{"id":1811,"date":"2011-06-24T12:10:00","date_gmt":"2011-06-24T10:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/production-cdm.glauco.it\/servizioperlafamiglia\/senza-categoria\/il-decalogo-1811.html\/"},"modified":"2011-06-24T12:10:00","modified_gmt":"2011-06-24T10:10:00","slug":"il-decalogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperlafamiglia\/news\/il-decalogo-1811.html","title":{"rendered":"Il Decalogo"},"content":{"rendered":"<p>\t<b><u>DECALOGO 4<\/u><\/b>:<\/p>\n<p>\t<b>Regia<\/b>: Krzysztof Kieslowski<\/p>\n<p>\t<b>Interpreti<\/b>: Adrianna Biedrzynska, Janusz Gajos<\/p>\n<p>\t<b>Durata<\/b>: 60&#8242;<\/p>\n<p>\t<b>Supporto<\/b>: 35 mm; Dvd; Vhs<br \/>\t<b><i>Onora il padre e la madre &#8211;<\/i><\/b> Anka \u00e8 un&#8217;affascinante, gioiosa ventenne molto, troppo, legata al padre, Michal. Lui tenta di controllare la situazione. Anka rintraccia la lettera misteriosa in cui la madre defunta le rivela un segreto: Michal non \u00e8 il suo vero padre. \u00c8 un tentativo di dissolvere le resistenze dell&#8217;uomo all&#8217;attrazione reciproca. La ragazza non ha mai aperto la lettera e nemmeno l&#8217;aprir\u00e0. Michal e Anka la bruciano di comune accordo.<\/p>\n<p>\t<b><u>DECALOGO 9<\/u><\/b>:<\/p>\n<p>\t<b>Regia<\/b>: Krzysztof Kieslowski<\/p>\n<p>\t<b>Interpreti<\/b>: Ewa Blaszczyk, Piotr Machalica<\/p>\n<p>\t<b>Durata<\/b>: 60&#8242;<\/p>\n<p>\t<b>Supporto<\/b>: 35 mm; Dvd; Vhs<br \/>\t<b><i>Non desiderare la donna d&#8217;altri <\/i><\/b>&#8211; Roman, chirurgo, informa la consorte Hanka del verdetto dello specialista: lui \u00e8 impotente, lei ha il diritto di cercarsi un altro uomo se non lo ha gi\u00e0. La donna gli conferma amore e fedelt\u00e0. Di fatto ha una relazione con Mariusz, studente universitario di fisica. La gelosia trasforma il medico in detective e scopre il tradimento; vittima di una serie di equivoci l&#8217;uomo tenta il suicidio mentre la moglie ha gi\u00e0 troncato ogni rapporto col giovane.<\/p>\n<p>\t&nbsp;<\/p>\n<p>\tKrzysztof Kieslowski [K.] era un illustre sconosciuto fuori dai confini polacchi fino al 1988 quando il Premio della Giuria del festival di Cannes coron\u00f2 <i> Breve film suIl&#8217; uccidere <\/i>(girato nel 1987, durata 85&#8242;). Nel 1989 il <i> Breve film sull&#8217;amore<\/i> (1988, durata 57&#8242;), diffuso sotto l&#8217;insipiente titolo Non desiderare la donna d&#8217;altri, suscit\u00f2 l&#8217;inatteso interesse delle nostre platee. <i>Il Decalogo<\/i> \u00e8 l&#8217;evento culturale della stagione cinematografica: un modo di fare cinema nuovo e puro, un respiro morale di sorprendente attualit\u00e0. Quest&#8217;opera insolita &#8211; dieci filni della durata media di un&#8217;ora &#8211; \u00e8 lo sbocco provvisorio) di una ricerca lunga e accidentata. Nato a Varsavia il 27 giugno 1941, K. firma il suo primo saggio di regia alla Scuola Superiore di Cinema di Lodz (Tram^ay) nel 1966. Poi vengono una trentina di documentari: i suoi preferiti sono <i>La fotografia<\/i> (1968), <i>Dalla citt\u00e0 di Lodz<\/i> (1969), <i> Curriculum vitae<\/i> (1975), <i>L&#8217;ospedale<\/i> (1976), <i>Dal punto di vista del guardiano notturno<\/i> (1977).<br \/>\tIl documentario \u00e8 un&#8217;esperienza importante che non interrompe del tutto; l&#8217;ultimo l&#8217;ha realizzato nel 1988: \u00abSecondo me il documentario \u00e8 una forma d&#8217;arte superiore al film di finzione. Penso che la vita sia pi\u00f9 intelligente di me, crea situazioni pi\u00f9 interessanti di quelle che sono capace di inventare da solo\u00bb. Verso la met\u00e0 degli anni Settanta sente tuttavia il bisogno di passare al film a soggetto: i materiali di verit\u00e0 offerti dal documentario vengono salvati e valorizzati nell&#8217;azione e in una storia. K. si afferma presto, accanto, ad esempio, ad Agnieska Holland, tra i volti nuovi del \u00abcinema dell&#8217;inquietudine morale\u00bb; cos\u00ec venne definita dalla critica polacca una serie di opere ambientate nella Polonia degli anni Settanta-Ottanta sul disagio delle giovani generazioni soffocate dall&#8217;ambiente sociale e in balia dell&#8217;amoralismo del potere. Questi cineasti, \u00abfigli del &#8217;68\u00bb, facevano capo a due gruppi di produzione: \u00abX\u00bb diretto daAndrzej Wajda e \u00abTor\u00bb daAndrzej Zanussi.<br \/>\t<i>La cicatrice<\/i> (Blizna, 1976) \u00e8 il suo primo lungometraggio prodotto appunto dalla Tor. E&#8217; la storia di un industriale onesto che vuole fare il bene della gente impiantando una grande fabbrica di prodotti chimici; ma la popolazione si oppone, preferisce le sue attivit\u00e0 tradizionali e si accontenta di condiziom di vita modeste. La cicatrice, cio\u00e8 il dramma del protagonista, efficiente e idealista detentore del potere, nasce quando avverte che la felicit\u00e0, di cui si ritiene l&#8217;artefice, non \u00e8 quella desiderata dal popolo. Altri titoli sono: <i>il cineamatore<\/i> (Amator, 1979) &#8211; la crisi morale di un appassionato di cinema -; <i>Il caso<\/i> (Przypadek, 1981) &#8211; i capricci della casualit\u00e0 in tr\u00e9 varianti della vita di un giovane; <i>Senza fine<\/i> (Bez Konca, 1984), film duro e cupo in cui domina il fantasma di un avvocato, stroncato dall&#8217;infarto ali&#8217;inizio dello stato d&#8217;assedio imposto da Jaruzeiski, che ricompare e osserva l&#8217;avvilimento dei polacchi: \u00abEravamo tutti dei vinti e nessuno ne aveva coscienza\u00bb. Avversato dal regime perch\u00e9 eversivo, il film di K., militante di Solidamosc venne bollato di filo-comunismo dall&#8217;opposizione e considerato blasfemo dai cattolici.<br \/>\tSeguono tr\u00e9 anni di inattivit\u00e0 e poi riprende con Krzysztof Piesiewicz la collaborazione inaugurata in <i> Senza fine<\/i> e realizza &#8211; sempre con la casa di produzione di Zanussi &#8211; <i> Breve film sull&#8217;uccidere<\/i> (1987). \u00c8 il via alla grande impresa del Decalogo. Alla domanda ricorrente nelle interviste: \u00abCom&#8217;\u00e8 nata l&#8217;idea del Decalogo?\u00bb il regista risponde sempre premettendo che non nasce da un bisogno religioso: ne lui ne il suo co-sceneggiatore, l&#8217;avvocato Krzysztof Piesiewicz, sono cattolici praticanti, \u00abanche se questo non significa che non abbiamo niente a che fare con Dio\u00bb. Appena terminato <i>Breve film sull&#8217;uccidere<\/i> &#8211; la cui versione televisiva abbreviata da 85 a 57&#8242; corrisponder\u00e0 al quinto episodio &#8211; Piesiewicz riusc\u00ec a persuadere l&#8217;amico a mettere in cantiere una serie di film ispirati ai dieci comandamenti. Una sua vecchia idea; gli era venuta nel lontano 1982 davanti a un dipinto gotico trecentesco su legno raffigurante il \u00abDecalogo\u00bb conservato nel Museo Nazionale di Varsavia. Le riprese iniziano nel marzo 1987 e la lavorazione prosegue per venti mesi e pi\u00f9, secondo un piano frammentario: arrivano fino a girare tr\u00e9 episodi in contemporanea e nel frattempo girano per il grande schermo Breve film sull&#8217;amore che in edizione ridotta (di 49&#8242;) \u00e8 il numero sei del Decalogo televisivo. Le scene dei due \u00abbrevi film\u00bb vengono girate due volte, nel presupposto che le esigenze spettacolari del cinema e della TV non coincidano: ma poi. in sede di montaggio, sequenze destinate alla versione televisiva finiscono nei film e viceversa. Tra i due film e i due episodi televisivi esistono quindi, oltre alla diversa durata, differenze nella struttura drammaturgica e visiva. In queste note prendiamo in esame l&#8217;edizione televisiva: il Decalogo presentato nel circuito cinematografico \u00e8 per l&#8217;appunto costituito dai dieci film concepiti e realizzati per la TV. Comunque, se ha tuttora senso il dibattito su uno specifico televisivo contrapposto a quello cinematografico, questo kammerspielfilm \u00e8 un saggio di una possibile perfetta equipollenza dei due linguaggi. Il regista e il suo collaboratore alla sceneggiatura partono da un&#8217;idea, se si vuole, discutibile ma precisa e decisiva per l&#8217;impostazione del lavoro: i comandamenti non sono affatto \u00able leggi fondamentali della religione cristiana\u00bb, ma \u00abdieci affermazioni ben concepite\u00bb in cui concordano tutti gli uomini \u00abindipendentemente dal luogo, dalle tradizioni, dalla conoscenza o meno dei comandamenti\u00bb. Il decalogo assume dunque un doppio profilo: \u00e8 una \u00abconvenzione\u00bb universale sulla quale si modellano i rapporti morali, spirituali e psicologici tra le persone, e uno specchio in cui si riflette la verit\u00e0 ultima dell&#8217;uomo: \u00abI comandamenti permettono di addentrarsi con una certa semplicit\u00e0 nell&#8217;intricata natura dell&#8217;animo umano. La vita \u00e8 molto pi\u00f9 complicata di quanto vogliono farci credere i preti: nessuno mette mai in discussione queste regole, per\u00f2 sono convinto &#8211; insiste K. &#8211; che a volte \u00e8 necessario trasgredirle, e del resto questo accade tutti i giorni\u00bb. Il loro Decalogo non vuole essere, e non \u00e8, una catechesi o una lezione morale: illustrazione del senso delle norme o dimostrazione della loro validit\u00e0. I precetti sono un punto di partenza privilegiato per capire l&#8217;esistenza umana e descriverla. I dieci film non presentano \u00abdieci leggi\u00bb ma \u00abdieci storie\u00bb. A scongiurare ogni equivoco in proposito avevano addirittura pensato a un titolo di questo genere \u00abLa storia della condizione umana ovvero sui dieci comandamenti\u00bb.<\/p>\n<p>\t<b><i> Luigi Bini<\/i><\/b><i> &#8211; Attualit\u00e0 Cinematografiche &#8211; Letture<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"DECALOGO 4: Regia: Krzysztof Kieslowski Interpreti: Adrianna Biedrzynska, Janusz Gajos Durata: 60&#8242; Supporto: 35 mm; Dvd; Vhs Onora il padre e la madre &#8211; Anka \u00e8 un&#8217;affascinante, gioiosa ventenne molto, troppo, legata al padre, Michal. Lui tenta di controllare la situazione. 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