Fra Busseto e Milano, un nuovo allestimento del «Nabucco» darà il via alle iniziative per il bicentenario della nascita del compositore, inserendosi al contempo negli eventi per i 150 anni dell'Unità d'Italia e celebrando il Giorno della Memoria

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In vista delle Celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, Busseto, protagonista attraverso il Maestro Verdi di un evento che ha cambiato le sorti di un paese, si ripropone centocinquant’anni dopo quale contesto in cui rinnovare quel sentire popolare ricco di valori e ideali che hanno caratterizzato l’Europa del XIX secolo.
Il binomio Verdi-Unità d’Italia è imposto dalla cornice socio-culturale che ha plasmato la vita del Maestro di Busseto. Durante la vita di Verdi, che abbraccia poco meno di un secolo, l’Italia, infatti, si trasformò da paese sotto il dominio straniero a stato unificato indipendente, desideroso di far parte delle grandi potenze europee. Il Risorgimento, con le sue lotte per l’unificazione d’Italia, non poteva quindi essere per il compositore indifferente: al contrario, costituisce l’humus dove s’immergono le radici delle sue opere, in costante dialogo con il presente e con l’attualità storica, vissute come opere ed emozioni anche politiche.
È in questo clima di fermento politico e di rinnovamento culturale che deve essere interpretata e inserita l’opera che decretò il successo di Verdi: Nabucco era affatto estraneo a quei fattori politici che nell’Italia degli anni quaranta assumevano una particolare importanza. Fu così che il celebre coro Va pensiero sull’ali dorate fu identificato con il grido di liberazione dalla dominazione austriaca e subito adottato dagli italiani come un inno patriottico.

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