{"id":14243,"date":"2025-07-07T11:04:17","date_gmt":"2025-07-07T09:04:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/?p=14243"},"modified":"2025-06-06T11:05:41","modified_gmt":"2025-06-06T09:05:41","slug":"flexare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/paroledelweb\/flexare-14243.html","title":{"rendered":"Flexare"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"249\" data-end=\"633\">In un\u2019epoca in cui la comunicazione digitale passa per immagini, storie e hashtag, il verbo <em data-start=\"341\" data-end=\"350\">flexare<\/em> \u00e8 diventato una delle espressioni pi\u00f9 emblematiche del modo in cui ci raccontiamo online. Un termine giovane, figlio dei social e delle nuove generazioni, ma capace di dire molto anche agli adulti che vogliono comprendere meglio il linguaggio \u2013 e la logica \u2013 della cultura digitale.<\/p>\n<h3 data-start=\"635\" data-end=\"681\">L\u2019origine del termine: dai muscoli ai like<\/h3>\n<p data-start=\"683\" data-end=\"1012\"><em data-start=\"683\" data-end=\"692\">Flexare<\/em> deriva dall\u2019inglese <em data-start=\"713\" data-end=\"722\">to flex<\/em>, che significa \u201cflettere i muscoli\u201d, mostrare la propria forza. Ma sui social ha assunto un significato pi\u00f9 ampio e simbolico: vuol dire ostentare, mettere in mostra qualcosa \u2013 un oggetto costoso, una vacanza da sogno, un momento di successo \u2013 per comunicare superiorit\u00e0, stile, benessere.<\/p>\n<p data-start=\"1014\" data-end=\"1256\">Il gesto \u00e8 semplice: una foto con il nuovo smartphone, una storia in piscina con cocktail colorati, un video TikTok con outfit firmato e sottofondo musicale accattivante. Il messaggio \u00e8 chiaro, anche senza parole: \u201cGuardate quanto sono cool\u201d.<\/p>\n<h3 data-start=\"1258\" data-end=\"1303\">L\u2019arte \u2013 e il rischio \u2013 dell\u2019ostentazione<\/h3>\n<p data-start=\"1305\" data-end=\"1549\">Ma flexare \u00e8 sempre sinonimo di vanit\u00e0 o superficialit\u00e0? Non necessariamente. Mostrare con orgoglio un risultato, condividere un traguardo, celebrare un momento bello \u00e8 del tutto umano. I social, in fondo, nascono anche per questo: raccontarsi.<\/p>\n<p data-start=\"1551\" data-end=\"1820\">Tuttavia, il rischio \u00e8 che il flex diventi solo forma, ostentazione vuota, confronto continuo con gli altri. In un ambiente come quello dei social, dove tutto \u00e8 visibile e giudicato, l\u2019ostentazione pu\u00f2 trasformarsi in pressione, in insicurezza, in ansia da prestazione.<\/p>\n<p data-start=\"1822\" data-end=\"1889\">Il vero pericolo non \u00e8 tanto flexare, ma vivere <em data-start=\"1870\" data-end=\"1876\">solo<\/em> per flexare.<\/p>\n<h3 data-start=\"1891\" data-end=\"1917\">L\u2019ironia come antidoto<\/h3>\n<p data-start=\"1919\" data-end=\"2210\">Per fortuna, la rete \u00e8 anche uno spazio creativo e autoironico. Sempre pi\u00f9 utenti, soprattutto tra i pi\u00f9 giovani, giocano con il linguaggio del flex in chiave satirica. Si flexa un panino gigante, un pigiama improbabile, una giornata \u201cdivano e serie TV\u201d come se fosse un evento di alta moda.<\/p>\n<p data-start=\"2212\" data-end=\"2462\">Questa ironia \u00e8 un modo per ridimensionare il culto dell\u2019apparenza, per mostrare che si pu\u00f2 \u201cmettere in scena\u201d se stessi senza prendersi troppo sul serio. \u00c8 la dimostrazione che anche nel linguaggio digitale ci pu\u00f2 essere leggerezza e consapevolezza.<\/p>\n<h3 data-start=\"2464\" data-end=\"2494\">Il bisogno di essere visti<\/h3>\n<p data-start=\"2496\" data-end=\"2762\">Alla radice del <em data-start=\"2512\" data-end=\"2518\">flex<\/em> c\u2019\u00e8 per\u00f2 un tema pi\u00f9 profondo: il bisogno di essere notati, di essere riconosciuti. I social amplificano questo desiderio, offrendo una platea potenzialmente infinita. E allora il flex diventa una strategia: pi\u00f9 mostro, pi\u00f9 appaio, pi\u00f9 esisto.<\/p>\n<p data-start=\"2764\" data-end=\"2909\">Ma attenzione: pi\u00f9 visibilit\u00e0 non significa pi\u00f9 valore. Confondere i like con l\u2019autostima \u00e8 uno degli inganni pi\u00f9 sottili della cultura digitale.<\/p>\n<h3 data-start=\"2911\" data-end=\"2949\">Una parola-simbolo del web di oggi<\/h3>\n<p data-start=\"2951\" data-end=\"3243\"><em data-start=\"2951\" data-end=\"2960\">Flexare<\/em> \u00e8, in fondo, una delle parole chiave del nostro tempo: dice qualcosa sul nostro rapporto con l\u2019immagine, con il successo, con la visibilit\u00e0. Ma dice anche che possiamo scegliere <em data-start=\"3139\" data-end=\"3145\">come<\/em> raccontarci. Con orgoglio, s\u00ec. Ma anche con verit\u00e0, umanit\u00e0 e \u2013 perch\u00e9 no \u2013 un pizzico di ironia.<\/p>\n<p data-start=\"3245\" data-end=\"3373\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\">Alla prossima parola del web, per continuare insieme questo viaggio nel linguaggio che ci unisce\u2026 anche quando sembra dividerci.<\/p>\n<p><strong><strong>Versione audio:<\/strong><\/strong><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/widget.spreaker.com\/player?episode_id=66060689&#038;theme=light&#038;playlist=false&#038;playlist-continuous=false&#038;chapters-image=true&#038;episode_image_position=right&#038;hide-logo=false&#038;hide-likes=false&#038;hide-comments=false&#038;hide-sharing=false&#038;hide-download=true\" width=\"100%\" height=\"200px\" title=\"Flexare: quando il web diventa vetrina e linguaggio della visibilit\u00e0\" frameborder=\"0\"><\/iframe><br \/>\n<a style=\"margin-left: auto; width: 230px; display: flex; margin-right: auto; margin-top: 20px;\" href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/paroledelweb\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-11902\" src=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/ufficioperlecomunicazionisociali\/wp-content\/uploads\/sites\/21\/2024\/09\/parole-web.png\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"72\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In un\u2019epoca in cui la comunicazione digitale passa per immagini, storie e hashtag, il verbo flexare \u00e8 diventato una delle espressioni pi\u00f9 emblematiche del modo in cui ci raccontiamo online. 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