{"id":6370,"date":"2021-11-18T00:00:00","date_gmt":"2021-11-18T13:05:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/?p=6370"},"modified":"2021-11-18T14:06:08","modified_gmt":"2021-11-18T13:06:08","slug":"monsignor-delpini-contrastare-la-tendenza-della-finanza-a-diventare-idolo-la-politica-ritrovi-priorita-e-sveli-linganno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/comunicati-stampa\/monsignor-delpini-contrastare-la-tendenza-della-finanza-a-diventare-idolo-la-politica-ritrovi-priorita-e-sveli-linganno-6370.html","title":{"rendered":"Monsignor Delpini: \u201ccontrastare la tendenza della finanza a diventare idolo la politica ritrovi priorit\u00e0 e sveli l\u2019inganno\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Milano 18 novembre 2021 &#8211; Una finanza dove il denaro non \u00e8 un fine bens\u00ec uno strumento in grado di promuovere coesione sociale, bene comune, sviluppo sostenibile. \u00c8 la via da percorrere per immaginare \u00abun modo diverso di abitare la terra\u00bb. E soprattutto per arginare quelle \u00abasimmetrie\u00bb che la crisi economica, prima, la pandemia, poi, hanno contribuito ad aumentare. \u00c8 uno dei messaggi forti emersi dal dialogo tra l\u2019Arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini e il direttore della sede di Milano di Banca d\u2019Italia Giorgio Gobbi intervenuti gioved\u00ec 18 novembre, nell\u2019ambito di BookCity, alla presentazione del libro <a href=\"https:\/\/chiesadimilano.musvc2.net\/e\/t?q=0%3dGYNeLa%268%3dX%264%3dUSa%265%3dcMg%26A%3dBFQ6M_Dxit_O8_8uow_H0_Dxit_NCCQI.SyNwB690Py9DL.yN_Dxit_NC974Bt5-195I7_Ogwl_Yv98B45-xBs7wI28q5wC_Dxit_NCsL1AyNA-B-89EM5HE8rC8F05-ELsCwIu-cSeNbOaIXPbOd-OdPcUZ.xN9I%26t%3dGGPB7N.KuN%265P%3dHXP&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\">\u201cCredito e responsabilit\u00e0 sociale\u201d<\/a>, curato dalla preside di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative Elena Beccalli e pubblicato dalla casa editrice <a href=\"https:\/\/chiesadimilano.musvc2.net\/e\/t?q=5%3d4UJZ9W%264%3dS%26q%3dQOV%26r%3dYIb%26x%3d8B3d1sLsI_0sVp_K3_uqkr_56_0sVp_J8zME.NlJs7s56Kl50G.lJ_0sVp_J8%26g%3dCCKy3J.FhJ%261K%3d5TL&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\">\u201cVita e Pensiero\u201d<\/a>.<\/p>\n<p>\u00abIl denaro, come la parola, \u00e8 uno strumento di relazione, quando viene scambiato per un fine, assume le sembianze di un idolo e il sistema finanziario che lo adora diventa un gigante ammalato che divora tutto e rende i poveri pi\u00f9 poveri\u00bb, ha detto mons. Delpini, sollecitato dalle domande del giornalista del Corriere della sera Nicola Saldutti, che ha moderato il dibattito. Un incontro che rappresenta un nuovo, ulteriore tassello del percorso di dialogo con la comunit\u00e0 finanziaria voluto nell\u2019ottobre 2019 proprio dall\u2019Arcivescovo di Milano con l\u2019obiettivo di riflettere sul futuro della finanza.<\/p>\n<p>\u00abLa lettura critica della vicenda contemporanea mette in evidenza il corrompersi delle relazioni stabilite con il denaro \u2013 ha osservato mons. Delpini -. L\u2019asimmetria tra chi ha il denaro e di chi ha bisogno del denaro pu\u00f2 sviluppare dinamiche perverse\u00bb. Tra le alternative proposte dall\u2019Arcivescovo per \u00abcontrastare l\u2019idolatria\u00bb del denaro: l\u2019invettiva dei profeti, ovvero persone che denunciano le \u00abmalefatte\u00bb del sistema idolatrico; l\u2019intraprendenza popolare, con il recupero della \u00abfunzione relazionale\u00bb; una politica animata dalla \u00abfiducia\u00bb e dalla \u00abdeterminazione\u00bb.<\/p>\n<p>A tale riguardo l\u2019Arcivescovo ha sollecitato la politica, a \u00abriconoscere la propria priorit\u00e0 per convincere i sacerdoti dell\u2019idolo a riconoscere il loro inganno\u00bb.<br \/>\n\u00abIl nemico non \u00e8 la finanza, ma l\u2019idolatria del denaro \u2013 ha precisato mons. Delpini -. Si pu\u00f2 stare dentro il mondo finanziario perseguendo il bene comune\u00bb.<\/p>\n<p>Una via condivisa anche da Elena Beccalli. \u00abQuando si parla di intermediazione bancaria e finanziaria si fa riferimento a un\u2019attivit\u00e0 basata sulla fiducia. Del resto, \u00e8 la stessa etimologia del termine \u201ccredito\u201d a ricordare che \u201cfare credito\u201d a qualcuno significa fidarsi di lui\u00bb. Tuttavia, nell\u2019attuale contesto imprese e istituzioni \u00absperimentano bassi livelli di fiducia\u00bb. Di qui la necessit\u00e0 di recuperare quel concetto inteso in termini di \u00abtutela\u00bb.<\/p>\n<p>Infatti, ha aggiunto la preside, \u00abla domanda che i manager dovrebbero porsi \u00e8: \u201cDovrebbe esistere?\u201d. Chiedersi se una tecnologia, un prodotto o un servizio debba esistere per il bene della societ\u00e0 \u00e8 il punto di partenza per il modello della tutela sociale\u00bb. Una domanda strettamente legata alla sostenibilit\u00e0, difficilmente sintetizzabile in \u00abun indice\u00bb o \u00abun report ESG\u00bb. Essa piuttosto rimanda a questioni di \u00abetica intergenerazionale\u00bb e di \u00abpolitiche da adottare affinch\u00e9 la transizione ecologica, con i suoi inevitabili costi, non vada ad alimentare ulteriori disuguaglianze\u00bb.<\/p>\n<p>Ma il denaro \u00e8 una medaglia dal doppio volto. L\u2019avvertimento di Giorgio Gobbi \u00e8 evitare che il credito da \u00abstrumento di crescita economica e sviluppo sociale\u00bb, possa \u00abtrasformarsi in un vincolo soffocante degli individui e delle comunit\u00e0\u00bb. L\u2019aspetto della responsabilit\u00e0 sociale torna forte. \u00abUn\u2019impresa che assume un livello eccessivo di indebitamento facendo leva sulla responsabilit\u00e0 limitata pone un danno potenziale alla collettivit\u00e0\u00bb, ha detto Gobbi.<\/p>\n<p>\u00abLa responsabilit\u00e0 si estende anche agli individui sebbene in una forma collettiva: una societ\u00e0 che s\u2019indebita per ridurre le differenze nei consumi anzich\u00e9 incidere sulle diseguaglianze dei redditi si pu\u00f2 dire che faccia un uso irresponsabile del debito. La crisi dei mutui sub-prime negli Stati Uniti all\u2019inizio di questo secolo ne \u00e8 un esempio molto istruttivo\u00bb.<\/p>\n<p>Contro il pericolo di altre crisi del debito, sono due, a detta di Gobbi, le condizioni prioritarie: \u00abRinsaldare la coesione sociale soprattutto tra le generazioni, ossia evitare che gli adulti di oggi spostino le scelte difficili su quelli di domani; lavorare affinch\u00e9 non sia necessario aumentare ancora il debito per far fronte ai danni adesso ancora evitabili quali la distruzione dell\u2019ambiente\u00bb.<\/p>\n<p align=\"right\">Stefano Femminis<br \/>\n<em>Responsabile Ufficio Comunicazioni sociali <\/em><br \/>\n<em>Arcidiocesi di Milano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Milano 18 novembre 2021 &#8211; Una finanza dove il denaro non \u00e8 un fine bens\u00ec uno strumento in grado di promuovere coesione sociale, bene comune, sviluppo sostenibile. \u00c8 la via da percorrere per immaginare \u00abun modo diverso di abitare la terra\u00bb. 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