{"id":1752,"date":"2012-01-28T12:25:00","date_gmt":"2012-01-28T11:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/production-cdm.glauco.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/senza-categoria\/scola-e-la-speranza-la-chiaveper-uscire-dalla-crisi-1752.html\/"},"modified":"2012-01-28T12:25:00","modified_gmt":"2012-01-28T11:25:00","slug":"scola-e-la-speranza-la-chiaveper-uscire-dalla-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/senza-categoria\/scola-e-la-speranza-la-chiaveper-uscire-dalla-crisi-1752.html","title":{"rendered":"Scola: \u00ab\u00c8 la speranza la chiave<br>per uscire dalla crisi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\tResponsabilit\u00e0 e verit\u00e0. Crisi e speranza. Sono state queste le parole chiave del dialogo tra il cardinal Angelo Scola e il direttore de \u201cIl Sole 24 ore\u201d Roberto Napoletano, che si \u00e8 tenuto stamattina presso l\u2019Istituto dei ciechi di Milano in occasione della tradizionale festa del patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales.<br \/>\tSul tema della \u201cverit\u00e0\u201d il cardinale ha aperto il suo intervento, con tre bellissime e attualissime citazioni proprio da Francesco di Sales, ricordando che il santo, vescovo di Ginevra in \u201cesilio\u201d ad Annecy in seguito all\u2019avvento della Riforma Protestante, \u00e8 stato scelto come patrono della categoria per l\u2019efficace invenzione dei \u201cmanifesti\u201d, fogli di informazione per i fedeli che lui stesso redigeva e recapitava capillarmente di porta in porta. Embrioni della moderna comunicazione di massa.<br \/>\tScrive il San Francesco di Sales nella sua opera \u201cFilotea\u201d: \u00abQuando parlo del prossimo, la mia bocca nel servirsi della lingua \u00e8 da paragonarsi al chirurgo che maneggia il bisturi in un intervento delicato tra nervi e tendini: il colpo che vibro deve essere esattissimo nel non esprimere n\u00e9 di pi\u00f9 n\u00e9 di meno della verit\u00e0\u00bb. E ancora: \u00abIl tuo modo di parlare sia pacato, schietto, sincero, senza fronzoli, semplice e veritiero. Tieniti lontano dalla doppiezza, dall&#8217;astuzia e dalle finzioni. \u00c8 vero che non tutte le verit\u00e0 devono sempre essere dette; ma per nessun motivo \u00e8 lecito andare contro la verit\u00e0\u00bb. E infine: \u00abBisogna sempre dare l\u2019interpretazione pi\u00f9 benevola del fatto. Se un\u2019azione avesse cento aspetti, tu ferma sempre la tua attenzione al pi\u00f9 bello.&nbsp; L\u2019uomo giusto, quando non pu\u00f2 scusare n\u00e9 il fatto n\u00e9 l\u2019intenzione di chi sa per altre vie essere uomo per bene, rifiuta di giudicare, se lo toglie dallo spirito, lascia a Dio solo la sentenza. Quando non ci \u00e8 possibile scusare il peccato, rendiamolo almeno degno di compassione, attribuendolo alla causa pi\u00f9 comprensibile che si possa pensare, quali l\u2019ignoranza e la debolezza\u00bb.<br \/>\tProprio in nome di questa verit\u00e0, che non travalica mai i suoi confini diventando giudizio, Scola ha richiamato la necessit\u00e0, per i giornalisti, di prendere i fatti con la dovuta distanza critica: \u00abNon dobbiamo mai dimenticare che ci sono sempre un \u201cprima\u201d e un \u201coltre\u201d rispetto all\u2019avvenimento. Bisogna guardarsi da due grossi nemici: la falsa oggettivit\u00e0 e la verosimiglianza\u00bb. La prima ci d\u00e0 l\u2019illusione di poter parlare a prescindere dai nostri pregiudizi, quando invece, sottolinea il cardinal Scola, \u00abil pre-giudizio \u00e8 inevitabile, quello che conta \u00e8 come questo viene enunciato e vissuto. Il segreto \u00e8 smarcarsi, dichiarando subito da quale punto di vista si parte\u00bb.<br \/>\tLa verosimiglianza, invece, \u00e8 quell\u2019abbaglio per cui prendiamo per vero ci\u00f2 che lo sembra soltanto. E qui il cardinal Scola si \u00e8 concesso qualche battuta, che ha suscitato l\u2019ilarit\u00e0 della platea, circa la sua amicizia con Formigoni (lecchese come lui) e la sua vicinanza al movimento Comunione e liberazione. Questioni da sempre al centro dell\u2019attenzione di molti media, pi\u00f9 che mai dopo il suo arrivo a Milano: \u00abDa pi\u00f9 di vent\u2019anni, cio\u00e8 da quando sono Vescovo, non ho pi\u00f9 avuto nulla a che fare con la dirigenza del movimento. Ma vallo a spiegare ai giornalisti che non conosco nessuno dei militanti che abbia meno di sessant\u2019anni\u00bb, ha detto il cardinale. E quanto all\u2019amicizia con Formigoni, ha liquidato l\u2019argomento confessando di incontrarlo \u00abs\u00ec e no una volta all\u2019anno\u00bb.<br \/>\tBattute che danno l\u2019idea del clima di cordialit\u00e0 reciproca in cui si \u00e8 svolto l\u2019incontro. Tanto che Scola si \u00e8 anche preso la libert\u00e0 di rimproverare scherzosamente i giornalisti e la loro tendenza a \u201ctravisare\u201d le notizie a proprio vantaggio, prendendo spunto da quanto il cardinal Martini ha scritto sull\u2019argomento nel suo recente libro \u201cIl Vescovo\u201d.<br \/>\tLa responsabilit\u00e0 che grava sui professionisti della comunicazione \u00e8 stata al centro anche dell\u2019intervento di Napoletano, che innanzi tutto ha voluto ricordare quella che si \u00e8 assunto in prima persona come direttore del principale quotidiano economico nazionale. Un giornale che si \u00e8 sempre distinto per la sua vocazione \u00abad assicurare un racconto il pi\u00f9 possibile veritiero del Paese\u00bb, occupandosi di una materia per molti ostica come l\u2019economia sempre con uno sforzo divulgativo. Ma secondo direttore del \u201cSole\u201d la responsabilit\u00e0 \u00e8 richiesta in ogni professione, non solo in quella giornalistica. In primis \u00e8 richiesta di questi tempi ai nostri governanti: \u00abNell\u2019emergenza cos\u00ec dura che ha vissuto l\u2019Italia nei giorni della formazione del Governo Monti il \u201cSole\u201d si \u00e8 permesso di dire che era necessaria una prova di responsabilit\u00e0 della classe politica in nome della causa italiana\u00bb, ha detto Napoletano.<br \/>\tDa qui la domanda che il direttore ha rivolto in forma diretta all\u2019Arcivescovo: \u00abIn questa fase di crisi acuta non tutte le categorie pagano lo stesso prezzo. Quali devono essere le priorit\u00e0 del Paese?\u00bb. Il cardinale Scola ha individuato nella speranza la chiave per uscire da questo momento difficile, insistendo particolarmente sulla sua dimensione sociale di questa speranza: \u00abCome possiamo ogni mattina trovare la forza per uscire dalle nebbie del sonno e ripartire? \u00c8 possibile solo riusciamo a lasciare l\u2019inconscio notturno, popolato di angosce passate e di preoccupazioni per gli impegni che ci attendono, per far riaffiorare alla coscienza il fondo del nostro \u201cio\u201d e guardare al futuro, a quello che di buono la giornata ci pu\u00f2 riservare\u00bb.<br \/>\tMa, mette in guardia l\u2019Arcivescvo, la speranza non \u00e8 solo un piccolo sguardo in avanti. Come ha sottolineato il Papa nella sua enciclica \u201cSpe salvi\u201d, abbiamo la necessit\u00e0 di una \u201csperanza affidabile\u201d. Che tradotto in parole pi\u00f9 semplici significa \u00abavere qualcuno con il quale possiamo essere spudoratamente noi stessi\u00bb. Eccoci arrivati alla dimensione sociale: \u00abLa speranza \u201caffidabile\u201d presuppone sempre che si parli dell\u2019io come \u201cio-in-relazione\u201d. L\u2019altro \u00e8 una dimensione interna all\u2019io. Noi nasciamo all\u2019interno di una relazione. Tanto \u00e8 vero che nessuno potr\u00e0 mai auto-generarsi\u00bb.<br \/>\t\u00c8 in quest\u2019ottica che vanno inquadrate tutte le domande spinose che questo tempo di crisi pone nelle mani dei giornalisti. Quesiti che i presenti hanno esplicitamente rivolto all\u2019Arcivescovo, a partire dal direttore Napoletano, che lo ha sollecitato ad esporre la sua opinione in particolare sul dramma dei giovani senza futuro lavorativo e dei cinquantenni che perdono il posto.<br \/>\tPremettendo che non \u00e8 compito della Chiesa prendere una posizione specifica sugli avvenimenti, quanto piuttosto annunciare la centralit\u00e0 di Dio&nbsp; ella vita degli uomini, Scola ha esortato i nostri governanti ad avere il coraggio di grandi cambiamenti a favore dei giovani , perch\u00e9 non siano privati delle opportunit\u00e0 cui hanno diritto: \u00abAi giovani dico sempre: diffidate di chi vi dice che siete il futuro del Paese, perch\u00e9 per diventare il futuro prima dovete essere il presente\u00bb, ha sottolineato Scola, raccontando anche dei giovani ricercatori, molti dei quali italiani, incontrati di recente durante una visita al Cern di Ginevra. Il cardinale Scola ha anche sottolineato la centralit\u00e0 dell\u2019istruzione nella costruzione del futuro dei nostri ragazzi: \u00abSo che si tratta di un tema controverso, ma voglio ribadire ancora il mio essere a favore della scuola libera. E dico \u201clibera\u201d e non \u201cprivata\u201d, perch\u00e9 la scuola non pu\u00f2 mai essere una cosa privata\u00bb.<br \/>\tE sul dramma di chi si ritrova senza lavoro a met\u00e0 della propria carriera, ancora lontano dall\u2019et\u00e0 della pensione, l\u2019Arcivescovo ha detto: \u00ab\u00c8 un problema che ho toccato con mano nella mia vicinanza agli operai di Marghera. Come era solito sottolineare il mio predecessore, il cardinale Tettamanzi, dico che tutti noi fedeli dobbiamo rimboccarci le maniche per sostenere queste situazioni\u00bb. Ma il cardinale ha anche sottolineato che i guai nostrani non devono essere la scusa per far calare l\u2019attenzione sui drammi, spesso ancora pi\u00f9 terribili, che si vivono in altre parti del mondo.<br \/>\tUn argomento, questo, che conduce a un altro dei temi forti trattati durante il dibattito: la difficolt\u00e0 del giornalista di selezionare cosa deve di diventare notizia e cosa no. Il rischio \u00e8 quello che tutti abbiamo sott\u2019occhio, che la brutta notizia, \u201cil patologico\u201d, abbia la meglio sul \u201cfisiologico\u201d, cio\u00e8 sulle buone notizie. Cosa ci dice la Chiesa in proposito, si \u00e8 domandato uno dei professionisti presenti. La risposta, secondo l\u2019Arcivescovo, sta ancora nella capacit\u00e0 di uno sguardo distaccato sulle circostanze: \u00abCi sono fattori in campo che non sono riconducibili solo a ci\u00f2 che appare\u00bb, ha risposto Scola, richiamando ancora una volta a uno dei temi portanti del suo intervento: la centralit\u00e0 della verit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Responsabilit\u00e0 e verit\u00e0. Crisi e speranza. Sono state queste le parole chiave del dialogo tra il cardinal Angelo Scola e il direttore de \u201cIl Sole 24 ore\u201d Roberto Napoletano, che si \u00e8 tenuto stamattina presso l\u2019Istituto dei ciechi di Milano in occasione della tradizionale festa del patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales. 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