{"id":3487,"date":"2021-01-12T15:52:00","date_gmt":"2021-01-11T15:03:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperlecumenismoeildialogo\/?p=3487"},"modified":"2021-01-12T15:52:00","modified_gmt":"2021-01-12T14:52:00","slug":"aperti-nuovi-orizzonti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperlecumenismoeildialogo\/news_per_home\/aperti-nuovi-orizzonti-3487.html","title":{"rendered":"Aperti nuovi orizzonti"},"content":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 comunque diversa la Settimana di preghiera per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani 2021. E non solo per le regole che impongono di realizzare la maggior parte degli eventi a distanza, ma anche per quanto si \u00e8 vissuto nell\u2019horribilis 2020. E se il tema dell\u2019Ottavario &#8211; \u00abRimanete nel mio amore: produrrete molto frutto\u00bb (Gv 15, 5-9) &#8211; delinea un orizzonte di fiduciosa speranza da percorrere insieme, non vi \u00e8 dubbio che le diverse comunit\u00e0 giungano a questo cruciale appuntamento annuale con una sensibilit\u00e0 spirituale segnata dalla pandemia.\u00a0 Affrontare psicologicamente e umanamente il secondo lockdown, infatti, \u00e8 stato quasi pi\u00f9 \u201cdifficile\u201d rispetto al primo periodo, seppure sia aumentata la consapevolezza di quanto stava accadendo, e questo vale per tutte le fedi. Cos\u00ec come racconta padre Ionut Radu, parroco della parrocchia ortodossa romena dei Santi Martiri Nazaro, Gervaso, Protaso e Celso e Santa Parasceve di Milano.<\/p>\n<p><strong>Come avete vissuto gli ultimi mesi?<br \/>\n<\/strong>La nostra comunit\u00e0, anche perch\u00e9 \u00e8 molto giovane, ha interpretato questo periodo in una maniera che definirei assai consapevole. Se nel primo lockdown tutto appariva nuovo e inaspettato, abbiamo poi assistito, da una parte, a una maggior presa di coscienza, anche in relazione alle regole da seguire, e, dall\u2019altra, a una sorta di approfondimento della spiritualit\u00e0. Un atteggiamento spirituale vissuto nelle abitudini di ogni giorno, nel valore del gesto religioso in s\u00e9 e del suo significato, ma anche come valore interiore. \u00c8 emersa la possibilit\u00e0 di un rafforzamento della fede, del pensiero, dell\u2019aiuto reciproco, propri del nostro essere e del vivere in modo cristiano. Se i gesti fisici che possiamo compiere sono stati scarsi, nello stesso tempo, il loro significato si \u00e8 fatto molto pi\u00f9 profondo. Ne abbiamo guadagnato tutti, nei rapporti umani e religiosi, nelle relazioni familiari, interpersonali e comunitarie.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 composta la vostra comunit\u00e0?<br \/>\n<\/strong>Siamo la seconda parrocchia ortodossa romena in citt\u00e0, perch\u00e9 proprio a Milano, gi\u00e0 45 anni fa, aveva preso avvio la presenza della prima Comunit\u00e0 ortodossa romena in Italia, che esiste ancora nella zona delle Colonne di San Lorenzo, presso la chiesa di Santa Maria della Vittoria. Per il numero di fedeli e per le necessit\u00e0 della nostra realt\u00e0, si \u00e8 creata, in seguito, una seconda parrocchia &#8211; la nostra &#8211; che esiste da quasi due anni. Attualmente, dallo scorso settembre, ci troviamo in una piccola chiesa molto antica nel territorio della parrocchia di Santa Cecilia, in zona Certosa-Portello. Abbiamo vissuto, invece, il primo periodo della pandemia nella Comunit\u00e0 Nocetum, in zona Corvetto, dove eravamo stati accolti. Come ho gi\u00e0 detto, siamo una Chiesa giovane in tutti i sensi, per gli appartenenti, per chi vi partecipa e, diciamo cos\u00ec, per fondazione.<\/p>\n<p><strong>Il momento difficile che stiamo vivendo ci ha fatto comprendere che nessuno si salva da solo. Questa visione pu\u00f2 aiutare anche il cammino ecumenico e facilitare l\u2019unit\u00e0 dei cristiani?<br \/>\n<\/strong>Sicuramente. Da un lato, \u00e8 un periodo nel quale si riflette di pi\u00f9 su valori quali le radici della nostra la fede, l\u2019identit\u00e0 propria di ciascuno, il discernimento dal punto di vista spirituale e sociale; dall\u2019altro, abbiamo capito che non possiamo mai dimenticare le basi della nostra umanit\u00e0 in questo unico, grande mondo. Per questo, quando si scoprono o si ri-scoprono questi valori, si comprende a pieno anche l\u2019unit\u00e0 fondante dell\u2019uomo e il fatto che tutti &#8211; ortodossi, cattolici, ebrei, musulmani &#8211; abbiamo avuto gli stessi problemi. Credo che la pandemia abbia mostrato un mondo non solo molto connesso tecnologicamente, ma anche inscindibilmente legato dal fatto che \u00e8 chiamato a misurarsi con gli stessi valori e problemi. \u00c8 un buon punto di partenza e mi pare che si siano scoperte possibilit\u00e0 di incontro e di collaborazione inedite, che fino a questo momento sembravano difficili da realizzare. Pur non essendo molto spesso vicini concretamente, abbiamo aperto nuove strade.<\/p>\n<p><strong>In tale contesto, c\u2019\u00e8 qualche esperienza che vi ha coinvolto e che volete proseguire?<br \/>\n<\/strong>Durante il primo momento di lockdown, nella nostra parrocchia abbiamo promosso e realizzato incontri a distanza con teologi e docenti ortodossi di varie parti del mondo. Ogni sera, ogni settimana, cos\u00ec, abbiamo potuto ascoltare e dialogare con persone collegate dalla Romania come dall\u2019America e da altri Paesi. Una cosa nuova, perch\u00e9 finora si pensava che solo la presenza fisica creasse la comunit\u00e0; una scelta che vedo particolarmente significativa perch\u00e9 promette sviluppi e sinergie, possibilit\u00e0 di stringere legami, di fare conoscenze, di allargare gli orizzonti. E tutto questo far\u00e0 certamente bene al dialogo tra le confessioni, le religioni, le culture, ma anche all\u2019intera umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sar\u00e0 comunque diversa la Settimana di preghiera per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani 2021. E non solo per le regole che impongono di realizzare la maggior parte degli eventi a distanza, ma anche per quanto si \u00e8 vissuto nell\u2019horribilis 2020. 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