{"id":3475,"date":"2021-01-12T15:47:26","date_gmt":"2021-01-11T14:54:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperlecumenismoeildialogo\/?p=3475"},"modified":"2021-01-12T15:47:26","modified_gmt":"2021-01-12T14:47:26","slug":"spazio-alla-parola-e-alle-relazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperlecumenismoeildialogo\/news_per_home\/spazio-alla-parola-e-alle-relazioni-3475.html","title":{"rendered":"Spazio alla Parola e alle relazioni"},"content":{"rendered":"<p>Come la comunit\u00e0 battista di Milano sta vivendo la pandemia e in che modo \u00e8 andata incontro alle esigenze dei suoi membri? Ne parliamo con il pastore Massimo Aprile, con la moglie Anna Maffei co-pastore della Chiesa cristiana evangelica battista di Milano, in via Pinamonte da Vimercate.<\/p>\n<p><strong>Quali caratteristiche ha la vostra comunit\u00e0?<br \/>\n<\/strong>Sostanzialmente \u00e8 una comunit\u00e0 di immigrati: raccoglie venti nazionalit\u00e0 diverse e conta 200 membri di Chiesa (bambini, ragazzi e adolescenti fanno parte della comunit\u00e0, ma non sono membri di Chiesa). Poi ci sono i simpatizzanti, circa 350. La pandemia \u00e8 certamente stata uno shock, che per\u00f2 abbiamo deciso di condividere. In questo momento \u00e8 molto importante mantenere il tessuto delle relazioni intracomunitarie.\u00a0 Alcune persone, soprattutto quelle pi\u00f9 anziane, vivono con un aggravamento di solitudine la pericolosit\u00e0 del virus e la loro maggiore esposizione.<\/p>\n<p><strong>Come le avete sostenute?<br \/>\n<\/strong>Con mezzi che avevamo gi\u00e0 a disposizione, ma con i quali avevamo poca dimestichezza. Parlo soprattutto dei gruppi di preghiera su Whatsapp, che esistevano gi\u00e0 prima della pandemia. Abbiamo mantenuto i contatti, soprattutto dando informazioni personali sui membri di Chiesa. Nel primo lockdown abbiamo diffuso videomessaggi, come spazio comune in collaborazione con i diversi pastori e i consigli delle altre Chiese evangeliche: metodisti, valdesi, avventisti, anglicani, luterani e riformati. Abbiamo attivato anche una raccolta delle offerte online, con risultati molto soddisfacenti. Non si tratta solo dell\u2019aspetto economico (sul quale comunque abbiamo \u201ctenuto\u201d), ma anche e soprattutto di quello spirituale. \u00c8 stato un meccanismo di spiritualit\u00e0 concreta. Fratelli e sorelle non colpiti dal Covid hanno compensato la difficolt\u00e0 degli altri. E la comunit\u00e0 non ha patito.<\/p>\n<p><strong>Lei e sua moglie Anna, come pastori della Chiesa battista di Milano, avete avviato un accompagnamento quotidiano online&#8230;<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, abbiamo capito che era necessaria una compagnia costante.\u00a0 Abbiamo organizzato una diretta Facebook quotidiana, basandoci sul lezionario per la meditazione e la preghiera \u00abUn giorno, una parola\u00bb. Sono stati incontri serali, nella fascia oraria tra il dopocena e l\u2019inizio delle trasmissioni televisive. Un quarto d\u2019ora di meditazione, in cui comunicavamo una parola di incoraggiamento.<\/p>\n<p><strong>Da chi \u00e8 stata seguita questa iniziativa?<br \/>\n<\/strong>Da molte pi\u00f9 persone di quelle a cui noi avevamo pensato. Siamo stati pastori in molte citt\u00e0 d\u2019Italia: in Molise per due anni, in Puglia per otto anni, a Napoli per dodici anni. Mia moglie Anna \u00e8 diventata poi presidente dell\u2019Unione battista a Roma per sei anni. Nel frattempo io sono stato a Civitavecchia. Poi lei \u00e8 andata a Firenze e io a Milano, dove in seguito mi ha raggiunto. Abbiamo molte relazioni ancora vive in diversi luoghi e il passaparola ha agevolato la diffusione dei contenuti.<\/p>\n<p><strong>Una vera e propria comunit\u00e0, anche se virtuale.<br \/>\n<\/strong>Non direi virtuale. Era reale, fatta di persone che conosciamo. Solo attraverso un mezzo tecnologico. Abbiamo tantissimi amici, anche cattolici, e diversi sacerdoti che hanno frequentato la nostra diretta. Uno di questi \u00e8 don Paolo Alliata, di Santa Maria Incoronata nella Comunit\u00e0 pastorale Paolo VI, dove \u00e8 presente la nostra chiesa.\u00a0 Abbiamo avuto gi\u00e0 in passato diverse occasioni di leggere e commentare insieme testi biblici. Sono un grande estimatore di don Paolo come teologo e come predicatore. Gli riconosco una particolare sensibilit\u00e0 e competenza letteraria. Don Paolo cerca e trova il respiro di Dio nascosto nelle storie di film e libri. Mi nutro delle registrazioni dei suoi incontri. In particolare ho apprezzato uno dei suoi ultimi interventi su Gianni Rodari, sul quale anch\u2019io ho predicato in seguito. Interessante: uno scrittore ateo che ispira un sacerdote cattolico che a sua volta ispira un pastore battista. Questo \u00e8 il mondo che voglio.<\/p>\n<p><strong>Tornando alle vostre dirette, si tratta di un\u2019iniziativa decisamente ecumenica.<br \/>\n<\/strong>Esattamente. \u00c8 il taglio generale con cui viviamo il nostro ministero. Abbiamo deciso di dare spazio alla Parola, ma anche di incontrare persone e realt\u00e0 belle, che potevano condividere la loro testimonianza.<\/p>\n<p><strong>Per esempio?<br \/>\n<\/strong>Abbiamo invitato un evangelico che nel suo condominio aveva animato l\u2019incontro dei balconi in due orari del giorno (per bambini e per adulti): \u00e8 riuscito ad aggregare persone che a malapena il mattino si salutavano. Oppure un ex operaio Fiat in cassa integrazione, che si \u00e8 inventato la professione di clown ed \u00e8 l\u2019immagine-simbolo di un famoso circo tedesco. Queste iniziative cos\u00ec variegate hanno messo in circolo esperienze disseminate sul territorio.<\/p>\n<p><strong>La pandemia ha dato l\u2019opportunit\u00e0 di pensarsi in modo universale. E forse ne avevamo bisogno pi\u00f9 che mai.<br \/>\n<\/strong>Tendiamo tutti a vivere molto la dimensione parrocchiale, ed \u00e8 giusto. Ma quando gli orizzonti diventano troppo corti, \u00e8 ora di farsi qualche domanda.<\/p>\n<p><strong>Questa pandemia ci sta rendendo migliori?<br \/>\n<\/strong>Ho partecipato a un gruppo ecumenico che ha prodotto un testo molto interessante, dal titolo \u00abRadicati nel nuovo\u00bb. In questo periodo osserviamo due tendenze: c\u2019\u00e8 chi vuole tornare a vivere, chiudendo la parentesi del Covid, e c\u2019\u00e8 chi vuole tornare a nascere, non avvertendo alcun desiderio di tornare alla vita di prima. Io non so cosa accadr\u00e0. Ma stanno gi\u00e0 emergendo segnali di quanto siamo pi\u00f9 cinici ed egoisti. Abbiamo sperimentato spazi nuovi per vivere la comunit\u00e0, a cui non rinunceremo: hanno un impatto ambientale minore e richiedono meno spese economiche. Se pensiamo alla formazione alla fede, abbiamo decuplicato le nostre possibilit\u00e0. Per altre cose \u00e8 necessaria la presenza. Sarebbe importante ora, come comunit\u00e0, ristabilire l\u2019ordine di priorit\u00e0 della nostra vita: vogliamo veramente tornare a vivere come prima? O forse \u00e8 meglio resistere alla forza fagocitante che ci rivuole allineati nei comportamenti precedenti? Non siamo forse di fronte a un germe di rinnovamento dell\u2019evangelo?<\/p>\n<p>(Articolo pubblicato su &#8220;Il Segno&#8221;, gennaio 2021)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Come la comunit\u00e0 battista di Milano sta vivendo la pandemia e in che modo \u00e8 andata incontro alle esigenze dei suoi membri? Ne parliamo con il pastore Massimo Aprile, con la moglie Anna Maffei co-pastore della Chiesa cristiana evangelica battista di Milano, in via Pinamonte da Vimercate. Quali caratteristiche ha la vostra comunit\u00e0? 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