{"id":1341,"date":"2022-03-16T14:33:02","date_gmt":"2022-03-16T13:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/ufficioperlapastoraledeimigranti\/?p=1341"},"modified":"2022-03-16T14:33:02","modified_gmt":"2022-03-16T13:33:02","slug":"punti-di-vista-da-un-osservatorio-privilegiato-sulle-migrazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/ufficioperlapastoraledeimigranti\/news-per-home\/punti-di-vista-da-un-osservatorio-privilegiato-sulle-migrazioni-1341.html","title":{"rendered":"Punti di vista, da un osservatorio privilegiato sulle migrazioni"},"content":{"rendered":"<p>Due anni fa, il <strong>22 marzo 2020<\/strong>, all\u2019inizio di quella che nessuno di noi si immaginava sarebbe diventata una pandemia e proprio a causa di quella pandemia, <strong>ci lasciava don Giancarlo Quadri<\/strong>, per lungo tempo responsabile dell\u2019ufficio diocesano per la Pastorale dei Migranti.<br \/>\nDalla fine degli anni Novanta, prima affiancando come \u2018cappellano dei migranti\u2019 il lavoro dell\u2019allora Segreteria per gli Esteri, fino ad arrivare alla responsabilit\u00e0 di una pastorale dedicata \u2013 fortemente voluta dal Cardinal Martini \u2013 e alla riapertura nel 2003 di un luogo di culto espressamente riservato alle comunit\u00e0 migranti (la chiesa di S. Stefano Maggiore, oggi parrocchia personale dei migranti), don Quadri ha trascorso gli ultimi venti anni della sua vita <em>con <\/em>e <em>per<\/em> i migranti, guardando a loro sempre e solo come persone, \u201cin cammino, alla ricerca di qualcosa o Qualcuno\u201d.<\/p>\n<p>Lo ricordiamo in questo secondo anniversario dalla sua scomparsa, riportando alcuni stralci presi da una raccolta di suoi scritti:<br \/>\n\u201cIl centro della mia riflessione, quando mi occupo di migranti, \u00e8 proprio questo mistero: la persona. L\u2019uomo, la donna, che per tante ragioni diverse sceglie di mettersi in viaggio, in cammino, cercando\u2026 qualcosa o Qualcuno. [\u2026] Gente, folla, persone: una a una le vedo entrare ogni giorno nella chiesa di S. Stefano. Alla domenica, in gran numero si riuniscono qui per pregare, cantare, parlare e fare festa. Il centro, l\u2019anima, l\u2019impegno primo con i migranti \u00e8 [vedere] la persona umana che cerca di realizzare il progetto della sua vita\u201d.<br \/>\n\u201cCi\u00f2 che mi colpisce sempre \u00e8 il contrasto che gi\u00e0 lo scrittore sacro rilevava ai tempi dell\u2019Esilio del Popolo di Dio: <em>come possiamo cantare i canti del Signore in terra straniera?<\/em> [\u2026] Migliaia di anni di cammino dell\u2019uomo sulla terra e sempre la grande nostalgia della Patria, di una terra, della \u2018mia\u2019 terra. Qual \u00e8 la terra dell\u2019antico migrante? Quale la terra del migrante di oggi, se non la sola terra che Dio ha creato per tutti? [\u2026] La terra \u00e8 di Dio se diventa terra dell\u2019uomo, di tutti gli uomini. Mi sembra anche chiaro il messaggio che da tutto questo nasce per la Chiesa: far sentire le persone a casa propria\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019immigrazione ci porta doni di Provvidenza. Come li accogliamo? Pochi momenti come quelli religiosi esprimono cos\u00ec chiaramente il positivo dell\u2019immigrazione. Momenti destinati a rinfrescare la nostra fede, la nostra ricerca di Dio. [\u2026] Sempre mi nasce nel cuore una domanda: saremo capaci noi di accogliere e valorizzare questa bellezza, questi colori, questi valori?\u201d.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 Natale. Abbiamo un momento di riflessione insieme sulla famiglia. Inizio a parlare e subito vedo occhi lucidi di pianto. Chiss\u00e0 come erano le lacrime di Maria sopra il suo Ges\u00f9? Chiss\u00e0 se sono diverse le lacrime ucraine, peruviane, filippine o cinesi? Il Natale \u00e8 di tutti, normale. Bambini che giocano. Le famiglie che per un poco si ritrovano attorno a un sogno. Per gli italiani come per i migranti: Filippini, Latino-Americani, Ucraini, Rumeni, Arabi cristiani, Cinesi, tutti! Chiss\u00e0 perch\u00e9 qualcuno qui da noi pensa ancora che le diversit\u00e0 dividano!\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDomani verr\u00e0 l\u2019alba e il sole uscir\u00e0 dalle nubi. Si torner\u00e0 a capire che ogni uomo \u00e8 mio fratello; che (almeno) nella Chiesa nessuno \u00e8 straniero; che tutti i bambini sono uguali, ciascuno con la sue meravigliose diversit\u00e0; che il buonsenso mi dice che devo essere capace di distinguere; che nessun uomo \u00e8 un\u2019isola. Certo. Ne sono sicuro. Ma\u2026 quando inizia la primavera?\u201d.<\/p>\n<p>Questi stralci sono presi da<em> Punti di vista. La mia vita quotidiana con i migranti<\/em>, pubblicato dal Centro Ambrosiano nel 2010, raccolta di scritti realizzati da don Giancarlo per una rubrica su Avvenire, dal suo \u201cosservatorio privilegiato sulle migrazioni che stanno cambiando il volto delle nostre citt\u00e0\u201d, scriveva nella prefazione il Cardinal Tettamanzi: \u201cStai dando molto in questo tuo servizio alla Chiesa, ma stai anche ricevendo molto\u201d, aggiungeva, restituendo a chi lo incontrava una visione piena di Speranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Due anni fa, il 22 marzo 2020, all\u2019inizio di quella che nessuno di noi si immaginava sarebbe diventata una pandemia e proprio a causa di quella pandemia, ci lasciava don Giancarlo Quadri, per lungo tempo responsabile dell\u2019ufficio diocesano per la Pastorale dei Migranti. 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