{"id":9100,"date":"2025-07-30T00:00:00","date_gmt":"2025-07-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperlapastoraleliturgica\/?p=9100"},"modified":"2025-08-07T14:20:24","modified_gmt":"2025-08-07T12:20:24","slug":"formazione-liturgica-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperlapastoraleliturgica\/te-laudamus\/formazione-liturgica-perche-9100.html","title":{"rendered":"Formazione liturgica: perche\u2019?"},"content":{"rendered":"<p>La nostra diocesi ha una lunga tradizione di attenzione al tema della formazione liturgico \u2013 musicale: ne sono testimonianza il lungo lavoro di <b>mons.<\/b> <b>Giancarlo Boretti<\/b> e dei suoi successori alla guida del Servizio di Pastorale liturgica, le numerose pubblicazioni per organo e per coro, i seminari e i convegni proposti annualmente, senza dimenticare il lavoro delle associazioni, dei movimenti e dei gruppi, la cura del canto e della musica in tanti monasteri, cos\u00ec come il lavoro in seminario coi futuri presbiteri.<br \/>\nNegli ultimi anni la voce dei pastori, il nostro vescovo Mario in particolare e papa Francesco, si sono fatti insistenti nel sottolineare l\u2019importanza della formazione perch\u00e9 <b>la messa in atto del rito non tradisca il progetto del libro liturgico <\/b>e, allo stesso tempo, <b>non prescinda dalla comunit\u00e0 particolare <\/b>in cui esso viene attuato.<\/p>\n<p>\u201dUn modo per custodire e per crescere nella comprensione vitale dei simboli della Liturgia \u00e8 certamente quello di curare l\u2019arte del celebrare.<br \/>\nL\u2019<i>ars celebrandi<\/i> non pu\u00f2 essere ridotta alla sola osservanza di un apparato rubricale e non pu\u00f2 nemmeno essere pensata come una fantasiosa \u2013 a volte selvaggia \u2013 creativit\u00e0 senza regole. Il rito \u00e8 per se stesso norma e la norma non \u00e8 mai fine a se stessa, ma sempre a servizio della realt\u00e0 pi\u00f9 alta che vuole custodire. (\u2026) risulta evidente che l\u2019arte del celebrare non si pu\u00f2 improvvisare. Come ogni arte richiede applicazione assidua\u201d.<br \/>\n(Papa Francesco, <i>Desiderio desideravi<\/i>, nn. 48,50)<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 lo Spirito di Ges\u00f9 configuri il volto della Chiesa per il nostro tempo, come per tutti i tempi, \u00e8 necessario curare le condizioni e la forma della celebrazione (\u2026). La cura per la celebrazione eucaristica merita attenzione costante e competenza proporzionata\u201d. (Mario Delpini: <i>Tra voi, per\u00f2, non sia cos\u00ec<\/i>, pp. 35-6)<\/p>\n<p>\u201cSono convinto che possiamo e dobbiamo avere maggiore cura dell\u2019animazione delle celebrazioni, perch\u00e9 la preghiera sia pi\u00f9 intensa, partecipata, corale. (\u2026) La proposta di formare animatori del canto dell\u2019assemblea che la diocesi ha avviato con i corsi Te Laudamus offre un\u2019occasione da non perdere per acquisire qualche competenza e favorire uno stile comune nelle diverse comunit\u00e0 della diocesi.<br \/>\n(mons. Mario Delpini: <i>Cantate, Cantate al Signore!<\/i>, pp. 7, 9).<\/p>\n<p>\u201cInvito perci\u00f2 a creare e incoraggiare gruppi di animazione liturgica e musicale delle celebrazioni che siano disponibili a percorsi di formazione e a curare le attenzioni necessarie perch\u00e9 si celebri bene e in modo fruttuoso\u201d. (mons. Mario Delpini: <i>Kyrie, Alleluia, Amen<\/i>, II, 3).<\/p>\n<p>\u201cLa comunit\u00e0 deve imparare ed esercitarsi nell\u2019<i>ars celebrandi<\/i>, tutti sono chiamati a vivere una <i>actuosa partecipatio<\/i>. Queste parole misteriose invitano a umili, costanti percorsi di apprendistato e di disponibilit\u00e0 alla potenza dello Spirito, sono principio di inesauribile stupore, gratitudine e intimo desiderio di conversione. (mons. Mario Delpini: <i>Kyrie, Alleluia, Amen<\/i>, III, 1).<\/p>\n<p>\u201cIl corso <i>Te Laudamus<\/i>, per animatori musicali della liturgia \u00e8 nato da un desiderio che per\u00f2 nasce da una preoccupazione.<br \/>\n<b>Sono un po\u2019 preoccupato del livello medio dell\u2019animazione musicale<\/b> delle parrocchie che visito: per quanto io non sia n\u00e9 uno strumentista n\u00e9 un direttore di coro, mi pare proprio che sia difficile dire che, normalmente, <i>si prega cantando<\/i>. Si fatica ad avere un buon numero di coristi, c\u2019\u00e8 poca cura per la scelta del repertorio del canto, della sua esecuzione e del suo rapporto armonico con la celebrazione.<br \/>\n<b>Per celebrare bene<\/b>, per dire che veramente la celebrazione eucaristica \u00e8 il cuore della comunit\u00e0 ed \u00e8 il luogo dove la comunit\u00e0 si trova, fa festa, si riconosce, si fa coraggio, <b>bisogna curare il canto, bisogna che la gente canti, non solo il coro, non solo l\u2019organista<\/b> \u2013 e gi\u00e0 queste sono cose talvolta un po\u2019 rare, \u2013 <b>ma proprio che la gente canti, che ci sia una animazione musicale<\/b>.<br \/>\nQuesta \u00e8 la cosa che pi\u00f9 mi preme<b>: si preparino delle persone che nelle loro comunit\u00e0 promuovano un livello<\/b>, non solo tecnico importante, ma proprio <b>di preghiera attraverso il canto\u201d<\/b>. (mons. Mario Delpini: Discorso ai partecipanti al corso Te Laudamus \u2013 anno 2021\/22).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La nostra diocesi ha una lunga tradizione di attenzione al tema della formazione liturgico \u2013 musicale: ne sono testimonianza il lungo lavoro di mons. 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