{"id":1602,"date":"2009-11-23T15:30:00","date_gmt":"2009-11-23T14:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/production-cdm.glauco.it\/servizioperlafamiglia\/senza-categoria\/una-chiesa-con-i-poveri-e-per-la-giustizia-1602.html\/"},"modified":"2009-11-23T15:30:00","modified_gmt":"2009-11-23T14:30:00","slug":"una-chiesa-con-i-poveri-e-per-la-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperlafamiglia\/news\/una-chiesa-con-i-poveri-e-per-la-giustizia-1602.html","title":{"rendered":"Una chiesa con i poveri e per la giustizia"},"content":{"rendered":"<p>La testimonianza di mons. Franco Masserdotti,     vescovo di Balsas (Brasile) <\/p>\n<p>E&#8217; vescovo di una diocesi     in cui il 65 per cento della popolazione vive con meno di un euro al     giorno. Ritiene che l&#8217;annuncio del Vangelo sia inscindibile dalla     promozione umana e non pu&#242; tollerare il silenzio di fronte alle     ingiustizie. Auspica che l&#8217;anno prossimo, in occasione del 25&#176;     anniversario del martirio, mons. Oscar Romero sia proclamato dalla Chiesa     beato, visto che &#171;la popolazione latino americano lo considera gi&#224;     un santo&#187;.<br \/>Gli sembra che in Italia &#171;ci sia troppo     silenzio a riguardo dell&#8217;economia e della politica&#187;. Questo &#232; mons. Franco Masserdotti, vescovo di Balsas, nel nord est del Brasile. Al Convegno di Montesilvano ha portato la voce dei poveri del Brasile, ha     rappresentato quella chiesa brasiliana che ha scelto di condividere la     vita con loro.<\/p>\n<p>Mons. Masserdotti, uno degli aspetti di     questo convegno &#232; stato quello dell&#8217;ascolto. Quale messaggio ha portato     dal Brasile? <br \/>Ho cercato di far capire come per noi sia     fondamentale la scelta dei poveri. E&#8217; nella storia stessa della Chiesa     latino americana. Pensiamo alla Conferenza di Medellin, nel lontano 1968,     dove &#232; stato affermato che l&#8217;episcopato latino americano non pu&#242; rimanere     indifferente di fronte alle terribili ingiustizie sociali esistenti.     Inoltre, ho portato l&#8217;esperienza della comunit&#224; ecclesiali di base (Ceb).     Nelle Ceb i poveri sono considerati soggetti e protagonisti di una     rinnovata evangelizzazione e della costruzione di una societ&#224; fraterna,     giusta e solidale.<\/p>\n<p>Che significato hanno nella sua diocesi     queste scelte pastorali? <br \/>La nostra situazione sociale &#232; tale che     per noi l&#8217;annuncio non pu&#242; essere astratto, ma legato alle condizioni di     vita delle persone. E di conseguenza l&#8217;annuncio &#232; strettamente legato alla     promozione umana. Come possiamo ignorare le situazioni di sfruttamento che     vediamo coi nostri occhi? Per fare solo un esempio, nella nostra diocesi     si sta diffondendo la monocoltura della soia e viene praticati con mezzi     che escludono la popolazione. Ci&#242; significa perdita delle terre, povert&#224;,     sfruttamento. La nostra pastorale sociale pu&#242; essere riassunta in tre     tappe. Dare il pesce, perch&#233; la gente ha fame. Insegnare a pescare, in     modo tale da garantirle un futuro. Impegnarsi a pulire l&#8217;acqua del fiume     perch&#233; altrimenti i pesci muoiono e non si pu&#242; pi&#249; pescare: cio&#232; dobbiamo     impegnarci per abbattere le situazioni di ingiustizia e corruzione. Con le     Ceb puntiamo molto sui laici e siamo fortemente impegnati nella loro     formazione. La nostra chiesa &#232; fondata sui laici. Nella chiesa brasiliana     la presenza delle Ceb e il loro impegno ha fatto scaturire una nuova     santit&#224; politica, basata su una comprensione della fede, della speranza e     della carit&#224; in chiave sociale.<\/p>\n<p>Spesso la chiesa brasiliana     &#232; stata profetica. Oggi forse lo &#232; un po&#8217; meno&#8230;     Certamente c&#8217;&#232; stato un abbassamento del tono profetico .<br \/>    Negli anni della dittatura molti pastori sono stati capaci di gesti e     scelte coraggiose. Oggi non &#232; certamente cos&#236;. Ma direi che questo non &#232;     il problema principale della chiesa brasiliana. Oggi la nostra sfida &#232; la     coscientizzazione della gente. E&#8217; diffusa una mentalit&#224; fatalista e     rassegnata e il nostro compito &#232; proprio quello di cambiarla. Non ha pi&#249;     senso che vi siano pastori che denunciano e poi dietro non c&#8217;&#232; un popolo     che &#232; cosciente delle cause di tanta povert&#224; e miseria.<\/p>\n<p>In Brasile a Porto Alegre si sono svolti i primi forum sociali mondiali, dai     quali sono emerse idee e richieste per un mondo diverso. Che cosa ne pensa?<br \/>Ho partecipato anch&#8217;io ai forum di Porto Alegre e penso che in quelle     occasioni si &#232; manifestata la speranza di cambiare il mondo, di renderlo     pi&#249; bello, direi pi&#249; vicino al mondo che Dio ha sognato per gli uomini.<\/p>\n<p>Si parla spesso di scambio fra le chiese. Che cosa possiamo accogliere della     vostra esperienza?<br \/>Dovete guardare innanzitutto al martirio dei     profeti. Migliaia di cristiani hanno fecondato le comunit&#224; con il     sacrificio della vita in favore della giustizia e a partire dalla propria     fede. Ad esempio di Ges&#249; molti cristiani sono minacciati, perseguitati,     diffamati e morti. Ricordo tra tutti mons. Oscar Romeno, vescovo di San     Salvador. Auspico che l&#8217;anno prossimo, in occasione del 25&#176; del suo     martirio, sia proclamato dalla Chiesa beato. La popolazione latino     americano lo considera gi&#224; un santo. Anche qui in Italia l&#8217;impegno per la     giustizia &#232; urgente. Come Chiesa non &#232; possibile rimanere in silenzio di     fronte a questo periodo cupo in cui tutto &#232; sottomesso all&#8217;economia e     all&#8217;interesse di pochi. Inoltre, il protagonismo dei laici nella chiesa     brasiliana pu&#242; essere uno stimolo anche per la vita delle comunit&#224;     cristiane in Italia. Un laicato che &#232; corresponsabile, che ha il suo     spazio.<br \/>Dario Paladini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La testimonianza di mons. Franco Masserdotti, vescovo di Balsas (Brasile) E&#8217; vescovo di una diocesi in cui il 65 per cento della popolazione vive con meno di un euro al giorno. Ritiene che l&#8217;annuncio del Vangelo sia inscindibile dalla promozione umana e non pu&#242; tollerare il silenzio di fronte alle ingiustizie. 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