È il titolo scelto per il quaderno della Formazione Permanente del Clero per l'anno 2015-2016. Il desiderio è di offrire uno strumento a tutti i presbiteri e diaconi per sostenere l'impegno – condiviso e costante – nell'approfondire la comunione e la conformazione alla Missione a cui sono chiamati in Cristo, a servizio della Chiesa

Quaderno Formazione Permanente

La struttura è semplice

Apre il volume un articolo di don Tullio Citrini che offre le coordinate teologiche della Riforma del Clero.

Il secondo capitolo è dedicato alla raccolta degli interventi dell’Arcivescovo dell’anno pastorale 2014-2015 rivolti alle varie fasce di età del Clero, comprese le declinazioni concrete offerte dal Vicario Generale Mons. Mario Delpini e gli spunti di meditazione di Mons. Luca Bressan, Mons. Pierantonio Tremolada e Mons. Renato Corti.

Il terzo capitolo si concentra esplicitamente sulla Riforma del Clero e sugli esercizi di presbiterio o ministero. Dopo una introduzione che mira a dare qualche chiarimento sulla relazione intrinseca tra Riforma della Chiesa, del Clero ed esercizi, si offrono due Schede per Esercizi di presbiterio:

la prima scheda è dedicata alle diaconie, sul tema della conversazione – dialogo;

la seconda è centrata sull’uso dei beni dei presbiteri, destinata al lavoro in decanato e a diventare materiale di partenza per un incontro del consiglio presbiterale diocesano;

viene poi offerta una terza scheda preparata dall’equipe diocesana che si sta occupando della riforma della Iniziazione Cristiana: l’importanza per la nostra Chiesa di questo percorso ha fatto scegliere di inserire in questo quaderno una proposta di lavoro per il confronto e la condivisione dei presbiteri e dei diaconi nei decanati.

Infine il quaderno offre, in poche pagine, le proposte al clero diocesano per l’anno 2015-2016 che sono segno di uno sforzo di coordinamento e nello stesso tempo esprimono il desiderio di valorizzare una ricchezza di possibilità.

L’augurio a tutti i sacerdoti e diaconi è quello che – aiutati dalla Grazia di Dio – “facendo ed esercitandosi” in esercizi, possano gustare e apprezzare il dono dei confratelli come orizzonte imprescindibile di appartenenza e di conformazione sempre più profonda al Signore Buon Pastore.

 

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