{"id":1750,"date":"2011-06-20T09:47:00","date_gmt":"2011-06-20T07:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/production-cdm.glauco.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/senza-categoria\/il-nuovo-che-avanza-1750.html\/"},"modified":"2011-06-20T09:47:00","modified_gmt":"2011-06-20T07:47:00","slug":"il-nuovo-che-avanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/news-per-home\/il-nuovo-che-avanza-1750.html","title":{"rendered":"Il nuovo che avanza"},"content":{"rendered":"<p>\t<b>Premessa.<br \/>\t<\/b>In<b> <\/b>questo inizio d&#8217;anno tre notizie mi sono parse particolarmente significative per il tema che stiamo trattando.<\/p>\n<p>\tLa produzione e messa in vendita di un lap top a 100$ destinato ad essere venduto e diffuso nei paesi pi\u00f9 poveri del mondo per consentire anche in quelle realt\u00e0 la possibilit\u00e0 di entrare nella rete e con essa nella comunicazione a livello globale.<\/p>\n<p>\tL&#8217;accordo tra il Ministro delle Comunicazioni ed il Ministro della Difesa per la messa a disposizione delle frequenze necessarie allo sviluppo della rete Wi Max: una nuova tecnologia che consentir\u00e0, cos\u00ec \u00e8 l&#8217;auspicio del governo, di estendere la banda larga in mobilit\u00e0 a tutto il paese entro i prossimi 5 anni.<\/p>\n<p>\tL&#8217;uscita nelle sale italiane di &quot;Apocalypto&quot; il nuovo film di Mel Gibson senza alcuna limitazione ai minori, nonostante la violenza di molte immagini, diversamente da quanto \u00e8 stato fatto in altri Paesi.<\/p>\n<p>\tQueste tre notizie sono emblematiche degli scenari che si prefigurano e dei temi centrali che il mondo della comunicazione pone alla nostra attenzione.<\/p>\n<p>\tLa prima notizia ci riporta al tema dell&#8217;ulteriore estensione dei confini della rete e del superamento del digital o technological divide in modo da includere in questo processo di sviluppo, di innovazione e di conoscenza strati sempre pi\u00f9 ampi della popolazione, superando differenze geografiche, economiche, sociali e di et\u00e0.<\/p>\n<p>\tLa seconda notizia ci ricorda come la prospettiva che ci attende, in tempi sempre pi\u00f9 brevi, sia quella di collegamenti sempre pi\u00f9 rapidi, in ogni momento ed in ogni luogo e di un&#8217;interattivit\u00e0 crescente: sono in corso i primi esperimenti di televisione on demand via internet.<\/p>\n<p>\tLa terza notizia ci riporta con sconcerto al tema antico e sempre attuale di quali confini etici devono presidiare le scelte dei produttori, dei programmisti, degli ascoltatori, quale responsabilit\u00e0 deve essere assunta da tutti noi, soprattutto quando \u00e8 in discussione il diritto inviolabile alla dignit\u00e0 umana e dei minori in particolare. Spiace anche vedere che la questione sia emersa polemicamente solo per il film di M. Gibbson, un regista sempre molto discusso, ma che sotto silenzio sono passate analoghe decisioni di non vietare ai minori di 18 anni film esclusivamente basati sulla violenza pi\u00f9 gratuita come ad esempio Non aprite quella porta o videogiochi per le playstation ancora pi\u00f9 pericolosi.<\/p>\n<p>\tSe il progresso della tecnologia abolisce o riduce le distanze, se ci\u00f2 che accade in luoghi lontani ci \u00e8 noto quasi in tempo reale, ci\u00f2 trasforma anche il nostro rapporto con il mondo vicino, con il nostro quotidiano, con lo stesso spazio domestico, con lo steso tessuto famigliare. Ci indigniamo, giustamente, per ci\u00f2 che accade all&#8217;altro capo del mondo e magari ignoriamo il dramma che coinvolge il nostro vicino di casa: un&#8217;ottica ribaltata che l&#8217;umanit\u00e0 ha messo a fuoco gradualmente. Gi\u00e0 dal tempo dell&#8217;invenzione del telegrafo si posero alcuni problemi i cui interrogativi sono vivi anche oggi. Il fascino del tutto e subito, la ricerca del maggior numero di informazioni in tempo reale, il desiderio di vedere la realt\u00e0 in diretta esercitano effetti positivi, sulla diffusione delle idee, sullo sviluppo delle conoscenze, sul fare uscire dall&#8217;ombra situazioni insopportabili per l&#8217;umanit\u00e0, sullo sviluppo della democrazia. Non \u00e8 un caso che alcuni paesi, come ad esempio la Birmania o Myanmar, come l\u2019hanno ribattezzata i generali, dove governano dittature, l&#8217;uso di internet e persino del telefono siano di fatto vietati. Ma la rapidit\u00e0 della conoscenza, la bulimia delle notizie, la vita in diretta indeboliscono quel filtro che \u00e8 necessario per decodificare la realt\u00e0, per meglio comprenderla, per assumere un giudizio critico, semplicemente per farsi un&#8217;opinione.<\/p>\n<p>\tUna persona attiva che cerca di essere informata ormai si alza ascoltando la radio, apre il telefonino e vi trova le ultime notizie, arriva in ufficio e cerca aggiornamenti di quanto ha appreso, su internet, o leggendo giornali o riviste, ripercorre questo filo anche pi\u00f9 volte nella giornata e normalmente conclude la giornata con la televisione. Pluralit\u00e0 di mezzi, immediatezza, quantit\u00e0 di stimoli, rapidit\u00e0 di decisione, sempre meno tempo per la riflessione.<\/p>\n<p>\tSe questo riguarda il mondo degli adulti ancora pi\u00f9 forte \u00e8 l&#8217;influsso sul mondo dei bambini. Se guardiamo l&#8217;agenda dei nostri bambini ci pare a volte pi\u00f9 piena di quella di un manager ed anche la scuola ha seguito questo ritmo. Basti pensare al passaggio dalla maestra unica alla pluralit\u00e0 di insegnanti che popolano le giornate dei nostri bambini. Eppure dentro questa agenda ricca molto \u00e8 ancora il tempo dedicato allo schermo. Bambini cresciuti con la televisione ed ora con screen media ossia con computer e televisione e telefonino. la prima generazione multitasking: bambini che passano da un gioco on line allo scambio di SMS, dalla playstation ad internet, scaricano musica, notizie, filmati, condividono esperienze.<\/p>\n<p>\tSi abbassa l&#8217;et\u00e0 per l&#8217;accesso ad internet ed alla rete delle comunicazioni ma la televisione, almeno fino ad una certa et\u00e0, continua ad esercitare un fascino ed un influsso. L&#8217;ultima nata in America \u00e8 Baby-First TV, un canale satellitare dedicato ai pi\u00f9 piccoli, dai 6 mesi ai 3 anni, 40 programmi al costo di 9,99 $ al mese. In Italia il successo delle piattaforme a pagamento \u00e8 stato decretato, oltre che dal calcio, dai canali dedicati ai bambini.<\/p>\n<p>\tUn popolo di consumatori polimediali, che richiede contenuti utilizzabili su tutte le piattaforme, bambini che dal punto di vista tecnologico sono pi\u00f9 avanti dei loro educatori, ma resi pi\u00f9 vulnerabili proprio dalla padronanza dello strumento. Quelli che per la mia generazione rimangono strumenti dei quali non si pu\u00f2 prescindere, ma comunque strumenti al cui accesso si arriva a volte con difficolt\u00e0, per le nuove generazioni sono giochi conosciuti, strumenti che fanno parte dell&#8217;esperienza quotidiana, giocattoli amici, come la vecchia bambola i puffi, il lego, i puzzle. Perch\u00e9 quindi dovrebbero essere diffidenti?<\/p>\n<p>\tTutto ci\u00f2 ci porta al cuore del problema: quali contenuti, quali programmi, quali responsabilit\u00e0, quale ruolo per gli adulti?<\/p>\n<p>\t<b>Quale TV per i bambini e ragazzi.<\/b><br \/>\tCome Comitato regionale per le comunicazioni &#8211; Corecom &#8211; della Lombardia, siamo organo di consulenza della Regione e contemporaneamente organo funzionale dell&#8217;Autorit\u00e0. Abbiamo quindi il compito, tra gli altri, di vigilare a livello locale affinch\u00e9 le emittenti rispettino le norme poste a presidio della tutela dei minori.<\/p>\n<p>\tEd \u00e8 proprio nello svolgere questo compito che ci siamo accorti di quanto sia ridotta l&#8217;attenzione nei confronti dei minori e di quanto sia insufficiente la programmazione ad essi dedicata, sia come tipologia di prodotti, sia come possibilit\u00e0 di scelta nei vari momenti della programmazione, se si escludono ovviamente i canali tematici a pagamento.<\/p>\n<p>\tSiamo quindi andati a vedere cosa succede soprattutto in Europa, per capire quali tendenze sono in atto e per far circolare idee e proposte, oltre che ovviamente per suscitare attenzione e stimolare i produttori ed i network nazionali e locali.<\/p>\n<p>\tIn questa carrellata abbiamo rilevato con grande soddisfazione che nonostante il numero elevato di prodotti americani e giapponesi, in Europa ed in Italia alcuni dei programmi pi\u00f9 popolari sono ancora fiction ben radicate nella cultura dove vivono i bambini, dove i bambini si riconoscono, dove i bambini hanno un ruolo attivo. Quali i prodotti pi\u00f9 significativi?<\/p>\n<p>\tIn primo luogo le news: Il primo programma \u00e8 stato inventato dalla Bbc e si chiama &quot;Newsround&quot; per un pubblico tra gli 8 e i 14 anni, successivamente, nel 1996, sia la Germania con &quot;Logo&quot; della Zdf sia la Rai con il &quot;TG Ragazzi&quot;, hanno avviato questa esperienza, che possiamo ritrovare, con format differenti, sia in Olanda, che in Belgio, che in Finlandia, in Croazia ed in altri paesi. Esperienze tutte di successo.<\/p>\n<p>\tPerch\u00e9 questo genere sia importante appare evidente: la molteplicit\u00e0 di mezzi messi a disposizione espone i ragazzi, nel bene e nel male, a sapere ci\u00f2 che avviene nel mondo che li circonda. Spesso gli avvenimenti sono crudi, a volte terribili: dalle catastrofi provocate dalla natura alle sciagure provocate dagli uomini, dai drammi singoli alle tragedie collettive. E&#8217; quindi importante, oltre alla attenzione che non va mai abbassata nel trasmettere queste notizie per tutti, offrire ai bambini ed ai ragazzi strumenti per capire, con un linguaggio a loro pi\u00f9 consono. E&#8217; importante coinvolgerli nella rielaborazione delle notizie, per aiutarli a superare sgomento e paura, a maturare nel contempo consapevolezza e capacit\u00e0 di giudizio, a delineare i confini tra positivo e negativo, tra ci\u00f2 che \u00e8 bene e ci\u00f2 che non lo \u00e8, tra responsabilit\u00e0 individuale e etica collettiva.<\/p>\n<p>\tPerch\u00e9 non sperimentare questo strumento anche nelle programmazioni televisive a livello locale, perch\u00e9 non sperimentare queste formule nei momenti di vita collettiva. Realizzare immagini fotografiche o piccoli filmati con il telefonino e poi magari metterli in rete non \u00e8 di per s\u00e9 n\u00e9 un male n\u00e9 un bene. Dipende da cosa si riprende, come lo si fa, con quale obiettivo e con quale consapevolezza. E qui interviene con forza la responsabilit\u00e0 degli adulti.<\/p>\n<p>\tIl secondo genere che ovviamente \u00e8 fortemente presente \u00e8 la fiction: l&#8217;invenzione narrativa, la fiaba reinventata con nuovi mezzi. Un modo per rappresentare situazioni sia della vita reale, sia dell&#8217;immaginario, anche situazioni a volte difficili, piccoli e grandi drammi, dall&#8217;amicizia tradita, alle difficolt\u00e0 familiari, facendoli vivere ai giovani protagonisti in modo da aiutarli a superarli. Generi tradizionali e genere nuovi. dalla sit com, al protagonismo dei bambini, anche i pi\u00f9 piccoli, con esperienze che si spingono fino al reality.<\/p>\n<p>\tEsperienze che in alcuni casi hanno fatto discutere, come l&#8217;inversione dei ruoli tra bambini e genitori o appunto i confini del reality. Esperienze comunque interessanti e significative per l&#8217;attenzione riservata alla sensibilit\u00e0 dei minori, al loro mondo, allla loro voglia di essere protagonisti.<\/p>\n<p>\tNon abbiamo considerato i cartoni, in quanto genere per eccellenza e tradizionale dedicato ai bambini, genere ricco di prodotti ottimi e prodotti molto discutibili.<\/p>\n<p>\tAbbiamo quindi cercato anche di capire cosa si possa intendere per produzione di qualit\u00e0, rispettosa del minore, delle sue esigenze, della sua crescita. Certamente prodotti che tengano conto delle loro esigenze, ma soprattutto molteplicit\u00e0 e differenziazione nella programmazione.<br \/>\tQuesto \u00e8 quanto abbiamo chiesto ai grandi e ai piccoli network.<\/p>\n<p>\tIl diritto sancito all&#8217;articolo 1 della carta dell&#8217;Unione Europea all&#8217;inviolabilit\u00e0 della dignit\u00e0 umana, non ha confini n\u00e9 geografici, n\u00e9 sociali, n\u00e9 di et\u00e0, ma certamente ha una declinazione pi\u00f9 stringente quando si tratta di minori. A loro \u00e8 e va riservata una tutela la cui superiorit\u00e0 pu\u00f2 arrivare a limitare altre tutele pur fondamentali: dal diritto di cronaca che \u00e8 chiamato a fare un passo indietro rispetto al diritto alla riservatezza del minore, alla libert\u00e0 di espressione che vede un vincolo nella diffusione di opere anche dell&#8217;ingegno quando possono in qualche modo compromettere il minore.<\/p>\n<p>\tSono questi principi che gi\u00e0 venivano affermati pi\u00f9 di 50 anni fa nella Convenzione internazionale sui diritti dell&#8217;infanzia, laddove riconoscendo &quot;l&#8217;importante funzione svolta dai mass media&quot; si impegnano gli Stati ad &quot;assicurare che il fanciullo abbia acceso ad informazioni e a programmi provenienti da diverse fonti nazionali ed internazionali in particolare a quelli che mirano a promuovere il suo benessere sociale, spirituale, e morale nonch\u00e9 la sua salute fisica e mentale&quot;.<\/p>\n<p>\tMolteplicit\u00e0 e differenziazione sono elementi che hanno valore certamente per gli adulti, ma ancora di pi\u00f9 per i bambini. Ad essi va dedicata sia una programmazione specifica, sia un&#8217;attenzione generale.<\/p>\n<p>\tCosa si pu\u00f2 quindi intendere per programmazione specifica: attenzione alla peculiarit\u00e0 del pubblico, sensibilit\u00e0 e delicatezza nel trattare gli argomenti, anche quelli pi\u00f9 difficili, presentare situazioni che appartengano al loro mondo e occasioni di identificazione positiva con i personaggi, chiarezza del linguaggio, fantasia, riferimento a valori universali condivisi.<\/p>\n<p>\tMolteplicit\u00e0 e differenziazione anche sul piano dei palinsesti. Certamente la fascia protetta \u00e8 quella nella quale si presume che i bambini guardino la televisione da soli e quindi quella alla quale dare pi\u00f9 attenzione, ma avere anche altri momenti non deve servire per mettere il bambino ancora da solo davanti alla televisione, ma magari per poter guardare la televisione assieme ai genitori, per capire e condividere. Certo questa scelta oggi \u00e8 possibile grazie ai canali tematici, ma a pagamento. E questo \u00e8 un limite che da una parte stimola la pigrizia degli adulti: pago ho un prodotto protetto e quindi posso lasciare mio figlio solo davanti alla televisione con minori preoccupazioni, dall&#8217;altra esclude ancora fasce sociali ampie, magari proprio quelle pi\u00f9 sprovvedute.<\/p>\n<p>\t<b> La responsabilit\u00e0 degli adulti.<\/b><br \/>\tLa responsabilit\u00e0, come si \u00e8 gi\u00e0 detto dei produttori, dei programmisti e dei network \u00e8 grande ed evidente. Durante uno dei convegni che abbiamo promosso durante la tre giorni dedicata alla tv per i ragazzi alla Triennale di Milano, \u00e8 emersa la disponibilit\u00e0 dei grandi network a lavorare congiuntamente con chi ha la responsabilit\u00e0 educativa per produrre stimoli positivi che possano portare a prodotti migliori per i bambini.<\/p>\n<p>\tAbbiamo assunto l&#8217;impegno di farci promotori di questo tavolo di confronto e lo faremo per non lasciare nulla di intentato.<\/p>\n<p>\tSiamo consapevoli degli aspetti economici del problema e non li vogliamo eludere. Sappiamo che i bambini rappresentano un grande business quando si tratta di promuovere prodotti a loro dedicati, perch\u00e9 dimenticarli quando si costruiscono i palinsesti. Cos\u00ec come non vogliamo una televisione che si sostituisca alla scuola o alla famiglia, consapevoli che il suo ruolo \u00e9 principalmente quello di divertire. Ma far divertire non significa essere sguaiati e diseducativi.<\/p>\n<p>\tResponsabilit\u00e0 degli autori e dei produttori ma anche degli educatori. In primo luogo la famiglia, spesso spaventata e disorientata di fronte all&#8217;irruzione di nuovi mezzi e di nuovi stimoli, che va compresa ed aiutata ma anche stimolata a svolgere appieno il suo ruolo. Alcune cose sono possibili e non richiedono particolari competenze.<\/p>\n<p>\tIn primo luogo il tempo: non lasciamo rubare tutto il tempo libero dei nostri figli dalle immagini sullo schermo. E possibile porre limitazioni sensate alla fruizione. Uno degli strumenti pi\u00f9 forti rimane senza dubbio quello di proporre alternative valide. E&#8217; entusiasmante sperimentare come i bambini possano essere affascinati dalla lettura da parte di un adulto delle vecchie favole e di come sappiano riconoscere in questo non solo un bel modo per divertirsi ma soprattutto l&#8217;attenzione che gli adulti dedicano loro in questo modo.<br \/>\tCos\u00ec come \u00e8 possibile selezionare cosa proporre e lasciar vedere e condividere almeno ogni tanto la visione dei loro programmi.<\/p>\n<p>\tCerto anche in questo caso la ricetta nella sua semplicit\u00e0 \u00e8 disarmante: dedicare ai bambini tempo ed attenzione. Ma pur nella consapevolezza che nelle cose semplici si annidano le insidie pi\u00f9 pungenti: sappiamo tutti come anche per i genitori il tempo e l&#8217;attenzione siano risorse preziose di fronte alle urgenze quotidiane, ma sono l&#8217;investimento pi\u00f9 redditizio per la crescita dei propri figli.<\/p>\n<p>\tResponsabilit\u00e0 degli autori, dei genitori ma anche degli educatori in genere dagli insegnati a chi opera con i bambini. E qui siamo in una sede dove sono presenti rappresentanti di quella ricchezza educativa e sociale rappresentata dagli oratori.<\/p>\n<p>\tAnche per loro \u00e8 importante il convincimento che la fruizione delle immagini non \u00e8 in contrapposizione con la lettura, gli educatori possono esercitare un ruolo primario nell&#8217;aiutare i bambini ed i ragazzi a comprendere i messaggi ed i meccanismi. Uno dei modi sicuramente pi\u00f9 consono per raggiungere questo risultato \u00e8 favorire il protagonismo responsabile dei ragazzi anche su questo terreno. Fortunatamente sono numerose le esperienze nelle scuole e nelle comunit\u00e0 educative di realizzazione di prodotti multimediali. Un modo ormai poco costoso per affrontare i problemi decodificando ed utilizzando strumenti ormai familiari ai nostri bambini e ragazzi.<\/p>\n<p>\t<b> Una considerazione conclusiva.<\/b><br \/>\tCertamente esiste un aspetto autonormativo che si riferisce all&#8217;esperienza dei codici di autoregolamentazione e dei codici deontologici, certamente esiste un aspetto normativo, tanto che l&#8217;ultima legge di sistema sui media ha dato valore di norma a quelli che fino a quel momento erano solo codici di autoregolamentazione, ma la rapidit\u00e0 dell&#8217;evoluzione tecnologica e contenutistica: si sta sperimentando la TV on demand via internet rende il tema sempre meno gestibile se affidato solo al profilo giuridico.<br \/>\tSempre pi\u00f9 \u00e8 chiamata in causa la responsabilit\u00e0 etica di ognuno di noi. Fortunatamente la tutela dei minori \u00e8 un tema sul quale esiste una convergenza estesa e profonda tra un&#8217;etica che discende da istanze e convincimenti religiosi ed un&#8217;etica che trae alimento dai principi laici dell&#8217;illuminismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Premessa. In questo inizio d&#8217;anno tre notizie mi sono parse particolarmente significative per il tema che stiamo trattando. 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