di Auxologico, Mario Colombo, ed esperti del Centro DCA e del Servizio di Psicologia Clinica di Auxologico: lo psichiatra Leonardo Mendolicchio, lo psicologo Gianluca Castelnuovo, l\u2019endocrinologo Leila Danesi. Infine, hanno portato la loro testimonianza Martina Colombari, attrice e conduttrice televisiva, e Viola Sella, ginnasta di punta della nazionale italiana di ritmica che sar\u00e0 tra le protagoniste del Circuito della World Cup 2024.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il percorso formativo, elaborato in collaborazione con Auxologico, dal titolo \u201cCome ti nutri?\u201d, disponibile da oggi sulla piattaforma online della FOM (<a href=\"http:\/\/www.oramiformo.it\/\">www.oramiformo.it<\/a>), si propone di aiutare gli educatori a riconoscere i sintomi che conducono ai disturbi del comportamento alimentare, anche quelli meno noti come l\u2019ARFID (Avoidant\/Restrictive Food Intake Disorder), l\u2019ortoressia o la vigoressia. Il percorso si concentra sull&#8217;importanza dell&#8217;educazione alimentare per promuovere scelte sane e prevenire i disturbi. Offre uno sguardo di carattere culturale e sociale e di sostenibilit\u00e0 legato alle scelte del cibo e competenze per definire il ruolo dell&#8217;educatore e della comunit\u00e0. Il compito essenziale di un educatore potr\u00e0 consistere nel riconoscere, prevenire e gestire tali situazioni, intervenendo nella comunicazione efficace con i minori e favorendo la collaborazione tra famiglia, scuola, sanit\u00e0, oratorio, sport.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abSono preoccupato per la sofferenza lancinante e silenziosa di tanti ragazzi e ragazze &#8211; dichiara l\u2019Arcivescovo -: un dolore interiore, che invade e imprigiona il corpo, privandolo di gioia, di speranza e infine anche della vita.\u00a0 La Chiesa naturalmente non \u00e8 una comunit\u00e0 terapeutica ma siamo qui per dire che, in particolare attraverso la Fondazione Oratori Milanesi, abbiamo una preoccupazione educativa, desideriamo prenderci cura di questa situazione e dire ai ragazzi che ciascuno \u00e8 amabile cos\u00ec com\u2019\u00e8, che non ha bisogno di assomigliare ad altri, \u00e8 che \u00e8 capace di amare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abIl disagio giovanile \u00e8 per noi una priorit\u00e0 assoluta \u2013 spiega Guido Bertolaso -. In particolare i disturbi alimentari e il disagio mentale sono un&#8217;emergenza silenziosa, esplosa dopo il Covid, e la dobbiamo affrontare usando gli strumenti propri delle emergenze. Quindi pi\u00f9 stanziamenti (e Regione Lombardia solo per quest&#8217;anno stanzia 6 milioni di euro), reparti specializzati, un lavoro sul territorio molto capillare insieme a scuole, associazioni, centri sportivi e soprattutto con le famiglie per potenziare la prevenzione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abI disturbi del comportamento alimentare rappresentano non solo una sfida per la ricerca scientifica e per l\u2019intervento clinico, ma anche un ambito dove misurare l\u2019efficienza e l\u2019efficacia di risposta della nostra organizzazione sanitaria in uno con la sensibilit\u00e0 del nostro sistema educativo\u00bb,\u00a0afferma Mario Colombo. \u00abLa tempestivit\u00e0 con la quale viene riconosciuto nell\u2019adolescente e nel giovane il disagio che potrebbe determinare il disturbo del comportamento alimentare \u00e8 fattore di successo per sua prevenzione e cura\u00bb, continua Colombo,\u00a0spiegando il senso della collaborazione con la FOM, \u00abrivolta a creare consapevolezza su questo fenomeno, in crescita esponenziale, e aiutare gli educatori e le famiglie nel rivolgersi, senza paura ed indugi, a centri specialistici. Ogni anno i DCA causano 4.000 morti tra i nostri giovani: un segno che deve spronarci a fare ancora di pi\u00f9 e in stretta sinergia, istituzioni, strutture sanitarie, educatori, famiglie e mass media\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abLa situazione dei DCA in Italia \u00e8 abbastanza in stallo\u00bb, spiega Leonardo Mendolicchio, \u00abnel senso che ormai i servizi presenti sul territorio hanno messo in campo tutte le risorse possibili su una popolazione che aumenta sempre di pi\u00f9 dal punto di vista degli indici epidemiologici. Questo ha gi\u00e0 prodotto una saturazione del sistema che fa fatica a dare risposte rapide e capillari sul territorio. In un contesto come questo la prevenzione \u00e8 fondamentale, occorre ridurre il numero delle persone che si ammalano e in questo senso fare attivit\u00e0 di formazione agli allenatori e agli insegnanti, ovvero agli educatori principali, \u00e8 fondamentale in quanto possiamo ridurre l\u2019impatto di alcuni fattori di rischio o fare una prevenzione secondaria accelerando i tempi di diagnosi e di presa in carico. Tutto ci\u00f2 \u00e8 quanto sta accadendo con il grosso impegno di Auxologico nelle scuole milanesi e nel territorio lombardo: questo crea una sensibilizzazione che si traduce in un rapporto molto stretto tra il mondo della sanit\u00e0 e il mondo dove i ragazzi vivono una parte importante della loro giornata, ovvero le scuole\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abI social media funzionano come un grande specchio sociale\u00bb, dice Martina Colombari, \u00abche raddoppia la questione, sempre problematica, che una donna soprattutto si trova ad affrontare con la propria immagine riflessa. In particolare essi propongono spesso un ideale di perfezione femminile, dato dal connubio magrezza\/bellezza che in soggetti fragili pu\u00f2 favorire l\u2019insorgere di un sintomo alimentare come identificazione possibile ad un\u2019insegna femminile sempre un po\u2019 fragile.\u00a0 Non dobbiamo per\u00f2 confondere la portata sociale di un sintomo con la dimensione individuale dello stesso. Se da un lato la societ\u00e0 capitalistica in cui viviamo concorre alla proliferazione di sintomi alimentari, cosiddetti alla moda, dall\u2019altro non bisogna dimenticare la dimensione soggettiva di ogni sofferenza. I giovani hanno bisogno di essere ascoltati e visti nella loro singolarit\u00e0 che nessuna immagine ideale pu\u00f2 rappresentare. Un disturbo alimentare nella sua forma meno grave dal punto di vista strutturale \u00e8 sempre un appello paradossale all\u2019altro: \u201cse sparisco mi vedi? Puoi perdermi?\u201d Si tratta in questi casi di una domanda, certamente problematica, d\u2019amore. Il consiglio che possiamo dare ai giovani \u00e8 di ascoltarsi, di parlarsi, di parlare delle loro difficolt\u00e0. E di fare un buon uso dei social. Farne un buon uso significa saper giocare con il virtuale senza confonderne il piano con la realt\u00e0, fatta di figure umane la cui imperfezione sottolinea al tempo stesso l\u2019unicit\u00e0 di ciascuno\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/files\/2024\/03\/Foto-incontro-Collegio-San-Carlo.jpeg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scarica<\/a> una foto dell&#8217;incontro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Stefano Femminis<br \/>\n<em>Responsabile Ufficio Comunicazioni sociali<br \/>\nArcidiocesi di Milano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Milano, 15 marzo\u00a02024 \u2013 Si \u00e8 da poco concluso l\u2019incontro dell\u2019Arcivescovo di Milano, mons. 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