{"id":1800,"date":"2011-04-13T15:59:00","date_gmt":"2011-04-13T13:59:00","guid":{"rendered":"http:\/\/production-cdm.glauco.it\/servizioperlafamiglia\/senza-categoria\/un-luogo-per-diffondere-la-bellezza-dellamore-coniugale-e-materno-1800.html\/"},"modified":"2011-04-13T15:59:00","modified_gmt":"2011-04-13T13:59:00","slug":"un-luogo-per-diffondere-la-bellezza-dellamore-coniugale-e-materno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperlafamiglia\/senza-categoria\/un-luogo-per-diffondere-la-bellezza-dellamore-coniugale-e-materno-1800.html","title":{"rendered":"Un luogo per diffondere la bellezza dell&#8217;amore coniugale e materno"},"content":{"rendered":"<p>\tEra il 6 giugno 1994. Il Comitato Diocesano Operativo per la Beatificazione di Gianna Beretta Molla presieduto da Mons. Ernesto Basadonna, dopo il grande impegno per tutti gli adempimenti preparatori e celebrativi, si ritrovava qui a Mesero per vivere un meritato momento conviviale di soddisfazione per la buona riuscita di tutto. Intanto il pensiero andava al futuro, anche in considerazione del fatto che, oltre alla folla accorsa il 20 maggio per la celebrazione di ringraziamento presieduta dal Cardinal Martini (circa duemila persone), nel corso del mese di maggio di quell\u2019anno, a Mesero erano giunte in pellegrinaggio alla tomba di Gianna, beata vicina alla gente comune, quasi tremila persone, la maggior parte con gruppi parrocchiali guidati dai loro sacerdoti. Ho ancora vivo nella memoria il luogo e il momento in cui i presenti si trovarono tutti d\u2019accordo su una cosa: per tenere vivo e per diffondere il messaggio della santit\u00e0 di Gianna, madre di famiglia, \u00e8 necessario un punto di riferimento, una struttura adatta. Proprio perch\u00e9 di grande attualit\u00e0, la figura di Gianna non doveva restare ferma alla Beatificazione o restare legata semplicemente al passato o a ricordi da museo. Poco prima, nel breve tratto di strada dal ristorante alla piazza del paese, tutti avevano potuto apprezzare gli spazi dei due nostri oratori, la capienza della Sala della Comunit\u00e0 (allora ancora da recuperare all\u2019uso), la funzionalit\u00e0 della nuova chiesa parrocchiale costruita dalla saggezza lungimirante di don Gesuino Corti.<\/p>\n<p>\tFu proprio vicino alla vecchia chiesa parrocchiale con annessa ex-casa canonica, da anni entrambe in disuso, che si era evidenziata la provvidenzialit\u00e0 della presenza a Mesero di quell\u2019insieme di strutture e si era convenuto sulla opportunit\u00e0 che la parrocchia mettesse a disposizione della santit\u00e0 di Gianna e della pastorale diocesana della famiglia le proprie risorse, in particolare la vecchia parrocchiale con annessa canonica. Persuaso che le idee grandi hanno bisogno di macerare nel tempo e di essere condivise nella Chiesa, in data 30 marzo 1995 inviai al vicario generale della Diocesi di Milano una lettera esprimendo il desiderio dei fedeli di trasformare la vecchia chiesa di Mesero in un Santuario della famiglia. L\u2019Arcivescovo di Milano il Cardinale Carlo Maria Martini, in data 13 dicembre 1996 invi\u00f2 alla comunit\u00e0 di Mesero una lettera di adesione al progetto e di incoraggiamento a studiare come trovare i fondi necessari e il modo di realizzare gli obiettivi pastorali.<\/p>\n<p>\tA quel momento neppure si immaginava che nel 2004 sarebbe arrivata la canonizzazione di Santa Gianna e tuttavia ci si dedic\u00f2 a rendere operativo il progetto steso sulla carta. Essendo la struttura in disuso da pi\u00f9 di trent\u2019anni e avendo alle spalle una storia plurisecolare anche sotto l\u2019aspetto artistico, l\u2019intervento ha richiesto notevole dispendio di tempo e di mezzi\u2026 si \u00e8 dovuto far fronte anche agli imprevisti. Per\u00f2 nello stesso tempo si \u00e8 cercato di procedere con una logica di insieme per giungere al pi\u00f9 presto al compimento dell\u2019opera. Intanto il 16 maggio 2004, in seguito al miracolo avvenuto nel 2000 a Franca in Brasile e approvato a tempo di record grazie tra l\u2019altro alla solerzia di monsignor Serafino Spreafico, vescovo emerito di Graja\u00f9, Papa Giovanni Paolo II innalza tra i santi alla gloria degli altari la Beata Gianna, proponendola cos\u00ec a tutta la Chiesa come esempio di vita cristiana alla portata di tutti.<\/p>\n<p>\tNella fase preparatoria alla canonizzazione ci si \u00e8 posta la questione del corpo della Santa. In una riunione del Comitato operativo diocesano tenutosi in arcivescovado con la partecipazione dei familiari e presieduta dal vicario generale monsignor Carlo Redaelli se ne \u00e8 parlato ufficialmente. Come parroco di Mesero ho comunicato a tal proposito il pensiero espressomi oralmente dall\u2019ingegner Pietro Molla, marito di Gianna: \u00abSe \u00e8 necessario fare l\u2019esumazione prima della Canonizzazione (come di norma avviene), il corpo di Gianna, in attesa del completamento dei lavori nel santuario a lei dedicato, potrebbe essere provvisoriamente collocato nella chiesa parrocchiale sotto l\u2019altare della cappella feriale\u00bb. Ma ho personalmente aggiunto che qualora l\u2019esumazione e la ricognizione del corpo non fosse stata necessaria, la cosa migliore era che rimanesse nella bella tomba di famiglia, dove era rimasto fino ad allora, facendo la traslazione solo quando il santuario fosse pronto.<\/p>\n<p>\tNella celebrazione di lode e ringraziamento, svoltasi a Mesero il 16 giugno 2004 a un mese dalla canonizzazione, il Cardinale Dionigi Tettamanzi riprese la prospettiva espressa gi\u00e0 allora a livello diocesano con queste parole, importanti soprattutto per ricordare il significato spirituale e pastorale del riferimento alla testimonianza di Santa Gianna: \u00abMesero e Magenta sono i luoghi che ricordano \u201cla bellezza dell\u2019amore coniugale e materno\u201d testimoniato da Gianna. Come Vescovo quante parole vorrei dirvi su questo argomento, in un momento storico di transizione della civilt\u00e0, nel quale la famiglia \u00e8 al crocevia di molte e contrapposte tensioni e l\u2019uomo sembra non sopportare pi\u00f9 rapporti di lunga durata. Gianna, invece, dimostr\u00f2 un amore fedele ed aperto alla vita, e poi il senso e il bisogno della maternit\u00e0, manifestato nel desiderio &#8211; espresso gi\u00e0 durante il fidanzamento &#8211; di avere tanti bambini, che crescessero bravi e buoni. Come Pietro, ella proveniva da una famiglia numerosa, e accolse con grande gioia ciascuno dei suoi quattro figli: come ha detto il Papa Giovanni Paolo II in occasione della beatificazione di Gianna (24 aprile 1994), la sua eroica testimonianza costituisce \u201cun vero canto alla vita, in stridente contrasto con una certa mentalit\u00e0 oggi dilagante\u201d. Le nostre famiglie tornino ad essere il santuario della vita. Questa Santa, le cui spoglie mortali riposano nel cimitero di Mesero accanto a quelle della figlia Mariolina, oggi \u201cindica a noi la strada del Cielo\u201d con lo stesso sguardo che esse hanno nell\u2019immagine scelta per il gonfalone della canonizzazione\u00bb.<\/p>\n<p>\tEccoci ora alla inaugurazione e dedicazione del Santuario diocesano della Famiglia\u2026 In conformit\u00e0 con la stessa sua denominazione, grazie alla presenza e all\u2019attivit\u00e0 di don Tiziano Sangalli incaricato espressamente dall\u2019Arcivescovo a questo scopo, perpetuer\u00e0 il ricordo e il messaggio della testimonianza di Santa Gianna \u201cmadre di famiglia\u201d, ed esprimer\u00e0 con la continuit\u00e0 caratteristica della Chiesa la missione e il servizio alla famiglia in modo concreto e vivo, cio\u00e8 nella attenzione alle persone (singoli, coppie, famiglie, gruppi, comunit\u00e0 parrocchiali\u2026) che vengono dove c\u2019\u00e8 il segno visibile della vita di Santa Gianna per cercare risposte alle proprie attese e domande, non solo per vedere dei luoghi o segni del passato. Del resto \u00e8 quanto espresso dal Cardinale Arcivescovo nella sua lettera inviata l\u20198 settembre 2006 alle parrocchie del Magentino: \u00abApprezzando il lavoro e l\u2019impegno di tutti coloro che fin qui ho ricordato a favore della conoscenza, della venerazione e soprattutto della proposta di vita evangelica \u2014 cos\u00ec affascinante per le donne e gli uomini e per le famiglie d\u2019oggi \u2014 che proviene dalla testimonianza di santa Gianna, ritengo, nella mia responsabilit\u00e0 di Vescovo, necessaria e urgente, da un punto di vista pastorale, l\u2019assunzione di una responsabilit\u00e0 ancora pi\u00f9 diretta della nostra Chiesa diocesana per mantenere vivi e diffondere la memoria e il messaggio di santa Gianna\u00bb.<\/p>\n<p>\tPerci\u00f2 arrivare ad aprire e a far funzionare il Santuario della Famiglia \u00e8 s\u00ec un punto di arrivo, ma soprattutto un nuovo punto di partenza: creare materialmente le condizioni di operare per la famiglia vuol dire offrire allo Spirito un luogo umano, uno spazio di azione\u2026 perch\u00e9 Dio ha scelto di donare la salvezza incontrando l\u2019uomo umanamente! Simbolicamente tutto questo sar\u00e0 reso visibile dal fatto che i lavori anche murari continueranno, particolarmente riguardo il Centro di spiritualit\u00e0 annesso al Santuario. Resto convinto che il Santuario della Famiglia e pi\u00f9 ancora il dono fatto alla Chiesa universale con la canonizzazione di Gianna Beretta Molla siano un modo di dare concretezza alle numerose prese di posizione della Chiesa che, a tutti i livelli, in questi decenni ha dichiarato che la famiglia deve essere al centro dell\u2019attenzione e all\u2019inizio di ogni attivit\u00e0 pastorale. A Santa Gianna, alla sua affettuosa attenzione e intercessione, affido tutti coloro &#8211; e sono tanti &#8211; che in molti modi hanno contribuito e contribuiranno a realizzare quest\u2019opera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Era il 6 giugno 1994. Il Comitato Diocesano Operativo per la Beatificazione di Gianna Beretta Molla presieduto da Mons. 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