{"id":1747,"date":"2011-06-20T09:17:00","date_gmt":"2011-06-20T07:17:00","guid":{"rendered":"http:\/\/production-cdm.glauco.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/senza-categoria\/il-decalogo-mediatico-per-la-famiglia-1747.html\/"},"modified":"2011-06-20T09:17:00","modified_gmt":"2011-06-20T07:17:00","slug":"il-decalogo-mediatico-per-la-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/news-per-home\/il-decalogo-mediatico-per-la-famiglia-1747.html","title":{"rendered":"Il decalogo mediatico per la famiglia"},"content":{"rendered":"<p>\tNon c\u2019\u00e8 alcun bisogno di difendersi dai media. Piuttosto, \u00e8 opportuno cercare di conoscerne meglio il funzionamento, i contenuti e le forme, per evitare i rischi connessi a una dipendenza acritica e imparare a sfruttarne le indubbie potenzialit\u00e0 positive. Insegnanti e genitori, in particolare, non hanno pi\u00f9 soltanto la funzione di proporre conoscenze strutturate, ma il compito di aiutare i minori a riorganizzare in maniera adeguata le conoscenze acquisite altrove, molte delle quali derivano proprio dalla televisione e dagli altri mezzi do comunicazione.<\/p>\n<p>\tUn obiettivo da perseguire pu\u00f2 essere quello di ottenere il necessario distacco dei bambini rispetto agli eventi raccontati. Se fruiti in condizione di normalit\u00e0, i media non danneggiano le fasi di crescita dei pi\u00f9 piccoli; questo pu\u00f2 succedere \u2013 semmai \u2013 per chi vive una situazione familiare che lo priva dei necessari stimoli o non \u00e8 inserito in una rete di relazioni affettive e amicali<\/p>\n<p>\tI mezzi di comunicazione costituiscono a tutti gli effetti un ambiente di vita, al pari di altri ambienti. Valgono quindi, per essi, le stesse regole valide per qualunque ambiente reale. Possiamo riassumerle nel seguente \u201cdecalogo\u201d, rivolto soprattutto a genitori ed educatori:<\/p>\n<p>\t<b>1) <\/b> Acquisire conoscenze sui meccanismi di produzione, diffusione e programmazione dell\u2019offerta mediatica.<\/p>\n<p>\t<b> 2) <\/b>Apprendere, almeno a un livello di base, la decodifica dei messaggi, soprattutto di quelli audiovisivi.<\/p>\n<p>\t<b> 3) <\/b>Accompagnare la fruizione dei mezzi di comunicazione, stando insieme ai bambini o recuperando successivamente spazi di confronto e dialogo su quanto essi hanno visto.<\/p>\n<p>\t<b>4) <\/b> Dare il buon esempio; inutile dire che \u201cnon bisogna perdere tempo davanti al televisore\u201d, se poi i genitori soni i primi a farlo.<\/p>\n<p>\t<b> 5) <\/b>Porre sempre al centro dell\u2019attenzione la soggettivit\u00e0 dei bambini, rendendoli protagonisti delle scelte, insegnando che cosa \u00e8 da valorizzare e perch\u00e9, abituandoli a un comportamento di selezione attiva e non di passiva fruizione.<\/p>\n<p>\t<b>6) <\/b> Educarli (ed educarci) a pensare al mondo proposto dalla tv e dagli altri media come a un semplice punto di vista sul mondo tra i molti possibili.<\/p>\n<p>\t<b> 7)<\/b> Non avere paura del confronto anche su proposte comunicative impegnative.<\/p>\n<p>\t<b>8) <\/b>Imparare (e insegnare) a \u201csmontare\u201d i diversi mezzi svelandone i trucchi del mestiere, per poter distinguere tra realt\u00e0 e finzione, tra il vero e il virtuale.<\/p>\n<p>\t<b> 9) <\/b>Lasciare che la seduzione delle immagini sia soltanto un gioco, da cui si pu\u00f2 uscire in ogni momento attraverso la riflessione critica.<\/p>\n<p>\t<b> 10)<\/b> Salvaguardare uno spazio e una significativa attenzione alla lettura dei libri, facendoli apprezzare fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non c\u2019\u00e8 alcun bisogno di difendersi dai media. 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