{"id":652,"date":"2014-03-25T11:21:00","date_gmt":"2014-03-25T10:21:00","guid":{"rendered":"http:\/\/production-cdm.glauco.it\/servizioperilcoordinamentodeicentriculturalicattolici\/senza-categoria\/alberto-savorana-vita-di-don-giussani-652.html\/"},"modified":"2014-03-25T11:21:00","modified_gmt":"2014-03-25T10:21:00","slug":"alberto-savorana-vita-di-don-giussani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperilcoordinamentodeicentriculturalicattolici\/news-per-home\/alberto-savorana-vita-di-don-giussani-652.html","title":{"rendered":"Alberto Savorana, Vita di don Giussani"},"content":{"rendered":"<p>\t1351 pagine suddivise in 39 capitoli, accorpati in tre parti. Le fonti primarie sono reperite in ben 13 archivi, 11 carte private, mentre la bibliografia spazia&nbsp; dai numerosi <em>pro manuscripto<\/em> ai libri di Giussani, alle pubblicazioni su Comunione e Liberazione e al ricco repertorio di testi storici, teologici, filosofici. Seguono ben 123 pagine dedicate alle note (assolutamente da leggere!) e dulcis in fundo troviamo un corposo e utile indice dei nomi. Gli inserti fotografici rigorosamente in bianconero, sono stampati su carta bianca e lucida, differenziandosi dalle pagine del testo di color panna e dalla grammatura leggera. Immagini che ripercorrono tutto l\u2019arco della vita del sacerdote brianzolo, magistralmente ripreso in copertina.<br \/>\tLa mole di questo libro, in un certo senso, misura lo spessore della vita di don Luigi Giussani.<\/p>\n<p>\t<strong>Introduzione<\/strong><br \/>\tL\u2019introduzione \u00e8 curata dall\u2019autore, il giornalista Alberto Savorana, direttore per molti anni della rivista \u201cTracce\u201d, mensile di Comunione e Liberazione, collaboratore con Giussani della collana BUR \u201cI libri dello spirito\u201d e ora responsabile dell\u2019ufficio stampa e pubbliche relazioni del Movimento. Savorana ripercorre le varie tappe della vita del <em>Gius<\/em> fissando il momento storico e le scelte compiute, ricorda momenti salienti, aneddoti, discorsi, incontri, preparando il lettore ad affrontare pi\u00f9 di mille pagine scritte.<br \/>\tTutta la storia raccontata in questo libro ha la sua sorgente \u201cnel bel giorno\u201d vissuto da don Giussani quando il suo professore di prima liceo don Gaetano Corti, lesse e comment\u00f2 il Prologo del Vangelo di Giovanni: \u201cE il Verbo si fece carne\u2026\u201d. \u201cL\u2019istante di allora &#8211; diceva don Giussani &#8211; non fu pi\u00f9 banalit\u00e0 per me\u201d. E l\u2019istante comprende ogni riflessione del vivere.<br \/>\tGiussani, appena ordinato prete confidava a un amico: \u201cIo non voglio vivere inutilmente: \u00e8 la mia ossessione\u201d. \u00c8 stato esaudito. Quella di don Giussani, infatti, \u00e8 un\u2019esistenza ricca e piena, vissuta senza sosta dalla scoperta dell\u2019Amico che gli ha rivoluzionato la vita intera: Cristo. Un\u2019obbedienza a Lui e alla Chiesa che lo ha contraddistinto, tanto che prima di morire riferiva alla sorella Livia: \u201cRicordati che io ho obbedito, ho sempre obbedito\u201d.<\/p>\n<p>\t<strong>Prima parte 1922-1964<\/strong><br \/>\tDesio, Brianza, anni del primo dopoguerra. In questa terra segnata dalla fede e dal lavoro, nasce Luigi Giovanni Giussani primogenito di cinque figli. Il pap\u00e0 Beniamino (intagliatore del legno), la mamma Angelina Gelosa (operaia), i figli: Luigi, Livia, Brunilde (muore prima che compia un anno), Brunilde (che prende il nome della sorella morta), Gaetano. Una famiglia tipica del tempo. Il padre socialista e amante della musica, la madre pia, saggia, educa i figli ai buoni principi cattolici, all\u2019amore per la parrocchia e poi gli anni delle elementari segnati dalla carismatica figura del maestro Fossataro.<br \/>\tGli anni del seminario (prima a San Pietro Martire, poi a Venegono) sono quelli migliori della sua giovent\u00f9. Il sostanziale equilibrio tra studio, gioco e tempo personale da dedicare ai propri interessi, l\u2019intreccio quotidiano tra silenzio, preghiera e allegria formano la sua personalit\u00e0.&nbsp;<br \/>\tProfessori del calibro di Francesco Petazzi, Umberto Oriani, Giovanni Colombo, Carlo Colombo, Adriano Bernareggi, Carlo Figini, Gaetano Corti, Enrico Galbiati preparano il chierico Giussani alla vita sacerdotale consegnandogli un vasto piano di studi che non tralascia nemmeno le lingue contemporanee: dall\u2019inglese, al francese, al tedesco e il russo; perfino la musica classica, i cori russi e naturalmente una sterminata letteratura e una solida teologia.<br \/>\tGaetano Corti, suo insegnante ricordava che la Chiesa \u00e8 definita da due fattori intimamente connessi:<\/p>\n<p>\tGes\u00f9 volle che la realt\u00e0 storica della sua Chiesa fosse composta come la sua di due elementi: dell\u2019elemento umano e dell\u2019elemento divino; volle che la forza della Chiesa fosse il connubio della forza o meglio della debolezza dell\u2019uomo e della forza onnipotente di Dio.<\/p>\n<p>\tUn altro insigne professore, Carlo Colombo insegnava che l\u2019atto di fede \u00e8 dato dal concorso di tre fattori: l\u2019intelligenza, la volont\u00e0 e la grazia. Per cui la fede \u201cnon \u00e8 una cieca o immotivata fiducia: \u00e8 un principio di intelligenza, un atto dell\u2019intelletto\u201d.<\/p>\n<p>\tConcetti come metodo, realt\u00e0, ragione, esperienza, presenza, che diverranno chiavi di volta dell\u2019impalcatura teologica del Movimento di Comunione e Liberazione, partono proprio da quelle mura. \u00c8 lo stesso Giussani che lo rammenta in alcuni episodi:<\/p>\n<p>\tMi ricordo che ero intento l\u00e0 intento a leggere cose che non capivo certamente (n.d.r. si trattava di un libretto del cardinal Pecci sull\u2019Umilt\u00e0). Ma ero l\u00e0 serio a leggere e ho fatto bene a far cos\u00ec perch\u00e9 quelle cose che non capivo, seriamente leggendole da bambino le ho capite a suo tempo. Le ho capite perch\u00e9 avevo accettato e imparato il metodo (\u2026) del seguire. Dio mi faceva imparare il metodo che \u00e8 seguire, del quale \u00e8 sorto il fiore e il frutto a suo tempo.<\/p>\n<p>\tOppure la conoscenza attraverso il suo professore dei lavori dello studioso tedesco Deissmann. Il noto teologo tedesco in un suo articolo comunicava la scoperta del Papiro 52 nel quale era trascritto un pezzo del Vangelo di Giovanni gi\u00e0 all\u2019epoca di Traiano imperatore, segno della storicit\u00e0 dei vangeli.<br \/>\tL\u2019esperienza del seminario \u00e8 segnata sia dall\u2019amicizia con alcuni suoi compagni: Camillo Giori, Giuseppe Elli, Bernardo Citterio, Giacomo Biffi, Luigi Villa, Enrico Manfredini, Angelo Majo, Luigi Gaffuri, Guido De Ponti, Carlo Costamagna; sia dalla costituzione di associazioni come lo <em>Studium Christi<\/em> o San Giosafat.<\/p>\n<p>\tNel 1945 \u00e8 ordinato sacerdote e rimane nel seminario di San Pietro Martire come professore di filosofia, il primo passo per quella che poteva diventare la strada dell\u2019insegnamento teologico. Ma la vita riserva sempre delle sorprese e ben presto il giovane prete deve fare i conti con la malattia e il dolore che lo accompagneranno per tutta la vita. La stanza a lui assegnata era fredda e molte volte non trova il tempo di accendere la stufa cos\u00ec cominciano problemi polmonari e ricoveri ospedalieri al quale fa seguito un lungo periodo di convalescenza.&nbsp; Agli inizi degli anni cinquanta ritorna all\u2019insegnamento di Teologia, ma nel frattempo inizia a insegnare religione in una scuola milanese. \u00c8 l\u2019incontro con alcuni studenti sul treno Milano-Rimini che prende definitivamente coscienza della paurosa ignoranza religiosa di questi ragazzi e questo gli fa scattare il desiderio di lasciare la carriera in seminario per dedicarsi alla giovent\u00f9. Nel 1954 varca la soglia del liceo Berchet e l\u00ec ricomincia l\u2019avventura di Giovent\u00f9 Studentesca. Sono pagine conosciute ma quel che conta sono le persone che attraverso la loro amicizia ricominciano a parlare di Cristo (in ordine di pubblicazione): Pigi Bernareggi, Maddalena Kemeny, Marco Martini, Claudio Pavesi, Eugenia Scabini. Milene Di Gioia, Luigi Negri, Claudio Ris\u00e9, Giuseppe Zola, Angelo Rizzoli, Carlo Wolfsgruber, Mimmi Cassola, Paolo De Carli, Paolo Favole, Jola Majocchi, Adriana Mascagni, Maretta Campi, Giorgio Feliciani, Giacomo B. Contri, Fabio Baroncini, Angelo Scola, Robi Ronza, Giovanna Rossi, Massimo Camisasca, Alberto Cremona, Francesco Botturi, Giuliano Longo, Marco Barbetta, Francesco Ventorino, Adriana Olessina, Guido Clericetti, Furio Fantini, Eugenio Monti, Paolo Mocarelli, Adriano Rusconi, Giulietta Loreti, Alberto Antoniazzi, Paolo Padovani (fratello di don Vanni il sacerdote che condivide con don Giussani la responsabilit\u00e0), Nicoletta Padovani, Luciano Di Pietro, Fulvio Giuliano, Maria Rita Morreale, Franca Sessa, Laura Stoppa, Emilio Brughera ecc\u2026<br \/>\tLa sede di via Statuto di Milano diviene il luogo degli incontri settimanali denominati \u201craggi\u201d e in poco tempo GS diventa un interlocutore importante della chiesa e della societ\u00e0 e della cultura milanese.<br \/>\tNon si accontenta di essere un\u2019associazione di categoria (studenti), ma fin da subito Giussani imprime l\u2019input del Movimento aperto ad ogni esperienza e condizione umana. Una scelta che lo pone inevitabilmente in conflitto con le altre realt\u00e0 ecclesiastiche e che trova nel libretto \u201cTracce di esperienza cristiana\u201d la sintesi ideale e culturale. Giussani formula quattro direttive metodologiche del richiamo cristiano: deciso come gesto, elementare nella comunicazione, integrale nelle dimensioni, comunitario nella realizzazione. Sinteticamente GS si propone esclusivamente come richiamo al fatto cristiano. Non vuole chiarire tutto, ma aiutare lo studente a chiarire se stesso.&nbsp; GS ha il dovere della testimonianza nel proprio ambiente scolastico che \u00e8 essenzialmente comunitaria. I gesti comuni pi\u00f9 significativi di quegli anni sono la caritativa in Bassa milanese dove i ragazzi passano la domenica pomeriggio insieme ai bambini delle cascine aiutandoli nello studio e nel gioco; la Settimana Santa; gli esercizi spirituali, le vacanze. Nasce il Gruppo Adulto costituito da donne e uomini che non hanno scelto di diventare suore o preti ma sono \u201cdisponibili fino alla verginit\u00e0\u201d e quindi si danno una regola di vita. Fin dai primi albori l\u2019impegno missionario \u00e8 sentito tanto che un gruppo di giovani sceglie di andare in Brasile in aiuto delle chiese locali.<\/p>\n<p>\t<strong>Seconda parte 1964-1986<\/strong><br \/>\tNel 1965 Giussani \u00e8 in America per pi\u00f9 di due mesi, dove intreccia rapporti con la chiesa americana e approfondisce lo studio sul protestantesimo che poi si tramuta in una pubblicazione.<br \/>\tAl suo rientro comincia a partecipare alle riunioni del Centro culturale Charles P\u00e8guy di Milano costituito nel 1964. Il consiglio direttivo era presieduto dal professor Orio Giacchi, segretario Giorgio Feliciani e membri Eugenia Scabini, Gian Enrico Rusconi, Serenella Carmo, Luigi Negri, Claudio Scarpati, Laura Brambilla.<br \/>\tNel 1966 nasce la casa editrice Jaka Book fondata da giovani universitari tra cui Sante Bagnoli, Maretta Campi, Laura Geronazzo, Paolo Mangini e con l\u2019aiuto del pittore William Congdon.<br \/>\tDall\u2019anno accademico 1968-69 don Giussani incomincia a insegnare presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica che termina nel 1992. Le lezioni sono anche l\u2019occasione per mettere alla prova i suoi studi e le sue ricerche. Non \u00e8 un caso che i tre volumi del suo \u201cPerCorso\u201d (<em>Il senso religioso<\/em>, <em>All\u2019origine della pretesa cristiana<\/em>, <em>Perch\u00e9 la Chiesa<\/em>) siano una rielaborazione dei corsi tenuti per due decenni in Cattolica. I suoi libri mettono a frutto tutta l\u2019esperienza acquisita, trasmettono un pensiero vivo, per nulla retorico che unisce il rigore del testo scritto alla freschezza dell\u2019insegnamento orale.<br \/>\tCon l\u2019occupazione della Cattolica nel 1967 comincia la contestazione studentesca che affievolisce le fila di GS e degli altri raggruppamenti cattolici facendo percepire che non ci si poteva poggiare sulla tradizione in quanto scomparsa, ma bisognava fare affidamento alla presenza, intesa come coinvolgimento di una umanit\u00e0 diversa, cambiata. Un concetto che Giussani apprende in una due giorni con gli amici di Rimini, ma che poi lancia all\u2019interno del Movimento.<\/p>\n<p>\t&nbsp;<\/p>\n<p>\tTradizione e teoria, tradizione e discorso non possono pi\u00f9 muovere l\u2019uomo d\u2019oggi. Come \u00e8 cominciato il cristianesimo fu un avvenimento per una presenza, per un incontro.<\/p>\n<p>\tDi fronte a una fede popolare che in molti casi sopravviveva come pura tradizione, sempre meno radicata in profondit\u00e0 nell\u2019esistenza reale della gente ed esposta ai venti di una mentalit\u00e0 secolare ostile o almeno distante dalla vita cristiana, egli si rese conto che la debolezza dell\u2019esperienza cristiana dipende dal fatto che la fede diventa incomprensibile, se i bisogni dell\u2019uomo non sono presi sul serio.<\/p>\n<p>\tE poi ancora:<br \/>\tLe forze che muovono la storia sono le stesse che rendono felice l\u2019uomo.<\/p>\n<p>\tGiussani insiste sulla pratica della misericordia, ma anche del perdono \u201cfondo dell\u2019occhio della misericordia\u201d.<\/p>\n<p>\tSull\u2019onda di questa forza propulsiva nel novembre del 1969, per la prima volta in Universit\u00e0 Statale di Milano inizia a circolare un ciclostilato sottoscritto Comunione Liberazione. In quella firma si afferma il concetto base che muove il Movimento e che attraverso il convegno nazionale del 31 marzo 1973 a Milano, abbandona la vecchia sigla di GS rendendo pubblica la nuova denominazione.<br \/>\tIn queste pagine del libro si incontrano persone del valore di don Zeno Saltini fondatore di Nomadelfia; tutto il gruppo che costituisce la rivista internazionale <em>Communio<\/em> tra cui Hans von Balthasar, Joseph Ratzinger e Eugenio Corecco, e l\u2019amicizia con Giovanni Testori. Si racconta della nascita del monastero della Cascinazza, il rapporto con il monastero di Vitorchiano. La fondazione del settimanale \u201cIl Sabato\u201d, l\u2019impegno nel referendum sul divorzio, la costituzione della lista \u201cCattolici popolari\u201d che aggrega varie associazioni cattoliche e il gruppo giovanile DC in occasione delle elezioni studentesche. Il Movimento riceve la sollecitazione dalle gerarchie ecclesiastiche di impegnarsi nelle elezioni amministrative e nazionali. Seguono pagine amare: attacchi giornalistici come il finanziamento della Cia o l\u2019incredibile invettiva di Padre Turoldo dalle pagine del Corriere della Sera che fomentano la gi\u00e0 pesante escalation di violenze sulle persone e le sedi di CL in tutta l\u2019Italia.&nbsp; Don Giussani rendendosi conto delle avversit\u00e0 che minacciano il Movimento invita gli aderenti a prendere atto che \u201c\u00e8 venuto il tempo della persona\u201d. Egli vuole che il soggetto umano prenda vigore da questa situazione ed acquisti un\u2019autocoscienza. Senza questa personalizzazione della fede, ossia che il legame con Cristo diventi esperienza quotidiana in ognuno di noi, non possiamo mai verificare se la fede ci fa crescere come persona.<br \/>\tSono anche anni fecondi. Inizia un rapporto con amici spagnoli, in particolare con un gruppo di sacerdoti di Madrid che poi fonda il movimento Nueva Tierra tra cui lo stesso Juli\u00e1n Carr\u00f2n.<br \/>\tNel 1978, con l\u2019elezione di Carol Wojtyla alla cattedra di Pietro, inizia un ventennio incredibile per la Chiesa e l\u2019Europa.<br \/>\tLo stesso anno per iniziativa di don Giancarlo Vecerrina si svolge il primo pellegrinaggio Macerata- Loreto. L\u201911 luglio 1980 l\u2019abate di Montecassino riconosce la Fraternit\u00e0 di Comunione e Liberazione, un\u2019associazione laicale ed \u00e8 in una delle fraternit\u00e0 di Rimini che si promuove il Meeting di Rimini dell\u2019agosto 1980.&nbsp; Nel giugno del 1981 monsignor Enrico Manfredini firma il decreto di riconoscimento dei <em>Memores Domini<\/em>, l\u2019associazione ecclesiale conosciuta anche come \u201cGruppo adulto\u201d e nata nel 1964. Dopo il referendum sull\u2019aborto del maggio 1981 che misura la realt\u00e0 del mondo cattolico, don Giussani invita tutti a prendere coscienza della realt\u00e0 italiana e in un incontro tra universitari invita i presenti ad essere \u201cpi\u00f9 poveri\u201d cio\u00e8 \u201ccerti di alcune grandi cose\u201d perci\u00f2 il cristiano \u201ccostruisce la cattedrale e vive nelle catapecchie, centomila volte pi\u00f9 uomo di chi ha come orizzonte ultimo l\u2019appartamento totalmente confortevole e poi, se viene, d\u00e0 anche l\u2019obolo per la Chiesa\u201d.<br \/>\tNel 1982, gli universitari rispondono all\u2019invito \u201cdi prendere coscienza\u201d inventando il Volantone, un manifesto costituito dalla riproduzione di un quadro e da una o due frasi efficaci che \u00e8 affisso in ogni luogo. Certamente quello della Pasqua 1988 che riporta un brano del <em>Racconto dell\u2019Anticristo<\/em> di Solov\u2019\u00ebv \u00e8 una pietra miliare del Movimento.<\/p>\n<p>\t\u00abChe cosa posso fare ancora per voi? Strani uomini! Che volete dame? Ditemelo voi stessi o cristiani, abbandonati dalla maggioranza dei vostri fratelli e capi, condannati dal sentimento popolare; che cosa avete di pi\u00f9 caro del cristianesimo? Allora (\u2026) si alz\u00f2 in piedi lo <em>starets<\/em> Giovanni e rispose con dolcezza: \u201cGrande sovrano! Quello che noi abbiamo di pi\u00f9 caro nel cristianesimo \u00e8 Cristo stesso. Lui stesso e tutto ci\u00f2 che viene da Lui, giacch\u00e9 noi sappiamo che in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della divinit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>\tGiussani al riguardo \u00e8 categorico: \u201cNon c\u2019\u00e8 nessun brano letterario che possa esprimere meglio di questo il sentimento che ci anima\u201d.<\/p>\n<p>\tL\u2019invito del papa di recarsi in tutto il mondo quali missionari della buona novella non cade nel dimenticatoio ma \u00e8 la molla per fondare la \u201cFraternit\u00e0 sacerdotale dei missionari di San Carlo Borromeo\u201d. L\u2019anno dopo, nel 1986, nasce la Compagnia delle Opere.<\/p>\n<p>\t<strong>Terza parte 1986-2005<\/strong><br \/>\tQuesta parte del libro si apre con l\u2019incontro in Giappone tra Giussani e i monaci buddisti del Monte Koya, dal quale nasce un legame proficuo e duraturo. In occasione delle vacanze degli studenti universitari viene invitato il professor Nikolaus Lobkowicz, presidente dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Eichst\u00e4tt in America, col quale si crea una relazione stabile. Sul finire degli anni ottanta Danilo Fossati, titolare della Star, uno dei gruppi agroalimentari pi\u00f9 importanti d\u2019Italia, tramite un suo dipendente, Davide Celora, incontra don Giussani e gli confida la volont\u00e0 di avviare una serie di iniziative di carit\u00e0: nasce il Banco alimentare.<br \/>\tIl rapporto tra il cardinal Carlo Maria Martini e don Giussani si mantiene sempre buono, indicative sono le citazioni sull\u2019ecumenismo e sull\u2019evangelizzazione che lo stesso Giussani fa in occasione di raduni del Movimento, ma non mancano incomprensioni soprattutto a livello di base. Il settimanale \u201cIl Sabato\u201d si fa portatore di diverse battaglie che creano scalpore come l\u2019inchiesta giornalistica del 1988 intitolata \u201cTredici anni della nostra storia\u201d che passa, appunto alla storia, come \u201cil caso Lazzati\u201d e che porta i due giornalisti a dover affrontare perfino il tribunale ecclesiastico della diocesi di Milano. Il settimanale promuove dibattiti e approfondimenti sulla storicit\u00e0 dei Vangeli, le memorie degli apostoli, i testi del magistero. Lasciano il segno sia quel \u201cSiamo tornati al tempo di Pelagio\u201d, cio\u00e8 la denuncia della crescente riduzione del cristianesimo a valori privati della loro concretezza umana e storica; sia la costatazione del ritorno della gnosi che mette in discussione Ges\u00f9 Cristo facendo del cristianesimo un principio da diffondere (come qualsiasi altro) negando la sua caratteristica originale, cio\u00e8 che Ges\u00f9 \u00e8 presente e lo si incontra qui ed ora, non \u00e8 un idea relegata al passato.&nbsp;<\/p>\n<p>\tLe riflessioni che Giussani propone durante incontri o assemblee o interviste sono sempre pertinenti al momento storico e di forte richiamo personale.<\/p>\n<p>\t\u201cNon si \u00e8 uomini in senso collettivo (\u2026). \u00c8 l\u2019individuo il problema, \u00e8 la persona il problema\u201d.<br \/>\t\u201cL\u2019uomo non pu\u00f2 imparare se non incontra\u201d.<br \/>\t\u201cIl cristianesimo non \u00e8 una dottrina, non \u00e8 una teoria di ci\u00f2 che \u00e8 stato e di ci\u00f2 che sar\u00e0 dell\u2019anima umana, bens\u00ec una descrizione di un evento reale nella vita dell\u2019uomo\u201d.<br \/>\t\u201cUn avvenimento (n.d.r. Il cristianesimo) \u00e8 qualcosa che irrompe dall\u2019esterno. Un qualcosa di imprevisto. Ed \u00e8 questo il metodo supremo della conoscenza (\u2026). Bisogna ridare all\u2019avvenimento la sua dimensione ontologica di nuovo inizio. \u00c8 una irruzione del nuovo che rompe gli ingranaggi, che mette in moto un processo, un mondo nuovo, una creatura nuova,&nbsp; una creazione nuova\u201d.<br \/>\t\u201cLa lotta non \u00e8 allo scetticismo, ma al nichilismo, che \u00e8 la risposta ultima in cui tutti cedono, che abbraccia tutti, in mancanza di un appoggio solido e chiaro\u201d.<br \/>\t\u201cC\u2019\u00e8 uno sviluppo della verit\u00e0, che all\u2019inizio \u00e8 come un seme, ma il seme \u00e8 costretto a diventare spiga, e la spiga mietitura. In questo modo la realt\u00e0 rimane simile a se stessa, ma progredisce continuamente in un\u2019operazione che io chiamo \u201csviluppo\u201d, che \u00e8 una crescita in cui la verit\u00e0 non cambia, al fondo; \u00e8 un\u2019identit\u00e0 la verit\u00e0\u201d.<br \/>\t\u201cCristo non \u00e8 nel cielo tra le legioni degli angeli e sulla terra indice di valori morali da rispettare! Cristo \u00e8 dentro il mio rapporto con qualunque cosa, con qualunque persona, in qualunque caso; Cristo \u00e8 dentro come criterio ultimo, come sole che deve riflettersi nel rapporto stesso. Il rapporto con le persone e con le cose \u00e8 una lente che riflette la presenza, una presenza!\u201d<br \/>\t\u201cNon c\u2019\u00e8 amicizia senza obbedienza\u201d<\/p>\n<p>\tGiussani, come si evince dalle enunciazioni soprascritte, ha la capacit\u00e0 di riconnettere le vicende narrate nei vangeli con la vita presente dei suoi interlocutori. All\u2019origine di questo c\u2019\u00e8 un\u2019insistenza di tipo metodologico sulla natura del cristianesimo: Dio non ha scelto di entrare in rapporto con gli uomini attraverso un pensiero o un sentimento instillato nella coscienza del singolo, ma si \u00e8 reso presente attraverso un avvenimento nel quale l\u2019uomo si imbatte nella materialit\u00e0 della vita quotidiana: Giovanni e Andrea sulla riva del Giordano ne sono l\u2019emblema. E attraverso il fenomeno della Chiesa il metodo che ha segnato l\u2019inizio del cristianesimo, duemila anni fa, \u00e8 destinato a perpetuarsi per tutte le generazioni future, fino ad oggi. Non a caso in una delle lezioni tenute agli universitari quando introduce la pagina del vangelo di Giovanni con la notizia dell\u2019incontro dei primi discepoli, sembra che Giussani sia l\u00ec presente (con Ges\u00f9 e gli apostoli) e descriva il susseguirsi dei fatti non come un passato lontano, ma una cronaca di quello che egli vede.<br \/>\tCon la stessa intensit\u00e0 Giussani rievoca l\u2019episodio della vedova di Naim.<\/p>\n<p>\tQuella sera Ges\u00f9 fu interrotto, fermato nel suo cammino al villaggio cui era destinato, (\u2026) perch\u00e9 c\u2019era un pianto altissimo di donna, con un grido di dolore che percuoteva il cuore di tutti i presenti, ma che percuoteva, che ha percosso innanzitutto il cuore di Cristo. \u201cDonna non piangere!\u201d quando si rientra in casa, quando si va sul tram, quando si sale sul treno, quando si vede la coda delle automobili per le strade, quando pensa a tutta la farragine di cose che interessano la vita di milioni di uomini \u2026 (\u2026) il suono, il riverbero del pianto \u00e8 giunto fino a Lui! \u201cDonna non piangere\u201d come se nessuno la conoscesse, come se nessuno la riconoscesse pi\u00f9 intensamente, pi\u00f9 totalmente, pi\u00f9 decisamente di Lui\u201d . \u00e8 accaduto duemila anni fa, ma accade ora.<\/p>\n<p>\tNel 2002, il direttore di \u201cAvvenire\u201d domanda se c\u2019\u00e8 stato un momento nei primi decenni della sua vita in cui Giussani abbia avuto il presentimento di tutto quello che gli sarebbe scaturito dalla sua attivit\u00e0 e dal suo metodo educativo. La sua risposta \u00e8 disarmante:<\/p>\n<p>\tTutto per me si \u00e8 svolto nella pi\u00f9 assoluta normalit\u00e0 e solo le cose che accadevano, mentre accadevano, suscitavano stupore, tanto era Dio ad operarle facendo di esse la trama di una storia che mi accadeva \u2013 e mi accade &#8211;&nbsp; davanti agli occhi. Ho visto il succedere di un popolo, in nome di Cristo protagonista di una storia.<\/p>\n<p>\tAl termine della sua vita terrena, provato ma non vinto dalla malattia, ottenuta la dispensa del trasferimento di Juli\u00e1n Carr\u00f2n da Madrid a Milano alla guida del Movimento, alle 3,10 del 22 febbraio 2005 don Luigi Giussani muore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"1351 pagine suddivise in 39 capitoli, accorpati in tre parti. Le fonti primarie sono reperite in ben 13 archivi, 11 carte private, mentre la bibliografia spazia&nbsp; dai numerosi pro manuscripto ai libri di Giussani, alle pubblicazioni su Comunione e Liberazione e al ricco repertorio di testi storici, teologici, filosofici. Seguono ben 123 pagine dedicate alle [&hellip;]","protected":false},"author":0,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":""},"categories":[279],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperilcoordinamentodeicentriculturalicattolici\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/652"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperilcoordinamentodeicentriculturalicattolici\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperilcoordinamentodeicentriculturalicattolici\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperilcoordinamentodeicentriculturalicattolici\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperilcoordinamentodeicentriculturalicattolici\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=652"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperilcoordinamentodeicentriculturalicattolici\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/652\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperilcoordinamentodeicentriculturalicattolici\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperilcoordinamentodeicentriculturalicattolici\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/servizioperilcoordinamentodeicentriculturalicattolici\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}