{"id":634,"date":"2008-01-25T10:11:00","date_gmt":"2008-01-25T09:11:00","guid":{"rendered":"http:\/\/production-cdm.glauco.it\/servizioperlapastoraledellasalute\/senza-categoria\/giornata-mondiale-del-malato-11-febbraio-2008-la-famiglia-nella-realt-della-malattia-2-634.html\/"},"modified":"2008-01-25T10:11:00","modified_gmt":"2008-01-25T09:11:00","slug":"giornata-mondiale-del-malato-11-febbraio-2008-la-famiglia-nella-realt-della-malattia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperlapastoraledellasalute\/archivio\/giornata-mondiale-del-malato-11-febbraio-2008-la-famiglia-nella-realt-della-malattia-2-634.html","title":{"rendered":"GIORNATA MONDIALE DEL MALATO &#8211; 11 febbraio 2008 &#8220;La famiglia nella realt&agrave; della malattia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;La famiglia nella realt&#224; della malattia&#8221; &#232; il tema che la CEI, attraverso l&#8217;Ufficio e la Consulta Nazionale per la pastorale della salute, ha indicato per la Giornata mondiale del malato di quest&#8217;anno.<\/p>\n<p>E&#8217; un&#8217;occasione propizia per una riflessione riguardo alle trasformazioni in atto nella nostra societ&#224;. Gi&#224; la Nota pastorale della CEI, del giugno 2006, invitava la comunit&#224; cristiana nel suo complesso a sentirsi soggetto corresponsabile della pastorale della salute integrandola in una pastorale d&#8217;insieme.<\/p>\n<p>Il Santo Padre il Papa ha stabilito che, fermo restando la ricorrenza annuale della Giornata, la sua celebrazione pi&#249; solenne abbia luogo ogni tre anni. Questa decisione &#232; da leggersi nella volont&#224; di conformarsi alle altre Giornate Mondiali, come quella della famiglia e della Giovent&#249; e per consentire una pi&#249; accurata preparazione.<\/p>\n<p>La famiglia luogo di cura e costruzione di speranza<br \/>La malattia presenta un&#8217;infinit&#224; di aspetti e di problemi estremamente diversificati a secondo del tipo di patologia e dei differenti contesti familiari e socioculturali in cui ogni persona viene a trovarsi.<br \/>Non mi soffermo a evidenziare e a fare considerazioni su situazioni particolari che tante famiglie devono affrontare, quali la fragilit&#224; mentale, le malattie cronico-degenerative e tumorali, i diversamente abili, ecc. Vorrei invece offrire un piccolo contributo di riflessione utilizzando le indicazioni offerte, per questa Giornata Mondiale del Malato dall&#8217;Ufficio CEI su quanto pu&#242; fare una famiglia messa alla prova, a volte molto duramente, per alleviare il dolore e i disagi del proprio congiunto malato per costruire una speranza capace di illuminare il suo cammino di ogni giorno.<\/p>\n<p>Sentire il dolore dell&#8217;altro <br \/>La famiglia, quando fa esperienza della malattia di un suo componente, cambia ritmo di vita.<br \/>Vengono mutati i tempi e i rapporti al proprio interno e col mondo che la circonda: si pensi al lavoro del capo famiglia che non pu&#242; pi&#249; proseguire, al tempo libero che scompare, alle &#8220;ferie&#8221; che non si possono effettuare, ai tempi di recupero che sono eliminati dal calendario, alla preghiera che non pu&#242; pi&#249; seguire i ritmi normali &#8230;<\/p>\n<p>Accanto al malato tutti i componenti della famiglia sono invitati a condividere, a &#8220;patire &#8211; con&#8221;. Ci&#242; permette di crescere in quella maturazione spirituale che &#232; luogo di esercitazione provvidenziale per una crescita personale armoniosa e completa. Negare attenzione e aiuto davanti al dolore dell&#8217;altro non solo &#232; mancanza, ma &#232; anche la perdita di valori indispensabili per la vita, difficilmente poi recuperabili.<br \/>I Vescovi Italiani, nell&#8217;ultimo documento &#8220;Predicate il Vangelo e curate i malati&#8221; (2006) al n. 54 cos&#236; dicono: &#8220;Frequentando le persone sofferenti si impara ad ascoltare di pi&#249;, a incoraggiare, a compiere anche i servizi pi&#249; umili per aiutare l&#8217;altro, a non fuggire dalla realt&#224; quotidiana&#8221;.<\/p>\n<p>Diventare compagni nella condivisione della malattia <br \/>La parabola evangelica del Buon Samaritano (Lc. 10, 25 &#8211; 37) &#232; senz&#8217;altro un esempio illuminante e stimolante per chiunque si trova a fare esperienza con la malattia di un proprio amico.<br \/>La famiglia deve aprire rapporti con altre persone (medici, operatori sanitari, badanti, volontari &#8230; ) che aiutano, a volte in modo determinante, a superare il senso di impotenza, di ribellione davanti alla malattia .<br \/>La famiglia scopre tutta la sua fragilit&#224;, l&#8217;incapacit&#224; a gestire anche i comportamenti pi&#249; elementari fino a provare un senso di colpa che deriva dagli eventi che si presentano ed &#232; chiamata a gestire uno speciale ruolo di sostegno al malato scoprendo preziose forze latenti.<br \/>Al primo momento di sconcerto, che pu&#242; avere una fase pi&#249; o meno lunga, la famiglia &#232; chiamata a crescere e a gestire la situazione nuova creatasi.<\/p>\n<p>Il ruolo della comunit&#224; cristiana<br \/>Un&#8217;ultima considerazione &#232; rivolta alla comunit&#224; cristiana che &#232; chiamata alla solidariet&#224;, alla scoperta del valore immenso dell&#8217;ascolto, dell&#8217;accompagnamento e della relazione di aiuto.<br \/>&#8220;Una catechesi sull&#8217;accompagnamento delle famiglie con situazioni gravi di malattia pu&#242; diventare uno strumento pastorale importante per sensibilizzare la comunit&#224; cristiana&#8221; (documento CEI citato).<br \/>La comunit&#224; &#232; chiamata a farsi vicino a chi &#232; fragile e non riesce a superare le difficolt&#224;; &#232; chiamata a farsi &#8220;prossimo&#8221;, cominciando dall&#8217;ascolto attento delle fragilit&#224;.<\/p>\n<p>L&#8217;Ufficio diocesano per la pastorale della salute, per aiutare le comunit&#224;, ha attuato una serie di iniziative e di proposte di formazione che brevemente richiamo:<\/p>\n<p>   Un BIENNIO di formazione in pastorale sanitaria che da 15 anni &#232; in  atto presso la Curia (ogni mercoled&#236;, da ottobre a maggio)   Un CORSO di DIALOGO e di RELAZIONE di AIUTO da svolgersi nelle  strutture parrocchiale o decanali (il corso si articola in 5 o 10  incontri). Il corso si prefigge di guidare i volontari: 1) a scoprire  le condizioni pi&#249; fruttuose per un rapporto di aiuto, mediante la  comunicazione e la relazione interpersonale; 2) a scoprire la  conoscenza di s&#233;, delle proprie risorse e dei propri limiti, del  proprio modo di reagire alle varie situazioni; 3) a praticare stili e  tecniche alternative al fine di entrare nel mondo dell&#8217;altro, dei suoi  bisogni e sentimenti.   UN  LIBRO AL MESE. Ogni mese viene indicato un libro di formazione  alla pastorale sanitaria con una breve recensione e i dati utili per  acquistarlo. Mi auguro che anche questo servizio sia proficuo  soprattutto per gli operatori sanitari (cappellani, suore e  collaboratori) e per tutte quelle persone impegnate nella parrocchie  del servizio della pastorale della salute.  Mons. Piero Cresseri<br \/>Responsabile del Servizio per la Pastorale della Salute<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;La famiglia nella realt&#224; della malattia&#8221; &#232; il tema che la CEI, attraverso l&#8217;Ufficio e la Consulta Nazionale per la pastorale della salute, ha indicato per la Giornata mondiale del malato di quest&#8217;anno. E&#8217; un&#8217;occasione propizia per una riflessione riguardo alle trasformazioni in atto nella nostra societ&#224;. 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